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      La Santa Casa di Loreto

Le tradizioni relative alla S. Casa sono antichissime. Quando l’arcangelo Michele annunciò l’Incarnazione del Verbo a Maria, Ella si trovava nella propria Casa di Nazareth. Di qui, con S. Giuseppe, si recò successivamente a Betlemme, dove nacque il Cristo. Lasciato infine l’Egitto, dove si erano rifugiati per sfuggire alla persecuzione di Erode, i tre rientrarono quindi a Nazareth, nella piccola casa dell’Annunciazione, in cui vissero 30 anni, fino all’inizio della predicazione di Gesù. Dopo la crocifissione e la resurrezione del Nazareno, Maria, come desiderava il Figlio, andò a vivere con l’apostolo prediletto, S. Giovanni, nella casa di lui presso Efeso. L’umile Casa di Nazareth, fin dai primi tempi, fu quindi considerata un "luogo santo", ed oggetto di particolare venerazione. Nel IV secolo, sopra la S. Casa fu costruita una sontuosa Basilica. Distrutta dai Saraceni nel XII secolo, all’avvicinarsi dei Crociati, la Basilica fu ricostruita dai condottieri dell’esercito cristiano; ma questa seconda Basilica ebbe vita breve, perché nel 1263 fu incendiata dagli islamici del Sultano Bibars.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalle descrizioni dei pellegrini in Terrasanta che visitarono Nazareth dopo quell’anno, risulta che il nucleo dell’abitazione della Vergine fu distrutto, e tale rimase almeno fino all’anno 1291, quando l’esercito crociato abbandonò la Palestina. Scavi fatti all’inizio del nostro secolo dal P. Prospero Viaud, della Custodia Francescana dei Luoghi Santi, rimisero in luce avanzi preziosissimi della prima e della seconda Basilica e risultò evidente che l’opera dell’epoca di Costantino fu edificata per proteggere e salvare la S. Casa. I pellegrini dei primi tredici secoli, nelle loro note di viaggio, descrivono l’abitazione della Vergine come composta di due parti, la grotta nel monte e la camera in muratura. Gli studi effettuati sulle pietre della Santa Casa ne confermerebbero l'origine palestinese, esse sono lavorate secondo la tecnica usata dai Nabatei, un popolo confinante con gli ebrei, molto usata anche in Palestina. Sulle pietre vi sono numerosi graffiti simili a quelli giudeo-cristiani del II-V secolo ritrovati in Terra Santa, in particolare a Nazaret. Inoltre i raffronti tecnici e architettonici dimostrano che le tre pareti si connettono perfettamente alla grotta custodita a Nazaret.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Dopo la partenza dei Crociati parlano soltanto della grotta "che non si poteva asportare senza asportare il monte". La tradizione lauretana narra che nella notte tra il 9 e il 10 maggio del 1291, la S. Casa fu materialmente traslata in una nuvola dagli Angeli nell’Illiria, a Tersatto, dove gli stupefatti abitanti la trovarono una mattina senza sapere cosa fosse e da dove venisse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ("Vedo una casetta luminosa che attraversa il mare; è la casa della Madonna: pregate sorelle". Così una leggendaria monaca trecentesca avrebbe visto arrivare, avvolta in una nube, la casa di Maria a Nazareth, l’avrebbe quindi vista sostare nei pressi della chiesa di Portonovo su uno scoglio, e infine proseguire il suo volo per posarsi sul colle di Loreto. Non a caso la Madonna di Loreto è oggi la Patrona dell’Aeronautica Militare Italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 All’interno del Santuario di Loreto, nel rivestimento marmoreo della Santa Casa possiamo leggere questa iscrizione di Papa Clemente VIII:
"Ospite cristiano che qui venisti o per devozione o per voto, ammira la S. Casa Loretana venerabile in tutto il mondo per i misteri divini e per i miracoli. Qui nacque Maria SS. Madre di Dio, qui fu salutata dall’Angelo, qui s’incarnò l’eterno Verbo di Dio. Questa gli Angeli trasferirono dalla Palestina la prima volta in Dalmazia, a Tersatto, nella notte tra il 9 e il 10 maggio del 1291 sotto il pontificato di Nicolò IV. ma poi, essendo la zona infestata
da barbariche popolazioni illiriche, essa fu di nuovo risollevata e trasferita in un luogo sicuro presso Recanati, che dalla presenza dei boschi di lauri prese il nome di Loreto. Seguirono altri due spostamenti: dal bosco, frequentato da pericolosi ladroni, la dimora fu portata nel podere dei fratelli Simone e Stefano Antici, che presero a litigare per averne il possesso; perciò, Tre anni dopo, nel principio del Pontificato di Bonifacio VIII, fu trasportata nel Piceno, vicino alla città di Recanati, in una selva, per lo stesso mistero angelico, ove, nello spazio di un anno, cambiato posto tre volte, qui ultimamente fissò la sede già da 300 anni, il 10 dicembre 1294 essa giunse sul poggio dove attualmente si trova il santuario lauretano, costruitole intorno. La principale fonte narrativa del prodigioso viaggio fu compilata dal rettore di Loreto nel 1472, all’epoca della costruzione della grandiosa basilica. Da allora la devozione verso la Madonna lauretana ebbe un notevole incremento; perfino i marinai di Cristoforo Colombo si affidarono alla Madonna Nera durante una pericolosa tempesta che li sorprese nell’Atlantico. Il santuario fu abbellito senza economie, come dimostra il cinquecentesco rivestimento in marmo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tre incendi nella Casa di Loreto:

uno all’interno della Santa Casa nel 1921 e due nella cupola della basilica, il primo nel 1926 e il secondo nel 1944.

L’incendio della cupola nel 1926

L’incendio della cupola causato dai bombardamenti del 1944

L’altare e i primi filari di pietra dell’antica abside negli anni venti

Parete occidentale della Santa Casa con la finestra detta dell’Angelo

Parete nord della Santa Casa, l’architrave in legno precisa l’antico vano, oggi murato, della vecchia porta del lato settentrionale

La traslazione della Santa Casa

Esterno della Santa Casa

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