Un po’ di tutto per tutti    

                 Apparizioni mariane 31

LUCCA (TOSCANA). Gemma Galgani (1878-1903) è considerata, nonostante la sua breve vita, una delle maggiori privilegiate delle grazie della Santa Vergine Maria. Nacque a Camigliano, in provincia di Lucca, e ancor bambina rimase orfana di entrambi i genitori e fu colpita da numerose malattie a causa della sua fragile salute. Nel 1899 la Galgani fu segnata dal carisma delle sante Stigmate. Ha lasciato moltissimo materiale sui fenomeni soprannaturali e sulla sua vita, contraddistinta dalla mistica mariana. Il suo Diario spirituale, il notevole Epistolario e l'Autobiografia, insieme con tante altre informazioni e testimonianze, costituiscono una ricchissima fonte di informazioni. Noi dobbiamo limitarci a fornire solo poche notizie su questa santa che tanto ha espiato per tutti i peccatori della Terra. I processi di beatificazione e di canonizzazione hanno fatto luce sulla sua vita e ne hanno custodito il ricordo. Papa Pio XII così si espresse nella sua omelia del 2 maggio 1940 in occasione della canonizzazione di Gemma Galgani: «Nostro Signore Gesù Cristo che innalza tutte le umiliazioni si è degnato di colmare la vergine di Lucca di grazie e carismi. Tanto che ognuno può notare sul suo volto la piena purezza e nei suoi occhi verginei l'espressione illuminante della sua anima innocente. Il suo sguardo ispira dolcemente chiunque a dirigersi verso la verità infinita di Dio e a lasciare le cose del mondo». Gemma, nata il 12 marzo 1878,fu la quinta di otto fratelli. Fin dalla età di cinque anni fu, grazie all'insegnamento di sua madre, molto legata alla Madre dolorosa, Maria del Cielo. Dopo quattro figli maschi la madre di Gemma aveva pregato molto Gesù per avere una figlia e fu esaudita. Un giorno, poco prima della sua morte, la madre di Gemma, stringendo la figlioletta a sé, così le disse teneramente: «Io sono malata, certamente tra non molto morirò e ti dovrò lasciare; ho pregato tanto Gesù di darmi una figlioletta ed egli mi ha esau dito. Tanto volentieri ti porterei con me in Paradiso... vorresti venire a stare con gli Angeli, la Madonna e Gesù Cristo?». La madre aveva più volte destato nella figlia questa nostalgia per il Cielo, e quando la lasciò, Gemma trovò rifugio nella contemplazione di un ritratto della Madonna raffigurata ai piedi della Croce come Mater dolorosa. Con questa contemplazione, in Maria e per Maria, Gemma Galgani prese parte alle sofferenze del Salvatore. La morte del padre e le gravi malattie pro­vocarono nell'adolescente Gemma le più intense sofferenze che mina rono le sue forze. Ebbe accanto, oltre all'Angelo custode che Gemma vide e udì, anche alcuni santi, in particolare l'anima beata di Gabriele dell'Addolorata (Francesco Possenti, 1838-1882), il quale le apparve e le fece da guida. Istruita dal suo confessore, Gemma imparò presto il controllo necessario del sentimento. Gravemente malata (soffriva tra l'altro di una paralisi e di un tumore non operabile al cervello), Gemma iniziò il 23 febbraio una novena; il 3 marzo guarì improvvisamente. Fu come una morta che ritorna alla vita per offrirsi rinnovata a Gesù e caricarsi di nuove soffe renze. Nel mistero del Cuore di Maria - Tutta la spiritualità di Gemma Galganí si riflette in Maria SS.; coltivò un'inti mità interiore con il Cuore della Santa Vergine. Il 15 agosto 1900, Gemma ebbe un'apparizione della Vergine che le offrì il suo Cuore e tutta la sua materna protezione. Gemma così scrive nel suo Diario spirituale che va dal 19 luglio al 3 settembre 1900: «Con grande severità la Madre di Dio mi rivolse queste parole: "Figlia mia, io giungo stamattina dal cielo e voglio prendere con me il tuo cuore". Allora mi sembrò che Ella si accostasse al mio cuore, lo prendesse e lo premesse con le sue mani a sé, così dicendo: "Non temere; sii buona. Io proteggo il tuo cuore, là sopra con me! Sarà sempre nelle mie mani". Infine Ella mi benedì, e andandosene mi disse ancora: "Mi hai dato il tuo cuore; ma Gesù desidera ancora altro". "Cosa?" domandai. Lei replicò decisa: "La tua volontà!". Poi si dileguò». Dopo questa grazia speciale, la mistica provò una sete indi­cibile della presenza della Madre celeste. La Madonna allora le si manifestò regolarmente ogni sabato per un certo tempo come «Madre addolorata» sotto la croce e la preparava ogni volta all'unio ne