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Giovanni, monaco già a 20 anni e abate, scrisse una guida spirituale in greco: Klimax tou Paradeisou, ossia “Scala del Paradiso”, per questo fu detto “climaco” significa “quello della scala”. Giovanni vive nel tempo in cui l’Italia è spartita tra Longobardi e Impero d’Oriente. E questo è anche il tempo in cui dall’Arabia profonda emerge la figura di Maometto (570/8-632). Vive nel monastero di Raithu, nel sud-ovest della regione. Ma verso i 60 anni lo chiamano a guidare come abate un altro grande e più famoso cenobio: quello del Monte Sinai. E lì, stimolato dall’abate di Raithu, porta a termine la “Scala”, che diventerà popolarissima, tradotta in latino, siriaco, armeno, arabo, slavo; afferma che le lacrime del pentimento hanno il valore quasi di un nuovo battesimo. Alla “Scala” egli aggiunge poi un breve testo-guida per i superiori, forse ispirato a un’opera simile: la Regula pastoralis di papa Gregorio Magno, tradotta in greco ad Antiochia. Papa Gregorio fa in tempo a conoscere Giovanni da lontano: gli scrive una lettera di elogio, e lo aiuta a ingrandire un suo ospizio per pellegrini, mandandogli il denaro necessario per quindici nuovi letti, e fornendo direttamente le coperte. Secondo studi recenti, egli sarebbe morto nel 649.
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San Giovanni climaco |
Altri santi e festività del 30 Marzo:Santi Antonio Daveluy, Pietro Aumaître, Martino Huin, Gius. Chang Chu-gi, Tomm. Son Cha-son e Luca Hwang Martiri San Regolo Vescovo |
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30 Marzo |