Un po’ di tutto per tutti                                                      

Consigli utili

Bicarbonato: Un pizzico di bicarbonato nell’acqua aiuta una digestione  un po’ pesante; aggiunto in piccole dosi nell’impasto per i dolci e gli gnocchi e soprattutto nelle frittelle di carnevale, lo renderà soffice e morbido; un pizzico sciolto nell’acqua di cottura delle verdure evita che scuriscano e ne fa conservare il colore naturale; un po sullo spazzolino da denti inumidito permette di mantenerli bianchissimi.

Miele

agli agrumi di Sicilia: ha proprietà sedative,antispasmodiche, utile per le persone nervose, ansiose, in casi di emicrania, insonnia;

di castagno: ha un’elevata concentrazione di Sali minerali quindi molto ricercato dagli sportivi, usato per cure ricostituenti ed energetiche;

di eucalipto: antisettico dei polmoni,delle vie urinarie, dell’intestino, utile in casi di infezioni delle vie respiratorie e di bronchite;

di sulla: lassativo, diuretico,depurativo,ottimo per la cosmesi e le cure contro l’acne e foruncoli;

d’Achillea mille foglie: ha proprietà antinfiammatorie per lo stomaco e le ovaie, e disturbi da menopausa;

di millefiori: è ricco di enzimi,Sali minerali e pollini, usato soprattutto in pasticceria.

Rosmarino: è una pianta che cresce a cespuglio, aromatica dal profumo molto intenso, cresce spontaneamente e predilige luoghi assolati e clima secco. E’ una delle erbe aromatiche più antiche, da sempre è considerato sacro da Greci ed Egizi . Un ramoscello di rosmarino è stato trovato in una tomba egiziana,gelosamente custodito in cofanetto di marmo a forma di scarabeo. L'origine del nome rosmarino crea anche una diatriba etimologica: c'è chi sostiene che derivi dal latino ros (rugiada) e marinus (marino), ma altri ne vedono una derivazione greca: rops (arbusto) e myrinòs (odoroso). Per questa suo alone "sacro" di solito, è piantato a ridosso della facciata principale della casa (a sud,con il muro alle spalle)quasi a proteggerla. E’ molto usato in cucina, accompagna arrosti, pollame, verdura e pesce; va a volte su focacce e tipi di pane. E’ usato in profumeria sotto forma di olio essenziale,viene usato per aromatizzare oli e aceti; i suoi fiori sono usati per decorare insalate e gelati.

Il rosmarino contiene, come la salvia e il timo, un olio essenziale costituito da sostanze amare, tannino e resine che lo rendono interessante nel campo farmacologico. Uno dei modi migliori per assumerlo è l'infuso con un cucchiaino in acqua bollente per 10 minuti. Tra le sue virtù: è uno stimolante, buono nei casi di astenia e debolezza generale, per alleviare lo stress da superlavoro fisico e intellettuale. E' antinevralgico. Ha proprietà antisettiche, ha un buon effetto sugli stati influenzali e febbrili, calma l'apparato respiratorio nei casi di asma e tosse. Agisce sull'apparato digerente: è colagogo (facilita la produzione della bile), stomachico (facilita la digestione), carminativo (aiuta i movimenti peristaltici). Ha un buon effetto, infine, anche sull'apparato osseo, come antireumatico (sia come infuso che come decotto). Anche se l'uso gastronomico del rosmarino è prevalente su quello medicamentoso, il suo utilizzo in cucina ha anche, magari inconsapevolmente, un risvolto salutistico: migliora la digestione dei cibi difficili da digerire, come ad esempio la porchetta che è sempre aromatizzata con il rosmarino,inoltre aggiungendolo agli alimenti li insaporisce per cui non è necessario il sale,da tutto questo ne trae beneficio il nostro organismo. Una  leggenda racconta che la regina Isabella d'Ungheria, vissuta nel 1300, ormai settantaduenne, malata di gotta, ricevette da un angelo la ricetta di una meravigliosa lozione di bellezza e salute. Dopo averla usata, la regina diventò sempre più bella e più giovane, tanto da essere chiesta in sposa dal re di Polonia. La lozione miracolosa, passata alla storia con i nomi di "Acqua della Regina Isabella" e "Liquore di Bellezza", era un semplice distillato di rosmarino.

