Home Ä

Un po’ di tutto per tutti                                                      

Festa di San Giuseppe

 

San Giuseppe, è nei cuori il padre terreno di Gesù e per questo nel giorno della sua festa si festeggia anche la festa del papà. Ogni parte della Sicilia festeggia il 19 marzo con fede, usi e costumi locali che si rinnovano in un risveglio dall’inverno, dato che il 19 marzo coincide con l’equinozio di primavera (vedi eventi e sagre). Viene raffigurato con un giglio in mano,segno di purezza e del suo bastone fiorito si narra: Giuseppe, già in età avanzata, si unì ad altri celibi della Palestina, tutti discendenti di Davide, perché il sacerdote Zaccaria aveva infatti ordinato che venissero convocati tutti i figli di stirpe reale per sposare la giovane Maria, futura madre di Gesù, allora dodicenne, che era vissuta per nove anni nel tempio. Per indicazione divina, questi celibi avrebbero condotto all’altare il loro bastone, Dio stesso ne avrebbe poi fatto fiorire uno, scegliendo così il prescelto.

Zaccaria entrato nel tempio chiese responso nella preghiera, poi restituì i bastoni ai legittimi proprietari: l’ultimo era quello di Giuseppe, era in fiore e da esso uscì una colomba che si pose sul suo capo. Giuseppe non fu molto d’accordo facendo presente la differenza d’età, ma il sacerdote lo ammonì a non disubbidire alla volontà di Dio. Allora Giuseppe, prese Maria in custodia nella propria casa.

 Era un umile falegname e, da qui, il suo protettorato sui falegnami e su tutti i lavoratori. E' inoltre protettore dei poveri e delle persone umili ed è anche tutore delle ragazze da marito, che a lui si rivolgono per trovare l'anima gemella. Le novene, i tridui, le preghiere incessanti accompagnano la ricorrenza del Santo, particolare è la recita delle preghiere del “Sacro Manto” , recitate per 30 giorni a ricordo dei 30 anni che Giuseppe condivise con Gesù.

San Giuseppe è il patriarca ed  era falegname e quindi protettore dei falegnami e a loro sono dovuti i preparativi delle “tavolate” per la sua festa, tavole imbandite di ogni bontà, benedette dal parroco, alle quali per “voto” venivano invitate le famiglie povere o intere comunità mangiavano insieme come fratelli. A volte a queste tavolate fanno parte alcune persone scelte che si prestano a rappresentare la “Sacra Famiglia”. Durante la festa vengono distribuiti dei pani votivi e in tante località si prepara una pasta con legumi e finocchietto selvatico (pasta co maccu), cucinata in una grande pentola detta quarara che viene posta direttamente su un fuoco di legna, delle polpette di pesce (puppetta di muccu) e un dolce particolare, le zeppole di riso.

La festa prevede anche la preparazione di “altari” allestiti per le strade per chiedere una speciale protezione della famiglia e della casa e anche vicino ad essi vengono distribuiti i “panuzzi” quale alimento primario nelle famiglie povere, questi vengono cotti in varie forme: forbici o chiavi per facilitare la fuga degli inferi, croce o colomba simbolica della pace, la palma della redenzione, il

pavone dell’immortalità, il  pesce simbolo di Cristo che, durante le persecuzioni dei cristiani, veniva disegnato, sulle pareti delle catacombe, proprio con la forma di pesce , l’agnello che ricorda il sacrificio divino, gli angeli dell’annunciazione. Altro uso domestico è di porre, alcuni giorni prima della festa, dei chicchi di frumento su un pò di cotone imbevuto d’acqua su un piattino al buio, in modo che nel giorno del Santo siano cresciuti germogli di frumento,segno propiziatorio.

Usanza che lega la festa sono le “vampe” accese nell’ora del vespro precedente al giorno della festa.

In molti paesini della Sicilia si accatasta molta legna agli angoli delle strade e viene accesa la sera prima della festa e in esse si bruciano le cose vecchie, coincidendo la fine dell’inverno si bruciano i residui delle raccolte invernali. Altra festa è la “cavalcata” in ricordo della fuga in Egitto della Sacra Famiglia, si preparano cavalli e muli bardati in modo sontuoso con fiori ( fra cui u balicu, basilico) e i tre raffiguranti la Sacra Famiglia attraversano le vie precedute da piccoli falò accesi (pagghiari) che ricordano i fuochi accesi dai pastori che guidavano Giuseppe lungo la fuga.