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La legge delle XII tavole

XII TAVOLE: IL TESTO

 

 

 

Le XII Tavole sono il più antico codice di diritto romano. Compilato nel 451-450 a.C., raccoglieva per iscritto il diritto romano, sino ad allora conosciuto e trasmesso solo oralmente. Le norme, inscritte su dodici tavolette di bronzo o legno ed esposte nel Foro romano, disciplinavano ogni ambito del diritto e, pur con numerose modifiche, rimasero in vigore per quasi mille anni. Le tavolette furono distrutte dai Galli durante il sacco di Roma nel 390 a.C., ma una parte del loro contenuto ci è pervenuta grazie ai riferimenti e alle citazioni nella letteratura latina successiva. L‘evoluzione che portò alla prima codificazione delle leggi a Roma viene perciò fatta risalire alla prima età repubblicana, quando, dopo la cacciata dei Tarquini e la battaglia del lago Regillo, l’Urbe divenne una potenza indipendente ed entrò direttamente in contatto con le città della Magna Grecia, dove già si era diffusa l’idea dell’importanza di una legislazione scritta come tutela per tutti i cittadiniAd ispirare la prima codificazione delle leggi romane, secondo una tradizione ripresa anche da Livio, si pensa siano state le leggi di Solone, importante uomo politico greco; esse furono prese in visione direttamente da tre ambasciatori romani. Varrone collegava invece l’opera legislativa alla presenza a Roma di Ermodoro di Efeso (amico del filosofo Eraclito), che sarebbe stato poi ricordato con una statua nel Foro per avere esposto i principi delle leggi della Ionia. Al contrario, molti storici ritengono che sia stata la stessa civiltà babilonese ad essere uno spunto di riflessione per i legislatori romani. Il codice di Hammurabi, redatto intorno al 1750 a. C., è il più antico codice di leggi conservatosi integralmente e risale al re di Babilonia Hammurabi. Impresso su una stele di basalto e articolato su colonne orizzontali di scrittura cuneiforme (sedici colonne da un lato della stele e ventotto dall'altro), fu scoperto da un gruppo di archeologi francesi a Susa, in Iraq, nel 1902. La pietra, spezzatasi in tre parti, è ora ricomposta e conservata al Museo del Louvre a Parigi. L'origine divina della legge scritta è sottolineata da un bassorilievo nel quale Hammurabi è ritratto mentre riceve il codice dal dio Sole, Shamash, che a Babilonia era simbolo di giustizia. Il codice di Hammurabi non è un codice in senso stretto, ma un elenco di deroghe al diritto comune in vigore presso i Babilonesi. Inizia con la disciplina del processo, cui seguono le leggi sul diritto di proprietà, sui prestiti, sui depositi, sulle obbligazioni, sulla proprietà domestica, sul diritto di famiglia. Nella parte che disciplina i danni alla persona sono previste sanzioni per i danni causati dall'errore dei medici durante gli interventi operatori e per i danni causati da negligenza negli scambi commerciali. Nel codice sono inoltre fissate le tariffe pervarie forme di servizi commerciali ed economici.  Il documento termina con la celebrazione delle grandi opere di pace compiute da Hammurabi, che si credeva chiamato dagli dei "a distruggere le forze del male e a far prevalere la giustizia sulla Terra". intorno al VI sec. a.C., i Romani dimostrarono di avere seri problemi di coesione interna. Il rapporto tra patrizi e plebei andava peggiorando sempre di più, a causa delle condizioni difficili sotto il profilo economico in cui versava la plebe, condizioni che erano notevolmente peggiorate proprio a causa delle continue guerre che Roma aveva dovuto combattere controi suoi tanti avversari. Vari politici cercarono di regolarizzare la situazione ma si era sempre in continuo disaccordo fra le classi sociali per cui si