La Salvia è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà benefiche, e il suo olio essenziale è molto utilizzato nelle preparazioni fitocosmetiche per i suoi effetti igienici ed eutrofici su pelle e mucose. L’olio essenziale di salvia è inoltre un ottimo antiossidante naturale, ha proprietà astringenti e rinfrescanti del cavo orale.

 

Erbe essiccate: Le erbe fresche raccolte durante la loro stagione di miglior crescita possono essere essiccate per poterle avere a disposizione nelle stagioni in cui non ci sono.

E’ meglio raccogliere le erbe,origano,salvia,prezzemolo,basilico,timo,ecc,

 lavarle,asciugarle delicatamente e appenderle in mazzetti in luoghi aerati  o allargarli su dei teli in modo che possano asciugare bene, in ogni caso ben coperti da una garza in modo da essere protetti .

Di solito bastano 15 giorni per essiccare le erbe ma ciò dipende  dallo spessore del gambo e delle foglie, dall’umidità  e dalla temperatura dell’aria; a quel punto dovrebbero sbriciolarsi, privati dei gambi più duri e  delle nervature delle foglie ed essere conservati in vasetti di vetro lontani dalla luce.

Lozione alla salvia per i capelli:

200 gr. Di foglie di salvia

1 litro d’acqua

1 limone

 

Sminuzzare le foglie di salvia e porle in un pentolino per tisane, aggiungere acqua e lasciare sul fuoco fino all’ebollizione. Aggiungere la spremuta di limone e quando è raffreddato filtrare con un colino. Frizionare i capelli appena lavati e umidi, sciacquare abbondantemente con acqua tiepida e i capelli saranno più lucidi e morbidi.

Per la casa:

Un mazzo di salvia fresca e un contenitore di terracotta.

 

Riporre le foglie e i rami sminuzzati della salvia in un contenitore di terracotta e farli bruciare lentamente in modo che si diffonda per tutta la casa, se bruciata per alcune ore purifica la casa senza aggiunta di agenti chimici

L’eucalipto si rivela efficace nel trattamento delle infiammazioni  dell’apparato respiratorio, urogenitale e intestinale. L’intensità della sua essenza può avere proprietà espettoranti, balsamiche e leggermente sudorifere e febbrifughe. Il carbone del suo legno è utilizzato in caso di intossicazione accidentale da veleno, cibo avariato e cura la diarrea e la colite. Secondo alcuni, l’eucalipto sembra essere efficace anche in alcuni casi di diabete e nel trattare mediante toccature piaghe e scottature. Nel campo cosmetico è usato frequentemente come deodorante e purificante delle pelli impure, e in generale, per preparare detergenti per il corpo.

Nei trattamenti termali l’aroma di eucalipto è utilizzato come profumatore di saune e bagni turchi. L’olio essenziale della pianta viene in molti casi usato per massaggi di vario tipo.

Fu un botanico francese in Nuova Guinea alla fine del XVIII secolo a scoprire l’eucalipto e le sue proprietà igienizzanti e medicamentose. Entro breve la pianta fu importata in Europa dove venne diffusa principalmente come ornamentale, grazie al suo gradevole profumo. Tra le sue particolarità, quella di necessitare di un grande fabbisogno d’acqua, cosa che lo rese utilissimo nella bonifica dell’Agro Pontino nei primi decenni del novecento. L’eucalipto fu lì piantato intensivamente, sia perché contribuiva a prosciugare i terreni dalle acque stagnanti, sia perché i filari creati dagli alberi funzionavano perfettamente da frangivento anche contro le frequenti trombe d’aria che colpivano la zona. Il legno di eucalipto è adattissimo per la produzione di carta e come combustibile.

