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Emiliano nacque in piemonte nella metà del V secolo. Fu successore di S. Eusebio (morto nel 371), quindi 11° vescovo di Vercelli. Caduto l’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), le popolazioni barbariche occuparono il territorio italiano. Teodorico, Re degli Ostrogoti, sconfitti Odoacre (493 d.C.) e i Burgundi, con la presa di Ravenna, conquistò l’Italia. Le popolazioni occupate erano continuamente provate dalle devastazioni delle guerre e anche Vercelli, quasi abbandonata e spopolata. L’autorità più importante, anche sotto il profilo civile, era il vescovo. Teodorico cercò di instaurare una pacifica convivenza con la riduzione dei tributi e la liberazione di molti schiavi. Sebbene fosse ariano, si prodigò per migliorare i rapporti tra la chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. Qualche decennio prima, nel Concilio di Calcedonia (451), non senza fatica si era riconosciuta la duplice natura, umana e divina di Cristo. Tali erano anche gli insegnamenti di S. Eusebio e di S. Massimo di Torino, pienamente condivisi da S. Emiliano. Il nostro santo era dell’importante cenobio eusebiano che, come scrisse S. Ambrogio, radunava intorno al vescovo sia religiosi contemplativi che aspiranti al sacerdozio. Secondo un’improbabile tradizione, Emiliano fu eremita per quarant’anni nei pressi di Sostegno, dove poi sorse un monastero di chierici regolari. Ancora oggi vi è un antichissimo santuario a lui dedicato.
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Sant’Emiliano I di Vercelli |
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Santa Restituta di Teniza Martire |
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17 maggio |