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             Natale

Il Natale è una festività cristiana nella quale si ricorda la nascita di Gesù Cristo. Per la Chiesa Cattolica Romana e per il Protestantesimo è celebrato il 25 dicembre, mentre la Chiesa Ortodossa posticipa la festa al 6 gennaio. Per la religione cristiana, il racconto della natività si trova nel Nuovo Testamento, in particolare nei Vangeli di Matteo e Luca: mentre il primo descrive brevemente l'annunciazione e la nascita, il secondo racconta la storia così come usiamo ricordarla attraverso il Presepe, con i pastori, gli angeli che annunciano la nascita, la stella cometa, i Magi. La festività del Natale venne fissata in epoca romana; gli studiosi non sanno di preciso quando venne istituita, ma se ne hanno tracce intorno al 330 d.C. e sembra fosse creata come contrapposizione a festività pagane. Prima che questa fosse introdotta, i Romani solevano iniziare il 17 Dicembre i festeggiamenti a Saturno, dio dell'agricoltura, che terminavano intorno al 25 Dicembre con il solstizio d'inverno (secondo il calendario di allora il solstizio cadeva il 25 e non il 21 Dicembre). I festeggiamenti erano anche rivolti a Mitra, il dio di origini persiane che rappresenta la luce (visto che dopo il solstizio la durata della luce del giorno si va allungando). La Chiesa Cattolica Romana, non trovando nei vangeli una data precisa in cui porre la nascita di Gesù, pensò di fissare il Natale in quello stesso giorno in modo da dare un significato cristiano agli esistenti rituali pagani. Associarono ad esempio la ricorrenza della nascita di Mitra, dio della luce, con la nascita di Gesù Cristo, la "Luce del Mondo"; in questo modo sarebbe stato facile per i romani riconoscere la festività cristiana se non troppo dissimile da quella pagana. La Chiesa Ortodossa preferì enfatizzare il momento del Battesimo di Gesù (festeggiato appunto il 6 Gennaio) piuttosto che la sua nascita.

 

La Nascita di Gesù

 

L'annunciazione

 

                                                                        Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città 

                                                                        della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa 

                                                                        di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.La Vergine 

                                                                        si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di 

                                                                        grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e

                                                                        si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: 

                                                                        «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco 

                                                                        concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà

                                                                        grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà

                                                                        il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di

                                                                        Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

 

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(Luca - Capitolo 2) 

 

Nascita di Gesù e visita dei pastori

 

                                                                 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il

                                                                 censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto

                                                                 quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi

                                                                 registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della

                                                                 casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazareth e dalla Galilea

                                                                 salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi

                                                                 registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre

                                                                 si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

                                                                 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo

                                                                 depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro

                                                                 nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. 

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Giuseppe assume la paternità legale di Gesù

 

                                                                 Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria,

                                                                 essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere

                                                                 insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo

                                                                 sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in

                                                                 segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli

                                                                 apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio

                                                                 di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché

                                                                 quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un

                                                                 figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai

                                                                 suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù. 

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(Matteo - Capitolo 2) 

 

La venuta dei Magi

                                                                     Dopo che Gesù nacque a Betlemme in Giudea, al tempo del re

                                                                     Erode, ecco giungere a Gerusalemme dall’oriente dei Magi, i quali

                                                                     domandavano: “ Dov’è il neonato il re dei Giudei? Poiché

                                                                     abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo”.

                                                                     All’udir ciò il re Erode fu preso da spavento e con lui tutta

                                                                     Gerusalemme. Convocò allora tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi

                                                                     del popolo e domandò loro: “ Dove dovrà nascere il Messia? “.

                                                                     Essi gli dissero: “ A Betlemme di Giudea. Infatti così è stato

                                                                     scritto per mezzo del profeta:

 

E tu Betlemme, terra di Giuda,

non sei la più piccola

fra i capoluoghi di Giuda.

Da te uscirà un capo

che pascerà il mio popolo, Israele”.

 

Allora Erode chiamò segretamente i Magi e chiese ad essi informazioni sul tempo esatto dell’apparizione della stella; quindi li inviò a Betlemme dicendo: “ Andate e fate accurate ricerche del bambino; qualora lo troviate, fatemelo sapere, in modo che anch’io possa andare ad adorarlo”.

Essi, udite le raccomandazioni del re, si misero in cammino. Ed ecco: la stella che avevano vista in oriente li precedeva, finchè non andò a fermarsi sopra il luogo dove si trovava il bambino.” Al vedere la stella furono ripieni di straordinaria allegrezza; ed entrati nella casa videro il bambino con Maria sua madre e si prostrarono davanti a lui in adorazione. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Quindi, avvertiti in sogno di non passare da Erode, per un’altra via fecero ritorno al proprio paese.