La menta è utilizzata per la salute come digestivo, stimolante delle funzioni gastriche, antisettico ed antispasmodico e in alcuni casi è un calmante e rilassante. Per la casa si può aggiungere ai  sali da bagno : tritare due manciate di sali da bagno, unire un cucchiaio di olio essenziale alla menta e mescolare. In cucina si usa come aroma esotico e rinfrescante in carni,  verdure e dolci.

Il Carciofo

 

Originario dell’Europa Meridionale, viene coltivato in diverse varietà: spinoso, mammola, violetto della Toscana e violetto di Venezia. Tra le varietà senza spine la più nota è quella romanesca, mammola, di colore verde, seguono quella di Catania e quella campana; tra le varietà spinose la più diffusa è quella dei verdi della Liguria e di Palermo e dei violetti di Venezia, Chioggia, Toscana e Sardegna.

Come conservarlo: con il gambo immerso nell’acqa fredda, si tiene diversi giorni.

Usi in cucina: si gusta crudo in pinzimonio o in insalata, cotto in umido o farcito, impanato e fritto, o gratinato al forno. Per gustarlo al meglio è necessario eliminare tutte le foglie esterne, le punte nelle varietà spinose, e tagliare lo strato più esterno del gambo, del quale vanno conservati solo i primi 3-4 cm, e l’attaccatura delle foglie eleminata. Il carciofo si ossida facilmente assumendo un antiestetico colore nero. Per evitarlo bisogna immergere le parti appena tagliate in acqua acidula (con limone o aceto).

Proprietà nutritive: l’infuso di foglie, che normalmente non si mangiano è un protettore coadiuvante  delle funzioni epatiche. Molto digeribile, il carciofo ricco di fibre e di minerali, mentre è relativamente basso il contenuto di sodio e vitamine, contiene solo un po’ di A e C.

 

LA RICETTA

 

Carciofi alla romana: liberate 8 carciofi mammola dalle foglie esterne, lasciando circa 5 cm di gambo, e sfregateli con limone. Tritate un ciuffo di prezzemolo, 2 spicchi diaglio e qualche foglia di mentuccia e uniteli a mezzo bicchiere di olio d’oliva. Salate, pepate e mescolate bene. Sistemate all’interno di ogni carciofo un po’ di composto, chiudete le foglie e sistemate le teste capovolte in un tegame a bordi alti. Versate olio sufficiente in modo da coprirli per metà e aggiungete tanta acqua da coprirli completamente. Incoperchiate il tegame e cuocete a fuoco moderato fino a che l’acqua evapora completamente.

 

 

IL KIWI

 

Originario della Cina, e frutto simbolo della Nuova Zelanda, si è molto diffuso in Italia, che ne è oggi la maggiore produttrice. Ha buccia sottile di colore marrone chiaro e polpa verde con semini a raggiera, di sapore dolce-aspro. Ne esiste anche una varietà gold, con polpa verde gialla.

Come conservarlo: quando si compra, di solito non è maturo e va quindi tenuto qualche giorno a temperatura ambiente. In alcuni casi per innescare lka maturazione bisogna inserirlo in un sacchetto di carta con delle mele.

Usi in cucina: si consuma soprattutto fresco in macedonie, torte e insalate.

Proprietà nutritive: il kiwi classico è ricchissimo di vitamina C, e quello gold ne contiene persino di più.

 

IL PORRO

 Originario del Mediterraneo, ha sapore simile a quello della cipolla, ma più delicato.

Come conservarlo: in frigo si mantiene alcuni giorni.

Usi in cucina: può essere mangiato crudo o lesso all’agro, in umido, in zuppe o minestroni.

Proprietà nutritive: Vitamina A, C e Sali minerali.

 

Zuppa di orzo e porri

Lasciate in ammollo 400 g di orzo perlato, scolatelo e mettetelo in una pentola d’acqua con un dado, portatelo ad ebollizione. Pulite e lavate 2 carote, 2 patate e una costola di sedano, tagliate il tutto a dadini e versate nella pentola. Abbassate la fiamma, salate e lasciate cuocere un ora. Pulite e affettate la parte bianca di 3 porri e unitela al resto 5 minuti prima della fine della cottura.

