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Un po’ di tutto per tutti |
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Farsumagru: Preparare il ripieno con 250 gr di pezzettini di prosciutto, 250 gr di salsiccia fresca, 2 fette di pancetta, 150 gr di pezzettini di formaggio misti tutti uniti da due uova sbattute, prezzemolo tritato, un aglio a pezzettini, cipolletta fresca tritata, sale e pepe. Prendere un unico pezzo di manzo di circa 1 kg, ricavare una larga tasca al centro che va riempita col ripieno. Chiudere col filo da cucina e rosolarlo in tutte le sue parti su un soffritto di cipolla, durante la cottura aggiungere mezzo bicchiere di vino rosso fino all’evaporazione, una tazza di salsa di pomodoro e un paio di bicchieri d’acqua. Si copre con un coperchio e si cuoce per 90 minuti a fuoco lento rigirando il rotolo di tanto in tanto. |
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Purpittùni: Preparare 500 gr di polpa di maiale e 500 gr di polpa di vitello con sale, pepe, 2 foglie di alloro sbriciolato, 2 uova sbattute, un po’ di prezzemolo tritato, 150 gr di cacio cavallo fresco. Amalgamare tutto e aggiungere eventualmente del pan grattato per renderlo più sodo. Modellare un'unica grande polpetta lunga con dentro 4 uova sode disposte in lunghezza. In una pirofila unta mettere il polpettone in forno caldo rigirandolo più volte e spruzzandolo con del vino rosso fino a totale cottura. |
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Secondi piatti : Carne |
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Agnello al forno Canestrelli di carne Farsumagru (falsomagro) Insalata di pollo Pollo alla birra Pollo al forno della zia Mela Purpittùni (polpettone) |
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Pollo al forno della zia Mela (Ricetta inviata da Emilia) Ingredienti: pollo a pezzettini, olio, burro, cipolla, aglio, vino bianco, sale q.b. Mettere il pollo in una teglia facendo delle incisioni dove metterete dei pezzetti di burro, tutt’attorno al pollo aggiungere della cipolla tagliata finemente. In una padella imbiondire dell’aglio in olio extravergine d’oliva e, dopo aver tolto l’aglio, aggiungere l’olio al pollo. Infine aggiungere il vino bianco e cuocere in forno a fuoco lento.
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Agneddu ‘o fornu (Agnello al forno)
Ingredienti per 4 persone: 1 agnello da latte, dal peso di sei /sette chili, 200 gr di sugna(strutto), cipollette nuove lunghe e sottili, 1kg di patate, 1 l. di vino bianco, 1 rametto di rosmarino, olio, sale e pepe q.b.
Tagliate il capretto a pezzi grossi, spalmatelo con la sugna, mettetelo in un tegame con le cipollette e fatelo rosolare, quando il capretto ha preso un bel colore dorato,sfumatelo con il vino bianco. Aggiungete le patate tagliate a tocchetti, il rosmarino, il sale e il pepe. Ponetelo in forno caldo per circa un’ora, girando un paio di volte i pezzi del capretto durante la cottura. Servitelo ben caldo.