 

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Il Presepe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Nel Vangelo di San Luca si racconta che la Madonna, dopo aver partorito, avvolse il piccolo nelle fasce e lo mise in un "praesepe", cioè in una mangiatoia, il che farebbe pensare ad una stalla. Nei Vangeli Apocrifi si parla invece di una grotta e compaiono un bue e un asinello, messi accanto al bambino per riscaldarlo col loro fiato.
La rappresentazione simbolica della nascita di Cristo ebbe un grande successo popolare. I monaci cistercensi furono i più accaniti fautori del Presepe, perché sostenevano l'importanza di far conoscere bene alla gente tutte le fasi della vita di Gesù.

L'invenzione del Presepe come noi lo conosciamo è invece attribuita a san Francesco. Ne abbiamo appreso i particolari dalla biografia del santo, scritta da Tommaso da Celano. Egli racconta che due settimane prima del Natale 1223 san Francesco si accordò con Giovanni Velita, signore di Greccio, per celebrare lì il Natale, per far vedere a tutti i disagi che Gesù aveva accettato alla nascita. 
Velita, anziano e terribilmente grasso, non amando molto camminare chiese di fare la rappresentazione a poca distanza dal suo castello, non più lontano della gettata di un tizzone da parte di un fanciullo. Inaspettatamente, il tizzone
volò ad una distanza di oltre un miglio ed incendiò un bosco, cadendo poi sulle rocce: qui venne allestito il primo Presepio.

Alcune città fecero del Presepio una vera arte, come Bergamo e Napoli, dove l'abilità degli artigiani ha fatto nascere composizioni bellissime. Anche oggi ci sono artisti che costruiscono Presepi in vari stili, riproducendo Natività ambientate in baite montane, spiagge, cascine della Bassa Padana, capanne africane, quartieri cittadini di ogni tempo e luogo, utilizzando i materiali più disparati, come sughero, legno, carta, cartone, polistirolo, terracotta, gusci di noci di cocco o quanto altro può ispirare la fantasia.

Il Presepe, secondo la tradizione, deve essere fatto il giorno di san Nicola o di santa Lucia (di sant'Ambrogio a Milano), lasciando però la greppia vuota. Nella notte di Natale si aggiunge il bambinello nella greppia. Il Presepe si completa il 6 di gennaio, con l'arrivo dei tre Re Magi venuti dall'Oriente a portare doni di oro, incenso e mirra a colui che la stella cometa aveva indicato come "Luce del mondo".

 

 Per la ricostruzione tradizionale della natività di Gesù Cristo durante il periodo natalizio.
Si riproducono tutti i personaggi e i posti della tradizione, dalla grotta alle stelle, dai Re Magi ai pastori, dal bue e l'asinello agli agnelli, e così via. La rappresentazione può essere sia vivente che iconografica.

La tradizione, tutta italiana, del Presepe risale all'epoca di San Francesco d'Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività. Sebbene esistessero anche precedentemente immagini e rappresentazioni della nascita del Cristo, queste non erano altro che "sacre rappresentazioni" delle varie liturgie celebrate nel periodo medievale.

Il primo presepe scolpito a tutto tondo di cui si ha notizia è quello realizzato da Arnolfo di Cambio fra il 1290 e il 1292. Le statue rimanenti si trovano nel Museo Liberiano della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. L'iconografia del presepio ebbe un impulso nel Quattrocento grazie ad alcuni grandi maestri della pittura: il Botticelli nell'Adorazione dei Magi (Firenze, Galleria degli Uffizi) raffigurò personaggi della famiglia Medici. Nel Quattrocento anche Luca e Andrea Della Robbia si cimentarono con le loro terrecotte in scene della Natività: per tutte valga quella del convento della Verna (AR). Un'altra terracotta robbiana, con sfondo affrescato da Benozzo Gozzoli, si trova nel duomo di Volterra (PI) e rappresenta i pastori e il corteo dei Magi. Ben presto questo tipo di simbolismo fu ampiamente recepito a tutti i livelli, soprattutto all'interno delle famiglie, per le quali la rappresentazione della nascita di Gesù, con le statuine ed elementi tratti dall'ambiente naturale, diventò un rito irrinunciabile. Nel XV secolo si diffuse l'usanza di collocare nelle chiese grandi statue permanenti, tradizione che si diffuse anche per tutto il XVI secolo. Uno dei più antichi, tuttora esistenti, è il presepe monumentale della Basilica di Santo Stefano a Bologna, che viene allestito ogni anno per Natale.