spirituale con il suo Cuore. Così, come apprendiamo dalle lettere che Gemma scriveva al suo confessore, questa figlia spirituale di Maria si immergeva nei misteri nascosti del Cuore della Santa Vergine e il suo pianto era quello della Madre celeste: «Dimmi Madre mia, cosa hai fatto, quando hai visto Gesù incoronato con la corona di spine? Che sensazione ha percepito il tuo Cuore? Io comprendo bene quale grande dolore hai provato... Che differenza tra il tuo Cuore e il mio! Gesù è morto, e tu Madre mia, tu piangi? Ma io non sono degna che tu sia qui! Perché piangi?... Qual è la ragione delle tue lacrime? Se tu piangi perché ho offeso Gesù, Madre mia io posso consolarti solo con la promessa di non offenderti mai più: io voglio fare tutto ciò che mi è possibile per non far più male a Gesù. E tu Madre mia mi domandi cosa mi spinge ad amare tanto Gesù? Non lo so; cosa mi ha promesso? Io sono la compagna nelle sue pene, io lo accompagnerò nella sua beatitudine. Madre mia non ho paura di sacrificare tutto: parole, pensieri, pene, poiché non voglio più offendere Gesù. Oh! Miserabili peccatori cessate di crocifiggere Gesù, voi perforate anche il Cuore di sua Madre!» (31 marzo 1900). «Ieri mattina presto la Madre di Dio richiese un mio sacrificio, e quan­do approvai i miei occhi si colmarono di lacrime... Ella mi baciò e disse: "Non sai che con il sacrificio della Croce le tue sofferenze ti apriranno le porte del Cielo?". Non mi ha detto altro. Durante la comunione, 1'8 maggio, la Madre Beata mi ha detto così: "Guarda figlia mia, io ti ho dato tutto questa mattina; io ti ho dato quello che mi era più caro: mio Figlio Gesù. Mi vuoi regalare adesso anche la tua cosa più preziosa?". Piangendo ho risposto "Sì Madre mia!". E le lacrime scorrevano da se stesse, contro la mia volontà. Viva Gesù! Viva Maria! Stamattina mi è sembrato che il mio Angelo custode mi portasse da Gesù. Per me è stato un giorno in Paradiso!» (9-13 maggio 1901). La serva di Dio fece grandi passi nel rapporto mistico con la sua Madre del Cielo.Quanto più questo rapporto spirituale si stringeva, tanto più la necessità interiore di Gemma di essere costantemente insieme a lei diventava struggente: «Mamma! Mia amatissima Madre, così mi lasci sola? Cara Mamma io non posso più vivere senza di te. Madre mia! Ti ricordi ancora del giorno nel quale hai preso il mio cuore con te? Custodiscilo ancora là sopra, così sempre con te mia amata Madre, da te c'è tutto in abbon danza. Cosa pensi possa fare una piccola ragazza senza sua Madre? Sì Madre, io non mi sento bene, ho un dolore in testa, non è solo il dolore di Gesù... ma io li sopporto entrambi molto bene. Oh! Cara Mamma io non sono contenta di te, non ti vedo da quattordici giorni. Tu non vieni più da me. Mia amata Madre non mi lasciare, io non posso vivere senza di te... Io voglio sempre possederti. Non voglio più separarmi da te. Mia amata Madre vedi quanta sofferenza mi provochi? Prendimi con te in Paradiso. Io ti cerco ogni giorno per spostare i dolorosi battiti del mio cuore nel tuo... Se tu solo volessi! Chi si occupa di me se tu vai via! Oh! mia amata Madre, non posso vivere senza una Madre e tu sei la mia!..» (28 agosto 1900). Nel 1900 Gemma Galgani, dopo aver bussato invano alle porte di alcuni conventi, fu accolta nella casa patriarcale del fabbricante di cera Matteo Giannini che riuniva nella sua famiglia, oltre ai coniugi e agli undici figli, un domestico, una cuoca, una zia e un prete. Fu considera ta dalla famiglia la dodicesima figlia. La pia donna incontrò in quella casa il passionista sorrentino Germano Ruoppolo che rimase attratto dal carisma straordinario di Gemma. Egli divenne il direttore spirituale della mistica nei suoi ultimi tre anni di vita. Questi ultimi anni furono conforta­ti dalla devozione (seppur qualche volta curiosa) della famiglia e dalle cure spirituali di padre Germano. Nel 1902 l'aggravarsi della salute consigliò l'allontanamento di Gemma dalla famiglia Giannini. La serva di Dio ne fu traumatizzata, si sentì nell'abbandono totale. Come il Cristo agonizzante, morì il pomeriggio del sabato santo del 1903 e fu sepolta la sera di Pasqua del 12 aprile. Padre Germano contribuì con la sua testimonianza, e mostrando le lettere della mistica da lui ricevute, al riconoscimento della sua santità. Fu beatificata nel 1931 e nel 1940 canonizzata da papa Pio XII. 

