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  Tagliaborsa

Tagliaborsa, o anche Tagliaborse (in siciliano Tagghiaùrzi) è una piccola frazione del Comune di Mascali, in provincia di Catania; nasce sull’unico percorso disponibile che dal lontano ‘500, prima della nascita di Giarre e della bonifica delle paludi di Fondachello, collegava Catania con i paesi della valle dell’Alcantara e quindi con Messina. A causa delle continue carestie e dominazioni straniere, si crearono nei secoli dei malcontenti soprattutto tra i poveri e i bisognosi che sfociarono nelle azioni più ignobili come il brigantaggio e l’assassinio. Secondo la leggenda viveva in quei luoghi un temuto brigante di nome Luca, detto tagliaborsa,  che era a capo di una cosca di delinquenti tutti ai suoi ordini, che solevano tagliare le borse e derubare  tutti i viandanti che passavano di lì con le loro provviste ed i loro averi, spesso uccidendo della gente e successivamente, all’interno della grotta che si trova lungo il torrente, dividendosi i bottini tra urla, imprecazioni e bestemmie. Luca era un uomo sui trent’anni,forte e robusto, solitario e di poche parole, ma bastava un suo gesto per essere temuto; la madre morì quando ancora era piccolo, mentre il padre prima lo maltrattò e lo abbandonò risposandosi. In quei luoghi vi era anche  un piccolo convento dei monaci Frati Minori di San Biagio di Acireale e la chiesetta dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria, che era annessa all’ospizio. Costruiti nel ‘700, chiesa e convento costituivano un punto nevralgico del territorio poiché si trovavano sulla Strada Consolare Valeria a sud di Mascali, in corrispondenza di un’altra antica e importante via di comunicazione che conduceva a Giarre e quindi proseguiva ancora per il centro della Contea di Mascali, la cosiddetta "Strata dâ Vadda".Quando Luca passava dalla piccola edicola dedicata alla Madonna, costruita fuori dai frati, si faceva per abitudine un segno di croce, indirizzandolo alla Madonna che gli ricordava la madre. I viaggiatori, venendo a conoscenza di tali delinquenti,preferivano la via del mare o comunque viaggiavano in quei luoghi solo di giorno, rifugiandosi nelle necessità al convento dei frati, l’Ospizio. Durante il giorno si sentiva il rintocco delle campane che richiamava i fedeli alla preghiera e al tramonto un esiguo coro intonava l’Ave Maria a lode della Regina del cielo e della terra, mentre nella grotta i malviventi vivevano insani pensieri. Una mattina però, Luca disse ai suoi compagni: Amici miei, ho trent’anni e anche io finalmente vorrei trovare una fanciulla e crearmi una famiglia e sappiate che la prima ragazza bella che incontro, parola di Luca!, la porto dal Superiore del Convento, e sarà mia sposa per tutta la vita! Un giorno una comitiva saliva le pendici del colle, pochi uomini, seguivano le bestie da soma; si scorgeva una donna, gli altri seguivano silenziosi, stanchi e si sentiva da lassù lo scalpitìo dei muli. Sono stanca, padre mio - diceva la giovane seduta sulla mula - non vedo l’ora di arrivare, questi boschi mi spaventano!-Non ti preoccupare, Rosalia - rispondeva il padre della fanciulla - tra poco arriveremo all’Ospizio dove passeremo la notte. Improvvisamente una voce terribile ordina: mani in alto e giù le armi! La giovane, spaventata, grida; il padre si batte con i briganti ma cade ferito e muore; la giovane sviene e al risveglio si ritrova sola. Luca le dice: fanciulla, non vi spaventate, non voglio farvi del male,e tenta di rialzarla ma Rosalia fugge fino alla sacra edicola della Madonna dove invoca l’aiuto potente della Madre di Dio. Allora il brigante le si rivolge con delicatezza dicendole: perché temete, mia cara fanciulla?cerco una donna bella come voi, perché diventi mia moglie, sarete da tutti rispettata e da me amata come mia sposa. La giovane risponde: la moglie di un ladro?di un assassino?meglio la morte! Luca insisteva: fanciulla mia, è molto tempo che sogno una giovane, come mia madre, come la Madonna, anzi per questo motivo ho pensato di abbandonare questa brutta vita. Anzi vi giuro che, se la Madonna mi farà la grazia di avere voi per sposa, abbandonerò subito questa terribile vita! In quel momento una luce celestiale illuminò la piccola icona e una voce soave di donna parve ad entrambi, proveniente dal quadro della Madonna: Tagliaborsa, Tagliaborsa, la grazia ti è concessa! Luca gridò: Perdono, Madonna mia! Perdono!Mi pento di tutta la mia vita! Ve lo prometto, sarò buono, cercherò di rimediare il passato! Mentre Rosalia guardava quella luce, incantata. La Madonna compì quanto promesso e dopo qualche tempo, nella Cappella dell’Ospizio, il Superiore benedisse le nozze di Luca e Rosalia. I briganti ben presto imitarono il loro capo e la pace cominciò a ritornare in quei luoghi. Luca volle costruire una bella e grande Cappella, a ricordo della sua conversione, oggi è la Chiesa della Madonna Bambina  di Tagliaborsa; fece dipingere un quadro, distrutto da un incendio molti anni fa, nel quale era raffigurata la scena che Luca e Rosalia avevano vissuto nel momento della grazia ( oggi in chiesa ve ne è un altro di recente fattura). La chiesetta di Tagliaborse fu elevata a parrocchia autonoma nel 1949. Dopo lo smembramento della contea, Il paese di Tagliaborse rimase nel territorio di Mascali e andò a costituire un'enclave in territorio di Giarre. Negli ultimi decenni del XX secolo l'urbanizzazione si è estesa verso sud, in territorio di Giarre dove l'abitato si è ampliato in località Coste, altrimenti detta Tagliaborsa di Giarre.

Tagliaborse ogni anno festeggia la sua celeste Patrona Maria SS. Bambina la domenica successiva l’8 settembre, una festa molto sentita dagli abitanti del posto, seguiti dal loro amorevole pastore sac. Simone Sacher,  ma anche da quelli dei paesi vicini che ogni anno affluiscono nel piccolo paese per venerare la Beata Vergine Maria.