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  Riserve naturali della provincia di Catania

Bosco Santo Pietro

Si trova in provincia di Catania, fra Mazzarone e Caltagirone. E' una splendida area boschiva, che si estende per oltre 2.500 ettari, è divisa in due aree con un diverso livello di protezione: la zona A “Area di riserva” di 2582,5 ha e la zona B “Area di preriserva” di 3976,876 ha. . Già sottoposta per decreto a vincolo nel 1991, la Riserva è stata istituita a tutti gli effetti nel 1999, ed è gestita dall'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sicilia. L'istituzione si è resa necessaria per tutelare la enorme varietà floro-faunistica di questo antico sistema boschivo siciliano composto da antiche sugherete,di cui oggi ne rimangono circa una cinquantina con una circonferenza che supera i 3 m, fra cui va citato un esemplare, in contrada Molara, che raggiunge i 6,2 m di circonferenza.Presenta infatti una gran varietà di specie vegetali: sughere giganti, lecci che forma delle estese leccete in contrada Coste Stella, Molara, Coste Chiazzina e Vaccarizzo, vecchie querce, la roverella, i pini, Lungo i corsi d’acqua cresce una vegetazione ripariale composta da pioppi bianchi  e salici bianchi . Il terreno, da un punto di vista geologico, è costituito da argille grigio-azzurre con sopra sabbie in cui si rinvengono fossili risalenti a 1,8 milioni di anni fa circa  e sabbie fini quarzose. Sono presenti alcune sorgenti che si manifestano nel bosco con piccole cascatelle e rivoli d’acqua, su cui sono state  realizzate delle fontane, la Fontana Cacciatore, Molare e Ficuzza. Il sottobosco è dato da olivastro, biancospino, erica, corbezzoli, mirto, in cui trovano rifugio numerosi piccoli mammiferi. Il bosco offre rifugio a circa 96 specie di uccelli fra stanziali, svernanti, migratori e occasionali. Si possono osservare rapaci come il gheppio, il grillaio  la poiana  e l’allocco e, durante il periodo di passo, tra gli altri, anche l’aquila minore e il biancone . Il bosco ospita una popolazione di picchio rosso maggiore , una specie rara, e numerosi passeriformi come il rampichino  l’occhiocotto, la sterpazzola  la sterpazzolina , la cinciarella,la cinciallegra,il pettirosso e l’usignolo. Da segnalare la presenza come nidificante del gruccione un migratore molto colorato che nidifica in pochissime altre aree della Sicilia. Lungo i corsi d’acqua è possibile osservare garzette, aironi cinerini  e martin pescatori. Fra i rettili sono presenti la testuggine terrestre , il biacco , la vipera , la biscia dal collare , il geco comune  e il ramarro occidentale . Fra gli anfibi troviamo la raganella italiana , il rospo comune  e la rana verde. Si possono osservare anche alcuni mammiferi come il coniglio selvatico, la lepre, la volpe, la donnola, il topo selvatico  il gatto selvatico e l’istrice . Lungo il corso d’acqua che alimenta la riserva, troviamo pioppi e salici, rifugio ideale per gli aironi cinerini, le garzette, i martin pescatore. All'interno della riserva, in contrada La grazia, opera un centro recupero fauna selvatica specializzato nel recupero di testuggini che raccoglie circa 100 esemplari. Nell’area sono presenti alcuni mulini, come il Mulino Poli, Ramione e degli Archi, che testimoniano la presenza umana passata in questo territorioSi raggiunge partendo da Catania utilizzando il raccordo della tangenziale ed imboccare lo svincolo per Caltagirone, seguendo la superstrada Catania-Gela fino all’uscita per Caltagirone. Giunti in città, il bosco è facilmente raggiungibile andando in direzione sud. Per le visite contattare la Forestale di Caltagirone: 0933.21820  oppure l'ufficio provinciale di Catania, 095  447084  Riferimenti geografici: I.G.M.I. 1:25.000 (V); FFgg.: 272 III N.E. e II S.E.; 273 III N.O. e III S.O. 