OBERMARCHTAL (GERMANIA). La mistica Matilde von Schnewerth (1868-1919) fu privilegiata fin dalla sua gioventù dalle apparizioni e dalle contemplazioni dell'aldilà. Dopo le sue nozze, il 7 maggio 1885 visse a Regensburg poi, dal 1898 a Obermarchtal. Descrisse un'apparizione ricevuta il 12 aprile 1907 nel seguente modo: «Mentre recitavo la preghiera Salute a te Regina del Cielo, vidi la Regina degli Angeli circondata da un coro angelico. San Gabriele mi stava accanto mentre offriva a lei le mie preghiere, piene di imperfezioni, con grande amore e fervore». Il 5 aprile 1912 descrisse le sue contemplazioni della Madre dolorosa quando Gesù fu calato dalla croce: «La nostra amata Signora a causa delle sofferenze dell'anima ha le piaghe sotto gli occhi per il continuo piangere; il suo volto è pallidissimo come quello di suo Figlio morto che stringe al petto. Vedo poi Maria che, con la tenerezza delle sue mani delicate, toglie la corona di spine dal capo di suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo. Poi pulisce con una spugna bagnata le piaghe sanguinanti di Gesù. Alla vista delle terribili piaghe delle mani di Gesù traforate dai grossi chiodi, Maria chiude per un attimo gli occhi pieni di lacrime». 

