Liduina nacque il 18 marzo 1380. Liduina era l'unica figlia femmina di Peter, una guardia notturna, e Petronella, che avevano altri otto figli maschi. A seguito di una caduta sul ghiaccio mentre sta pattinando con giovani e ragazze sulle distese ghiacciate presso il villaggio di Schiedam, non si rialza. C’è una costola fratturata, forse con lesioni interne. Portata a casa, la mettono subito a letto. Lei ha quindici anni: e in quel letto rimarrà per altri 38, fino alla morte. Prima della disgrazia aveva rifiutato un matrimonio combinato dai parenti quando lei era sui dodici anni. Dopo l’incidente sopraggiungono altre malattie, in una disgraziata successione che trova impotenti i medici. Non guarisce, non muore, i dolori incrudeliscono, Liduina è a un passo dalla disperazione.
Le viene in aiuto un prete, Giovanni de Pot, con discorsi sereni sulla sofferenza innocente di
Gesù Cristo; ingiusta, ma salvatrice. Allo stesso modo, le dice, la frattura e gli altri suoi mali non sono una sciagura priva di senso. Al contrario, sono un’impresa che le affida il Signore: ora lei, dal suo letto, può collaborare alla Redenzione; ogni dolore suo porta salvezza ad altri. E Liduina dice di sì: se il patire ha quel senso e quella funzione, lei lo accetta. Solo, chiede qualcosa, un segno dall’alto – come hanno fatto certi personaggi dell’Antico Testamento – che confermi la volontà divina. E lo ottiene, scrivono i suoi biografi, citando le testimonianze: sopra il suo capo appare splendente l’Ostia eucaristica. E la vedono anche parenti e vicini, i quali poi rifiutano di ascoltare il parroco, accorso anche lui, che parla di “frode del demonio”. Anzi, ricorrono al vescovo, che manda a Schiedam un altro sacerdote.
Dopo il fatto, è naturale che a casa sua venga gente anche da paesi vicini: le voci di miracolo attirano. Ma, col tempo, altri arrivano da Rotterdam, da vari luoghi della Contea d’Olanda, soggetta all’epoca ai Wittelsbach di Baviera. E poi dalle Fiandre, dalla Germania, perfino dall’Inghilterra. Non vengono più per il miracolo di quel giorno. Vengono per lei, perché
lei è ora il miracolo. E la sua casa è il luogo della speranza. La sua voce guida la preghiera e orienta la vita di chi l’avvicina: malati e sani, buoni cristiani e furfanti, ricchi e poveri; qualcuno si traveste o si maschera per non farsi riconoscere dagli altri, ma davanti a lei si mostra com’è. Liduina accoglie tutti: ascolta, parla, soffre, consiglia, e quelli lasciano casa sua come uscendo da una festa: la malata incurabile libera i robusti dai loro mali segreti.
La sua opera si conclude nella Settimana santa del 1433, quando le viene preannunciata in modo soprannaturale l’imminente
morte, che arriva il martedì dopo la Pasqua. Leggera è la sua bara, perché Liduina passava giorni e giorni senza cibo, e si è ridotta a un’ombra e una voce. 

 

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Santa Liduina

Altri santi e festività del 14 aprile:

 

Sante Bernica, Prosdoca e Domenica Martiri
San Valeriano
Martire
Santa Tomaide d'Alessandria
Martire
San Tiburzio e compagni
Martiri di Roma
San Pietro Gonzales - detto S. Telmo
Domenicano
San Giovanni di Montemarano
Vescovo
San Frontone
Abate in Egitto
San Lamberto di Lione
Vescovo
San Bernardo di Tiron
Abate
Sant'Asaco
Vescovo
San Benedetto di Hermillon

14 aprile