La Timpa di Acireale

Dichiarata Riserva nel 1999 ed affidata all'Azienda Regionale Foreste Demaniali, la Timpa di estensione 225,34 Ha,si trova ai piedi di Acireale, in provincia di Catania, un lungo costone lavico che per quasi 7 km scende giù a strapiombo sul mare, alto anche più di un centinaio di metri. La riserva presenta zone di macchia mediterranea con carrubbo, lentisco, ginestra, mirto, alaterno, olivastro e, nelle zone più inaccessibili, anche asparago pungente e stracciabraghe . Lungo i viottoli crescono piante alloctone introdotte dall’uomo come l’ailanto  e il gelso da carta . La pianta che domina nella riserva è l’euforbia arborea  che cresce sulle rocce laviche, affiancata da edera, vitalba, capperi e fichi d’india che prevalgono nei dirupi più impervi. Sono presenti anche dei terrazzamenti dove si praticano colture agricole. Nella riserva vivono poche specie animali: piccoli rapaci come l’assiolo  e da passeriformi come capinera , cinciallegra e occhiocotto, caratteristico per il cappuccio nero che arriva fin sotto l’occhio che, a sua volta, è orlato da un anello rosso-marrone. Si può osservare, sulle rive del mare, il martin pescatore  e, durante le migrazioni, grandi rapaci e aironi. La riserva ospita anche l’istrice . Insieme all'isola Lachea, costituisce un laboratorio naturale a cielo aperto in cui è scritta la storia geovulcanica della Sicilia. Si rilevano alcuni tratti a ridosso della fascia costiera, dove alti colonnati basaltici, simili a quelli nelle Gole dell'Alcantara,rappresentano il percorso di cristallizzazione delle lave a contatto con l'acqua. E' il caso della grotta delle Colonne, raggiungibile solo via mare. Nell'area della riserva nidificano diversi rapaci, ed una fitta vegetazione si sviluppa rigogliosa grazie alle sorgenti che si riversano nello Jonio. Come a Santa Caterina, caratterizzata da un belvedere dalla splendida veduta. Il sentiero delle Chiazzette, camminamento in pietra raggiungibile  dalla statale 114 ad Acireale, è un percorso secentesco che si snoda giù fino a Santa Maria La Scala, borgo marinaro pittoresco e tranquillo. Lungo il sentiero a zig zag, incontreremo la fortezza del Tocco, fortilizio a difesa di Acireale nel XVII secolo, durante la dominazione spagnola, da cui si sparava un colpo di cannone per avvertire del pericolo. Carrubbi, ginestri, olivastro, lentisco e limonio saranno una nota caratterizzante di questa passeggiata. Si raggiunge partendo da Catania, imboccare la SS 114(CT-ME): la riserva è compresa tra Capomulini (dopo aver superato Aci Trezza) e S.Maria degli Ammalati, che si trova presso l’ingresso sud di Acireale. I pullman possono parcheggiare sulla piazzetta di S.Maria degli Ammalati. In automobile si può invece imboccare la stradina che porta verso le Chiazzette e parcheggiare all’imbocco della trazzera che rappresenta l’inizio del sentiero. Per le visite basta contattare l’Azienda Foreste, ufficio provinciale di Catania 095 447084. Riferimenti geografici: I.G.M.I. 1:25.000 (V); FFgg.: 270 II N.E. 

Micio Conti

 

