Nacque a Gerusalemme tra il 313 e il 315 da genitori cristiani. La sua vita tormentata fu costellata di persecuzioni, esili e riabilitazioni. Ordinato vescovo di Gerusalemme nell'anno 348 da Acacio, fu destituito nel 357 perché accusato di errori dottrinali, viene riabilitato e ridestituito. Nel 367 l’imperatore Valente lo condanna all’esilio, dal quale potrà tornare solo nel 378, definitivamente, dopo la morte di Valente nella guerra contro i Goti. Nel 381 Cirillo prende parte al Concilio di Costantinopoli e a quello successivo del 382, nel quale viene ancora ribadita la validità della sua consacrazione a vescovo di Gerusalemme, dove rimane finalmente indisturbato fino alla morte.
Morì a 70/72 anni nel 387. Nel 1882 papa Leone XIII lo proclamò dottore della Chiesa.
La sua opera di gran lunga più celebre sono le 24 Catechesi, pronunciate nel 348 o 350 per lo più nella Basilica del S.Sepolcro Ogni catechesi è preceduta da un titolo che ne esplicita l'argomento e dalla citazione del brano scritturistico che la precedeva nella celebrazione eucaristica.
La prima è come un'introduzione in cui si sottolinea ai catecumeni l'importanza della decisione da loro presa di prepararsi a ricevere prossimamente il Battesimo. I successivi 18 sermoni sono prebattesimali e parlano del peccato, della penitenza, della fede, e illustrano il contenuto del "Simbolo battesimale", molto simile al Credo adottato dal Concilio costantinopolitano I°.
Le ultime 5 catechesi, di minore ampiezza, sono le più importanti, sono mistagogie, ossia istruzioni rivolte nella settimana dopo Pasqua ai neo-battezzati. Trattano dei sacramenti ricevuti nella festa di Pasqua: il Battesimo, la Confermazione, l'Eucarestia, la liturgia dei fedeli.
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