LÚMMEN (BELGIO). Rosalia Put nacque a Lúmmen, vicino a Hasselt, il 2 agosto 1868. Ebbe un'infanzia triste a causa della povertà dei suoi genitori. Fin dalla nascita si notò in lei un fervore devozionale verso il divino e la sacralità delle cose. A soli nove anni e mezzo Gesù le apparve e le offrì una corona di rose e un'altra di spine, ella ritirò la mano dinanzi alla corona di rose e scelse quella di spine. Subito dopo ricevette le sacre Stigmate che riuscì a tenere celate fino all'età di diciassette anni. La Beata Vergine Maria ricolmò di grazie la venerabile Rosalia Put specialmente da quando, decisa a farsi religiosa, rimase paralizzata nel suo letto per venticinque anni. Ogni notte la mi­stica riceveva la santa comunione dalle mani di un Angelo del coro della Madre di Dio. Il 21 maggio 1908, Elena Hofmann - che tenne un diario sui suoi incontri con la stigmatizzata - giunse da Rosalia chiedendole di intercedere presso la Santa Vergine in seguito a un triste avvenimento: erano stati bucati gli occhi all'immagine della Madre di Dio dell'eterno soccorso, un ritratto che si trova a Burgsteinfurt nella chiesa parrocchiale. Sofferente per l'accaduto, la signora Hofmann aveva portato il ritratto a restaurare e si era recata da Rosalia. La veggente conosceva già tutto, anche il nome dell'esecutore e del suo mandante. La Hofmann pregò allora Rosalia di chiedere a Maria SS. una riparazione espiatrice per tale oltrag gio. Quando la veggente si rivolse a Maria SS., la Vergine la esortò a introdurre la Fratellanza dell'eterno soccorso nella comunità religiosa di cui la Hofmann faceva parte. Ogni membro della Fratellanza avrebbe dovuto portare la meda- glia miracolosa e recitare spesso una litania per l'eterno soccorso. Il ritratto offeso doveva divenire oggetto del culto mariano della nuova Fratellanza che doveva essere guidata da un padre redentorista, poiché i redentoristi coltiva vano già la devozione del ritratto di nostra Signora dell'eterno soccorso. Tutto questo fu detto dalla Madonna a Rosalia. Dopo i necessari preparativi fu fondata la Fratellanza che, in breve tempo, contò 800 membri. La vita di Rosalia Put fu costellata di segni e grazie miracolose (bilocazione, comunione mistica, salvezza delle povere anime, estasi sulla Passione di Gesù, visioni e apparizioni). Occorre inoltre ricordare le visioni e le apparizioni che Rosalia ebbe durante gli ultimi anni della sua vita sulla morte e l'Assunzione della SS. Vergine Maria a Efeso (cfr. le visioni di Anna Cate rina Emmerick, 1819). Il venerdì 9 agosto 1907 la mistica Rosalia, inchiodata al letto, così si espresse rivolta alla Hofmann: «Più volte il Signore portò la mia anima lontano da qui, ma mai in un modo così strano come ha fatto oggi... Fui trasportata a Efeso in una casa, solo dopo seppi dal Signore che mi trovavo nella casa della sua Santa Madre. Poi vidi la Madonna che mi condusse vicino a una tomba. Non mi disse però di chi era. Capii in seguito che quella era la sua tomba». Un'altra volta Rosalia era in estasi e alla domanda insistente del prete: «A quale stazione della Via Crucis possiamo trovare la tomba della Madre di Dio, su quale lato?». Rispose solo: «Sul lato destro!». Le apparizioni e le visioni di Rosalia Put sulla tomba e sugli ultimi anni della Madre di Dio a Efeso furono molto simili a quelle di Anna Caterina Emmerick. Infatti, come lasciò capire la mistica, la tomba della Madre di Dio si troverebbe effettivamente a Efeso. A questo proposito così leggiamo nel diario della Hofmann: «Quando ho chiesto a Rosalia se la tomba della Santa Vergine si trovasse effettivamente a Efeso, nello stesso luogo dove l'aveva vista la venerabile suora Anna Caterina Emmerick, Rosalia guardando il Crocifisso sorrise e rispose: "Sorella non posso dirlo! "». Rosalia, oltre alla profonda e tenera devozione per la Santa Vergine Maria, visse come co-crocifissa la Passione del Signore e passò definitivamente nelle sue braccia il 17 febbraio a mezzanotte. 

GRAY (FRANCIA). Durante la celebrazione della santa Messa del 9 settembre, padre Lamy ebbe il privilegio di un'apparizione miracolosa della Santa Vergine Maria: altare, calice, candele e tutto quello che era intorno assunse improvvisamente uno splendore magnifico. In quest'apparizione, fu esortato dalla Madonna a fondare una nuova congregazione religiosa e gli fu annunciata la prossima guerra mondiale. Padre Lamy ebbe ancora alcune apparizioni negli anni seguenti in altri luoghi (cfr. Violet, 1914 e Pailly, 1930). 

ETIKHOVE (BELGIO). La Santa Vergine apparve ripetutamente a un artista quarantenne di nome Omero Eeneman e anche a Maurizio van Rockegem, nel periodo tra il 9 e il 30 ottobre, vestita di bianco con un mantello azzurro e una corona d'oro tra le mani, qualche volta con il Bambino Gesù. Disse: «Il popolo si dovrebbe spesso confessare e comunicare. I preti dovrebbero occuparsi di più della conversione dei peccatori. Io aiuterò gli ammalati e li consolerò». 

 

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