Leone Luca nacque a Corleone di Sicilia da Leone e Teotiste,nell’815.In quel tempo la Sicilia costituiva l'estremo lembo dell'Impero Romano d'Oriente, con capitale Bisanzio e durante questo  periodo il greco rimase la lingua ufficiale e parlata in Sicilia, mentre venne imposto d'autorità il rito greco-ortodosso nelle funzioni liturgiche, non consentendo più alla Sede Apostolica romana la nomina dei vescovi, che rimaneva prerogativa del Patriarcato di Costantinopoli. Crebbe in seno ad una famiglia agiata, frequentò scuola e ambiente del colto clero di rito greco, da cui ricevette, come in famiglia, una buona formazione religiosa e civile.Rimasto orfano d'ambo i genitori ancora giovanetto, Leone dovette applicarsi alla gestione del suo patrimonio e alla sorveglianza dei suoi armenti. Ma sentì prepotente nel suo cuore l'invito del Signore: "... vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e seguimi". Ormai ventenne, venduto ogni suo avere e distribuito il ricavato ai poveri ed ai bisognosi, rimasto povero lui stesso, lasciò la sua Corleone, per ritirarsi nel monastero  di san Filippo d'Agira (Enna) a condurre una vita di penitenza e di contemplazione, si dedicavano allo studio, alla ricerca e all'assistenza spirituale e materiale delle popolazioni vicine, per cui il monastero era diventato un centro di studi ed un faro di civiltà per il mondo greco di Sicilia. Andò a Roma,in pellegrinaggio, alle tombe degli  Santi Apostoli e al ritornò si fermò in Calabria chiese di essere accolto nel monastero basiliano di Santa Maria di Vena, presso l'attuale Vibo Valentia, dove l'abate Cristoforo gli impose il nome di Luca. Qui condusse una vita esemplare ed austera, fatta di umiltà e di obbedienza, di preghiera e digiuno, la fama della sua santità e la vigoria fattiva del suo spirito si diffusero in tutta la regione e a tal proposito di raccontano degli episodi: Dovendo rifornirsi di legna il convento, Leone si era recato in compagnia di alcuni frati nel bosco vicino. Mentre ognuno preparava la sua fascina, il giovane novizio, pieno di entusiasmo e spirito di carità, fidando nella sua prestanza e robustezza, affastellò tanta legna che, al momento di caricarsela sulle spalle, risultò superiore alle sue forze. Subito divise la legna in due parti, pensando di portarne prima un fascio al convento e poi ritornare a prendere l'altro. Ma, partito dal bosco con il suo carico, i compagni meravigliati videro che l'altro fascio si muoveva da solo sospeso al suo fianco.
Non molto tempo dopo, mentre tagliava erba nell'orto, una vipera velenosa lo morse ad una mano. Subito i frati cercarono di dargli soccorso, ritenendolo in imminente pericolo di morte. Ma, il giovane Leone, ritiratosi in preghiera in un angolo dell'orto, ritornò, poco dopo, in comunità sano e salvo. Anche quella volta, i confratelli ne rimasero ammirati e, da quel giorno, lo considerarono un vero amico di Dio.
Trascorso il tempo del noviziato nel vestire l'umile saio di san Basilio, cinti i fianchi con una nodosa corda, Leone assunse il nome di Luca.
Alla morte di frate Cristoforo, gli fu affidata la guida della comunità, divenendone abate. A lui accorrevano quanti erano nel bisogno dello spirito e del corpo, ottenendo per mezzo della sua preghiera, grazie e guarigioni. Morì nel 915 e subito fu proclamato santo. Il suo culto si diffuse in Calabria e in Sicilia dove al nome di battesimo Leone fu unito quello ricevuto nel suo ministero Luca. Nel 1575, in occasione della peste che colpì la Sicilia, i suoi concittadini lo proclamarono Patrono e Protettore della città di Corleone e lo invocano in ogni bisogno, fiduciosi che nessuna calamità possa colpire la città perché protetta dal loro Santo. Dal monastero di Vena, dove morì, fu traslato, in seguito, a Monteleone in Calabria, dove fu eretta in suo onore la Chiesa Madre.

 

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San Leoluca Abate

Altri santi e festività dell’1 Marzo:

 

San Agnese Cao Kuiving

Sant’Albino di Angers

Sant’Albino di Vercelli

San Bono di Cagliari

San David di Menevia

Santa Domnina

Sant’Eudocia di Elaiopoli

San Felice III

San Leone di Bayonne

San Pietro Ernandez

San Rudesindo

San Silvio e compagni

San Siviardo

San Suitberto di Kaiswerswerth

 

 

1 Marzo