Grata era figlia di un certo Lupo, duca di Bergamo, vinto e convertito alla fede cattolica da Carlo Magno, vissuta tra il VIII e il IX avrebbe edificato una chiesa su ognuno dei tre colli della città e cioè: S. Eufemia, S. Giovanni e S. Stefano ossia del S. Salvatore. I Bollandisti del sec. XVIII accettarono la distinzione delle due sante c pubblicarono per primi (Anversa 1748) la Vita Sanctae Gratae, composta tra il 1230 e il 1240 dal b. Pinamonte Pellegrino da Brembate, domenicano, su invito di Grazia d'Azargo badessa del monastero di S. Grata. Maria Aurelia Tasso, religiosa del monastero di S. Grata, compose una Vita della santa, edita a Padova nel 1723, nella stamperia di Giuseppe Comino da Giovanni Baldano, col titolo fantasioso: La Vita di S. Grata - vergine - Regina della Germania- poi Principessa di Bergamo - e Protettrice della medesima città..., sul frontespizio reca un'incisione con la figura della santa e sotto la scritta: "Efiigies Sanctae Gratae Bergomi civitatis Patronae".
Per alcuni secoli il corpo di Grata rimase sepolto fuori le mura in Borgo Canale, nella chiesa dell'ospedale a lei stessa attribuito sulla quale doveva sorgerne un'altra nel sec. XVIII, con il nome di S. Grata
inter vites. Il 9 agosto 1027, per opera del vescovo Ambrogio II (alcuni pensano ad Ambrogio III) le spoglie vennero solennemente traslate entro le mura, nella chiesa di S. Maria Vecchia, che fu poi detta di S. Grata alle Colonnette.
La traslazione è confermata da alcuni versi incisi sul sepolcro del vescovo Ambrogio:
"Praesul Ambrosius meritis et nomine dignus corpus Matronae iusto sepelivit honore
Digna fuit coelis Domino Matrona fidelis semper apostolico fungitur et solio";
e anche da un antico martirologio ms. del monastero di S. Grata. Inoltre si rileva che il vescovo Ambrogio la domenica delle Palme. dopo aver
benedetto i rami d'ulivo nella cattedrale di S. Alessandro, si portava alla cattedrale di S. Vincenzo e di qui, a ricordo della traslazione di Grata, anche alla chiesa della santa dove distribuiva un ramo d'olivo benedetto a ciascuna monaca e terminava la funzione.
La depositio di Grata (che nei documenti liturgici vien detta ora vergine, ora vedova) ricorre il 1° maggio, la translatio il 9 agosto; ma per varie ragioni liturgiche la prima fu anche trasferita al 2 o al 16 maggio, la seconda al 25,26 o 27 agosto; nel 1706 la Congregazione dei Riti le assegnò il 4 settembre.

 

 

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Santa Grata di Bergamo

Altri santi e festività dell’1 maggio:

 

Sant'Orenzio di Auch Vescovo
Sant'Ipolisto
Martire
Santa Tamara
Regina della Georgia
San Torquato
Vescovo di Guadix
San Jean-Louis Bonnard
Missionario e Martire
Sant'Arigio
Vescovo
San Giuseppe Lavoratore

San Marculfo
Abate di Nanteuil
San Brioco
Vescovo e Abate
San Sigismondo
Re dei Burgundi e Martire
San Teodardo di Narbonne
Vescovo
Sant'Agostino Schoeffler
Martire
San Pellegrino Laziosi
Religioso
San Riccardo Pampuri
Religioso
Sant'Amatore di Auxerre
Vescovo
Sant'Asaf
Vescovo
San Geremia
Profeta

1 maggio