Il Complesso Immacolatelle e Micio Conti, è esteso per circa 70 ettari, è un complesso di grotte di grande importanza naturalistica, archeologica e storica e ricade all’interno dei comuni di San Gregorio di Catania eAci Castello. La riserva è stata istituita nel 1998 ed è gestita dal CUTGANA. La morfologia della zona presenta due notevoli salti orografici intervallati da un vasto pianoro sul quale si aprono gli ingressi delle grotte. La secolare presenza antropica è testimoniata dal tipico paesaggio agrario a vigneto costruito dai terrazzamenti, dalle stradelle pedonali, dai coni di pietra, dai sistemi di canalizzazione a cielo aperto e da piccoli edifici rurali in pietra lavica. Di una certa importanza testimoniale è la Guardiola Cantarella, una garitta spagnola del '600. Le grotte vulcaniche sono costituite da un tunnel lavico a conduttura isolante che permette alla lava di raggiungere anche notevoli distanze dal punto di emissione, infatti la lava scorrendo sul terreno crea dei solidi argini laterali che crescendo verso l'alto si congiungono formando un tetto.Il complesso Immacolatelle e Micio Conti è costituito da un sistema di otto cavità vulcaniche avente una lunghezza complessiva di circa 1,5 km, situato all'interno di un campo lavico a morfologia hawaiana, alle grotte si accede attraverso ingressi creatisi per il crollo delle volte. Nelle Immacolatelle, questi crolli hanno diviso un unico tunnel lavico in più parti dando origine ad un complesso di quattro grotte con la lava a corde che ne orna la pavimentazione. Nella Grotta dei Tedeschi, una parte della sovrastante vegetazione pende dalla volta.Invece,all'interno della Micio Conti sono presenti particolari striature sulle pareti lasciate dal passaggio della lava e piccole stalattiti di rifusione sulla volta. L'ampia diversificazione degli habitat presenti nell'ambito della riserva, consente lo sviluppo di numerose specie animali come: Quercino, Toporagno, Donnola, Volpe, Colubro leopardino e Discoglosso dipinto, endemico di Sicilia. Anche l'avifauna è rappresentata da specie importanti quali Poiana, Civetta, Coturnice siciliana e Averla capirossa. Le numerose grotte di scorrimento lavico sono, infine, abitate da specie estremamente adattate alle particolari condizioni ambientali quali il Ferro di cavallo maggiore e il Miniottero. Il territorio si presenta influenzato dalle attività agricole e pastorali pur conservando lembi di vegetazione forestale a Quercia virgiliana che, con la Quercia amplifolia e il Bagolaro, forma boschi termofili, che rappresentano una rarità per il comprensorio etneo. Sulle creste rocciose si scorgono l'Euforbia arborescente, l'Alaterno, il Terebinto ed altre piante mediterranee. All'ombra delle formazioni laviche sono presenti la rara Aristolochia altissima, la Calistegia e la Brionia, negli spazi aperti e pietrosi, si rinvengono il Barboncino comune e delle orchidee, mentre nei terreni un tempo adibiti a pascolo  troviamo l’Asfodelo e la Ferula. Laboratorio naturalistico-ambientale Natura e ScienzaSi tratta di una struttura polivalente nata dalla collaborazione tra il Cutgana (Centro interfacoltà dell'Università di Catania) ed il Comune di San Gregorio di Catania, si trova a pochi passi dalla Riserva naturale integrale “Complesso Immacolatelle e Micio Conti” ed ospita il centro di gestione della riserva, due aule informatiche, un'ampia sala conferenze ed una biblioteca. Il Laboratorio è sede di un itinerario didattico modulare per studenti di ogni ordine e grado che comprende i percorsi tematici “Dal Big Bang alla Biodiversità”, i “Diorami” e “Scientificando”.L'itinerario didattico multimediale “Dal Big Bang alla Biodiversità” è costituito da ventisei pannelli ed undici video. Il percorso si articola in tre parti: l'Universo, la Terra e Vita e biodiversità.All'interno dei “Diorami”, presenti nella sala, sono stati ricostruiti in maniera verosimile pregevoli scorci di alcuni ambienti della Sicilia: un ambiente pedemontano etneo, un tipico ambiente dell'entroterra ennese ed un ambiente antropico.I diorami rispecchiano le peculiarità geomorfologiche, vegetazionali e faunistiche dei vari habitat rappresentati ed in particolare illustrano le nicchie ecologiche di alcune delle più vistose specie animali fra cui quella del variopinto Gruccione. Gli scenari sono stati ricreati utilizzando campioni vegetali essiccati o ricostruiti in materiale plastico e campioni animali, sia appartenenti ad invertebrati, sia a vertebrati, preparati a secco con varie tecniche di  tassidermizzazione. Nell'Esperimentario si può trovare la trottola magnetica, il disco di Newton, le fibre ottiche, l'orologio di Galileo e la lampada a lava. La Riserva naturale integrale Complesso Immacolatelle e Micio Conti ed il Laboratorio naturalistico ambientale “Natura e Scienza” si trovano in via Terzora 8, 95027 di San Gregorio di Catania.