Rettangolo arrotondato:

Un po’ di tutto per tutti    

La Santa Casa di Loreto

Le tradizioni relative alla S. Casa sono antichissime. Quando l’arcangelo Michele annunciò l’Incarnazione del Verbo a Maria, Ella si trovava nella propria Casa di Nazareth. Di qui, con S. Giuseppe, si recò successivamente a Betlemme, dove nacque il Cristo. Lasciato infine l’Egitto, dove si erano rifugiati per sfuggire alla persecuzione di Erode, i tre rientrarono quindi a Nazareth, nella piccola casa dell’Annunciazione, in cui vissero 30 anni, fino all’inizio della predicazione di Gesù. Dopo la crocifissione e la resurrezione del Nazareno, Maria, come desiderava il Figlio, andò a vivere con l’apostolo prediletto, S. Giovanni, nella casa di lui presso Efeso. L’umile Casa di Nazareth, fin dai primi tempi, fu quindi considerata un "luogo santo", ed oggetto di particolare venerazione. Nel IV secolo, sopra la S. Casa fu costruita una sontuosa Basilica. Distrutta dai Saraceni nel XII secolo, all’avvicinarsi dei Crociati, la Basilica fu ricostruita dai condottieri dell’esercito cristiano; ma questa seconda Basilica ebbe vita breve, perché nel 1263 fu incendiata dagli islamici del Sultano Bibars.

Tre incendi nella Casa di Loreto: uno all’interno della Santa Casa nel 1921e due  nella  cupola  della basilica, il primo nel 1926 e il secondo nel 1944.

L’incendio della cupola nel 1926

L’incendio della cupola causato    dai bombardamenti del 1944

Dalle descrizioni dei pellegrini in Terrasanta che visitarono Nazareth dopo quell’anno, risulta che il nucleo dell’abitazione della Vergine fu distrutto, e tale rimase almeno fino all’anno 1291, quando l’esercito crociato abbandonò la Palestina. Scavi fatti all’inizio del nostro secolo dal P. Prospero Viaud, della Custodia Francescana dei Luoghi Santi, rimisero in luce avanzi preziosissimi della prima e della seconda Basilica e risultò evidente che l’opera dell’epoca di Costantino fu edificata per proteggere e salvare la S. Casa. I pellegrini dei primi tredici secoli, nelle loro note di viaggio, descrivono l’abitazione della Vergine come composta di due parti, la grotta nel monte e la camera in muratura. Gli studi effettuati sulle pietre della Santa Casa ne confermerebbero l'origine palestinese, esse sono lavorate secondo la tecnica usata dai Nabatei, un popolo confinante con gli ebrei, molto usata anche in Palestina. Sulle pietre vi sono numerosi graffiti simili a quelli giudeo-cristiani del II-V secolo ritrovati in Terra Santa, in particolare a Nazaret. Inoltre i raffronti tecnici e architettonici dimostrano che le tre pareti si connettono perfettamente alla grotta custodita a Nazaret.

L’altare e i primi filari di pietra

dell’antica abside negli anni venti

Parete occidentale della Santa Casa

con la finestra detta dell’Angelo

Parete nord della Santa Casa, l’architrave in legno precisa l’antico vano, oggi  murato, della  vecchia  porta  del  lato  settentrionale

Dopo la partenza dei Crociati parlano soltanto della grotta "che non si poteva asportare senza asportare il monte". La tradizione lauretana narra che nella notte tra il 9 e il 10 maggio del 1291, la S. Casa fu materialmente traslata  in  una  nuvola  dagli  Angeli  nell’Illiria, a Tersatto, dove gli stupefatti abitanti la trovarono una mattina senza sapere cosa fosse e da dove venisse. "Vedo una casetta luminosa che attraversa il mare; è la casa della Madonna: pregate sorelle". Così una leggendaria monaca trecentesca avrebbe visto arrivare, avvolta in una nube, la casa di Maria a Nazareth, l’avrebbe quindi vista sostare nei pressi della chiesa di Portonovo su uno scoglio, e infine proseguire il suo volo per posarsi sul colle di Loreto. Il 10 dicembre 2010 ricorreva  il 90° anniversario del Decreto col quale, il 24 marzo 1920, il Papa Benedetto XV, tramite la Sacra Congregazione dei Riti, proclama va la Beata Vergine Maria di Loreto Patrona di tutti gli aeronauti. La Madonna di Loreto è oggi la Patrona dell’Aeronautica Militare Militare Italiana.

La traslazione della Santa Casa

Preghiera dell'Aviatore scritto su una targa in bronzo presso Palazzo Aeronautica, sede dello Stato Maggiore dell'Aeronautica in Roma.

La preghiera dell'aviatore viene recitata nelle cerimonie militari solenni che riguardano la Forza armata o i suoi appartenenti. Il testo, la cui versione originale si deve a Vittorio Malpassuti, modificato dopo la proclamazione della Repubblica Italiana, è il seguente: 

Dio di potenza e di gloria, che doni l'arcobaleno ai nostri cieli, noi saliamo nella Tua luce, per cantare, col rombo dei nostri motori, la Tua gloria e la nostra passione.

Noi siamo uomini,ma saliamo verso di Te dimentichi del peso della nostra carne,

purificati dei nostri peccati. Tu, Dio, dacci le ali delle aquile, lo sguardo delle aquile, l'artiglio delle aquile, per portare - ovunque Tu doni la luce - l'amore, la bandiera, la gloria, d' Italia e di Roma.

Fa, nella pace, dei nostri voli il volo più ardito: fa, nella guerra, della nostra forza la Tua forza, o Signore; perché nessuna ombra sfiori la nostra terra.

E sii con noi, come noi con Te, per sempre!