‘Unn’è Pasqua, s’un si mangia agneddu. Qualcuno forse ricorderà gli agnellini infiocchettati di rosso che ancora trenta o quarant’anni fa venivano donati,ancora vivi, durante la Settimana Santa. Erano regali importanti,se dovevano essere comprati, che non tutti potevano permettersi, e chi li riceveva era insignito di un onore particolare. Chi invece non li comprava,ed erano i pastori, integrava col regalo degli agnelli, ma anche del formaggio e della ricotta, i canoni d’affitto dei terreni da pascolo.Chi volesse leggere bellissime pagine al riguardo, può rispolverare Il Gattopardo, quando il pastore presenta al Principe Salina gli agnelli e le forme di canestrato.Ancora oggi pochi rinunciano, anche a costo di sacrifici, a mangiare il giorno di Pasqua,agnello o capretto,e se poi le finanze proprio non lo permettono si ripiega su una rinisca (pecora giovane che non ha ancora partorito), se non su una pecora. Quindi se anche i poveri facevano sacrifici per la ricorrenza pasquale pur di allestire un pranzo speciale sostanziali differenze rimanevano e rimangono, nel mangiare della Settimana Santa, tra una gastronomia cittadina e una contadina. La tradizione alimentare è infatti diversa da una zona all’altra della Sicilia e risente delle influenze dei popoli che, in tempi passati,ebbero i loro insediamenti. Nelle zone montane e nei paesi dell’entroterra che vivono di pastorizia trova molto impiego il castrato,la carne di pecora e il capretto.Poiché nelle nostre zone fanno assegnamento sul pascolo invernale per raggiungere il massimo delle produzioni di latte è usanza praticare il cosiddetto agnellaggio invernale. La monta delle pecore e delle capre avviene in estate, la nascita degli agnelli e dei capretti nei primi mesi dell’anno e la macellazione di questiin primavera. In questo modo viene sfruttata l’attitudine latte degli animali nel periodo di maggiore disponibilità dell’alimento e le produzioni lettiero-casearie raggiungono il massimo in qualità e quantità. Come spesso avviene, da una necessità lavorativa, in questo caso zootecnica, nasce una tradizione: il capretto è infatti il tradizionale piatto delle nostre famiglie costituendo, nello stesso tempo, una vera e propria raffinatezza gastronomica.A. Benivegna |
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Insalata di pollo Piatto tipicamente estivo, adatto per i buffet (perché non si deve tagliare per metterlo nel piatto). Lessare u petto di pollo intero, mettendolo quando bolle l’acqua, aggiungere cipolla, sedano, alloro. A cottura ultimata lasciate raffreddare. Preparare le verdure tagliate sottilissime: cavolo, ravanelle, cavolo verza, pomodoro sgocciolato, lattuga sedano, erba cipollina o cipolla fresca, formaggio piccante, prezzemolo, capperi, sottaceti. Salare e pepare. Aggiungere un filo di olio d’oliva e qualche cucchiaio di aceto. Preparare una maionese ben soda, amalgamare il tutto e se ve ne resta potete usarla per il decoro. |
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Canestrelli di carne Questa preparazione si adatta sia come secondo piatto che come stuzzichino-antipasto fatto in dimensione molto ridotta. Ingredienti: carne trita 500 gr, pane ammollato o mollica q.b., 75 gr di parmigiano grattugiato, un po’ di prezzemolo trito, sale e pepe q.b., un uovo intero. Impastare bene il tutto. Formare dei canestrelli a bordo alto, inserire dentro delle cipolle novelle tagliate a strisce sottilissime (già sbollite), mollica (già condita con olio, pepe, sale e parmigiano), pomodoro a pezzi (spellato e sgocciolato), capperini, formaggio piccante, foglia di basilico fresco,. Finire con una spolverata di pangrattato e parmigiano. Infornare a forno preriscaldato a 180 °C per dieci minuti. |
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Pollo alla birra Tagliare il pollo a pezzi e lessarlo appena. Tritare a parte: aglio, rosmarino, prezzemolo, salvia, timo, alloro, ecc. aggiungere sale, pepe, e se piace cipolla. Mettere il pollo in questa miscela di aromi, girando e rigirando di tanto in tanto per farlo impregnare. Disporre i pezzi in una teglia ed aggiungere un bicchiere di birra e mezzo di acqua. Mettere a fuoco molto moderato e lasciare cuocere aggiungendo di tanto in tanto la birra. Quando è pronto aggiungere un po’ di acqua per ricavare un fondo bruno (è quando si mette l’acqua raschiando il fondo della teglia) se serve aggiungere un altro mezzo bicchiere di birra, fare evaporare un po’ e servire caldo. N.B. con la stessa preparazione e una marinatura solo con limone e sale, sia fa il pollo al vermouth cospargendo il pollo con aromi preparati ed olio (cioè in teglia con limone, vermouth, sale, e una bustina di aromi). |