L’AVOCADO

Originario dell’America Centrale, è coltivato in Israele e Spagna. La sua buccia è coriacea e verde scuro, la polpa è burrosa e, quando è matura è di colore giallo pallido.

Come conservarlo: se non è maturo, avvolgetelo in un foglio di giornale e tenetelo a temperatura ambiente per qualche giorno.

Usi in cucina: si consuma crudo, di solito condito con olio, aceto, limone e senape, o frullato nelle salse.

Proprietà nutritive: piuttosto calorico, è ricco di acidi grassi insaturi.

 

Avocado ai frutti di mare

Dividete a metà 2 avocado, togliere i noccioli e scavarne la polpa. Tagliarla a dadini e mescolarla a 75 g di polpa di aragosta, condire col succo di limone, poco olio, sale e pepe. Condire con una miscela di 1/2 tazza di maionese, un cucchiaio di ketchup, farcire gli avocado, guarnire con 100 g di gamberetti e 8 olive nere. Servire freddo.

QUANDO IL DOLCE SI TUFA NELL’OLIO BOLLENTE

 

Frittelle, tortelli, bugie, il carnevale segna il momento d’oro dei dolci fritti, ma queste squisite preparazioni sono d’attualità tutto l’anno, basti pensare ai bomboloni alla crema o alle frittelle di mela. Certo in quanto a valore calorico a digeribilità sono tutt’altro che leggere, ma come in tutte le cose, la loro pesantezza si riduce se si riesce a preparali ad arte. Ecco allora ricette per frittella croccanti e poco unte.

La frittura consiste nell’immergere un alimento in un grasso bollente che porta alla caramellizzazione della superficie esterna e alla progressiva cottura dell’interno. Si può fare in padella, con il grasso che arriva più o meno a metà altezza del cibo da cuocere, che viene poi girato per cuocerlo sull’altro lato, oppure per immersione con una padella per fritti profonda e abbondante grasso o nella friggitrice. In tutti i casi il grasso deve essere abbastanza caldo da dorare velocemente l’esterno, ma non tanto da bruciarlo mentre l’interno cuoce. In genere si considerano tre diverse temperature di cottura: 140-160 °C per alimenti che richiedono una lunga cottura, tranci di pesce o di carne, primo passaggio di frittura per patate eccetera; 160-175 °C per impasti e alimenti in pastella e 175-185 °C e  non oltre per il passaggio finale delle patate fritte e per pezzi piccoli come crevette, pascetti, patate a grissino. Durante la cottura, l’umidità interna dell’alimento evapora provocando le tipiche bollicine: ciò è importante perché l’uscita delle bollicine ostacola la penetrazione del grasso. Quindi se la temperatura è giusta e la frittella viene tolta dal fuoco prima che l’umidità interna sia del tutto evaporata, il fritto risulterà leggero e croccante.

 

RIVESTIMENTO SI O NO?

Nei fritti ingenerale si distinguono quelli con e quelli senza rivestimento. In pratica gli alimenti in grado di formare una crosticina autonomamente sono fritti così come sono, come avviene per le patate e le paste da frittura. Alcuni alimenti invece richiedono una copertura esterna che li impermeabilizzi e si trasformi nella crosticina dorata. questa  può essere ottenuta con una semplice infarinata, con la classica impanatura, oppure immergendoli in una apposita pastella. È il caso delle frittelle di frutta che, avendo un’elevata umidità, richiedono uno strato isolante abbastanza spesso. In tutti i casi il rivestimento non deve contenere sale perché quest’ultimo trattiene l’umidità-

 

LA SCELTA DEL GRASSO

In Italia, accantonato l’uso dello strutto, il grasso principalmente impiegato è l’olio di origine vegetale. Su quale scegliere però non ci sono molte discussioni. I migliori sono l’olio extra vergine di oliva, il cui unico difetto sembra essere il costo, e l’olio di arachidi. In seconda posizione si candidano l’olio di mais e quello di girasole che però andrebbero riservati per le fritture che richiedono temperature più basse. I meno indicati sono gli oli di semi vari e quello di soia e di palma.