Dal XVII secolo il presepe iniziò a diffondersi anche nelle case dei nobili sotto forma di "soprammobili" o di vere e proprie cappelle in miniatura anche grazie all'invito del papa durante il Concilio di Trento poiché ammirava la sua capacità di trasmettere la fede in modo semplice e vicino al sentire popolare. Nel XVIII secolo, addirittura, a Napoli si scatenò una vera e propria competizione fra famiglie su chi possedeva il presepe più bello e sfarzoso: i nobili impegnavano per la loro realizzazione intere camere dei loro appartamenti ricoprendo le statue di capi finissimi di tessuti pregiati e scintillanti gioielli autentici. Nello stesso secolo a Bologna, altra città italiana che vanta un'antica tradizione presepistica, venne istituita la Fiera di Santa Lucia quale mercato annuale delle statuine prodotte dagli artigiani locali, che viene ripetuta ogni anno, ancora oggi, dopo oltre due secoli.

Con i secoli successivi il presepe occupò anche gli appartamenti dei borghesi e del popolino, ovviamente in maniera meno appariscente, resistendo fino ai giorni nostri.

Il Presepe è una rappresentazione ricca di simboli. Alcuni di questi provengono direttamente dal racconto evangelico. Sono riconducibili al racconto di Luca la mangiatoia, l'adorazione dei pastori e la presenza di angeli nel cielo.

Altri elementi appartengono ad una iconografia propria dell'arte sacra: Maria ha un manto azzurro che simboleggia il cielo, San Giuseppe ha in genere un manto dai toni dimessi a rappresentare l'umiltà.

Dato che i Vangeli canonici parlano della natività in modo molto vago tralasciando molti particolari scenografici nei personaggi e nelle ambientazioni, il presepe attinge largamente anche ai Vangeli apocrifi e da arcane tradizioni dimenticate.
Tanto per citarne alcuni, il bue a l'asinello, simboli immancabili di ogni presepe, derivano da un'antica profezia di Isaia che dice "Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone". Sebbene Isaia non si riferisse assolutamente alla nascita del Cristo, l'immagine dei due animali venne utilizzata comunque come simbolo degli ebrei (rappresentati dal bue) e dei pagani
(rappresentati dall'asino).Oppure ha origine dal cosiddetto protovangelo di Giacomo.

Anche la stalla o la grotta in cui Maria e Giuseppe avrebbero dato alla luce il Messia non compare nei Vangeli canonici: sebbene Luca citi i pastori e la mangiatoia, nessuno dei quattro evangelisti parla esplicitamente di una grotta o di una stalla. In ogni caso a Gerusalemme la Basilica della Natività sorge intorno a quella che è indicata dalla tradizione come la grotta ove nacque Cristo e anche quest'informazione si trova nei Vangeli apocrifi. Tuttavia, l'immagine della grotta è un ricorrente simbolo mistico e religioso per molti popoli soprattutto del settore mediorientale: del resto si credeva che anche Mitra, una divinità persiana venerata anche tra i soldati romani, fosse nato in una grotta il 25 dicembre.

I Re Magi, invece, derivano dal Vangelo dell'infanzia armeno. In particolare, questo vangelo colma le lacune che invece Matteo non risolve, ovvero il numero e il nome di questi sapienti orientali: il vangelo in questione fa i nomi di tre sacerdoti persiani: Melkon, Gaspar e Balthasar, anche se non manca chi vede in essi un persiano (recante in dono oro), un arabo meridionale (recante l'incenso) e un etiope (recante la mirra).
Così i re magi entrarono nel presepe, sia incarnando le ambientazioni esotiche sia come simbolo delle tre popolazioni del mondo allora conosciuto, ovvero Europa, Asia e Africa
.Anche il numero dei Magi fu piuttosto controverso. Fu definitivamente stabilito in tre, come i doni da loro offerti, da un decreto papale di Leone I Magno , mentre prima di allora oscillava fra due e dodici.

Tuttavia, alcuni aspetti derivano da tradizioni molto più recenti. Il presepe napoletano, per esempio, aggiunge alla scena molti personaggi popolari, osterie, commercianti e case tipiche dei borghi agricoli, tutti elementi palesemente anacronistici. Questa è comunque una caratteristica di tutta l'arte sacra, che, almeno fino al XX secolo, ha sempre rappresentato gli episodi della vita di Cristo con costumi ed ambientazioni contemporanee all'epoca di realizzazione dell'opera. Anche questi personaggi sono spesso funzionali alla simbologia. Ad esempio il male è rappresentato nell'osteria e nei suoi avventori, mentre il personaggio di Ciccibacco, che porta il vino in un carretto con le botti, impersona il Diavolo.

Nel presepe bolognese, invece, vengono aggiunti alcuni personaggi tipici, la Meraviglia, il Dormiglione e, di recente, la Curiosa.

 

 

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