aveva il bisogno di una legge scritta che non fosse applicata in modo arbitrario. Le pressioni della plebe, finalizzate all'ottenimento di leggi scritte che limitassero il potere dei magistrati ed in particolare dei consoli, erano sostenute dalla minaccia di una nuova secessione. Fu così che nel 451 a.C. furono designati dieci magistrati appartenenti ad importanti famiglie patrizie dell’epoca, i quali presero il nome di decemviri, incaricati di redigere un codice scritto di leggi (decemviri legibus scribendus). Essi erano: Appio ClaudioTito Genucio Publio SestioLucio VeturioGaio Giulio,Aulo ManlioPublio SulpicioPublio CuriazioTito Romilio e Spurio Postumio. Il primo decemvirato compose solamente dieci delle dodici leggi a noi pervenute e, per completare il codice, si decise di eleggere altri dieci magistrati, di cui tre di origine plebea. Le XII Tavole  servirono infatti anche a rivalutare il peso della plebe, poiché fino a quel momento le decisioni e i giudizi più importanti spettavano a magistrati che erano espressione del patriziato. Il secondo decemvirato perciò, formato da Appio Claudio, Marco Cornelio Maluginense, Marco Sergio, Lucio Minucio, Quinto Fabio Vibulano, Quinto Petilio, Tito Antonio Merenda, Cesone Duilio, Spurio Oppio Cornicino e Manio Rabulejo, aggiunse le due tavole mancanti, dette inique da Cicerone. Il secondo decemvirato lasciò il potere nel 305 a.C.. Poco dopo la redazione delle XII Tavole, nel 445 a.C.  venne promulgata la legge Canuleia, la quale rese possibile il matrimonio tra le due diverse classi sociali presenti nell’Urbe e che fu il primo di una serie di provvedimenti che da un lato permisero progressivamente ai plebei l’accesso alle cariche politiche in precedenza riservate soltanto al patriziato, dall’altro fecero aumentare l’importanza delle cariche loro riservate, come quella di Tribuno della plebe. Nel 367 a.C. due tribuni di particolare valore, appartenenti al ceto dei plebei ricchi: Caio Licinio Stolone e Lucio Sestio Laterano riuscirono a far approvare tre importantissime leggi che, prendendo il loro nome, passarono alla storia come le leggi Licinio-Sestie. La prima facilitava il pagamento dei debiti; la seconda consentiva una migliore distribuzione delle terre a favore dei più poveri; la terza, la più significativa, stabiliva che i plebei potevano accedere al consolato, anzi, che uno dei due consoli avrebbe dovuto essere sempre plebeo, e fu così che, nel 366 a.C., venne eletto il primo console plebeo, proprio nella figura di Lucio Sestio Laterano. Contenenti regole di diritto privato e pubblico, le XII Tavole sono il risultato di uno studio effettuato nel 454 a.C. da una commissione di tre membri (Spurio Postumio Albo, Aulo Manlio, Publio Sulpicio Camerino) nominati dai concilia plebis, inviata a Atene con l'ordine di trascrivere le celebri leggi di Solone e di studiare a fondo le istituzioni, i costumi e i principi giuridici delle altre città greche.

 

TABULA I

TAVOLA I

1. SI IN IUS VOCAT, ITO. NI IT,

ANTESTAMINO. IGITUR EM CAPITO.

1. Se uno è chiamato in giudizio, vada. Se non va, si prendano testimoni: poi lo si catturi.

2. SI CALVITUR PEDEMVE STRUIT, MANUM ENDO IACITO.

2. Se [il convenuto] indugia o vuol fuggire, gli si pongano le mani addosso.

3. SI MORBUS AEVITASVE VITIUM ESCIT, IUMENTUM DATO. SI NOLET, ARCERAMNE STERNITO.

3. Se malattia o vecchiaia sono causa della mancata comparizione, venga dato [dall'attore al convenuto] un semplice veicolo. Se lo rifiuta, [l'attore] non è tenuto a dargli un carro coperto.

4. ASSIDUO VINDEX ASSIDUUS ESTO. PROLETARIO IAM CIVI QUIS VOLET VINDEX ESTO.

4. Per una persona possidente, faccia da garante un possidente. Per un proletario faccia da garante qualunque cittadino lo voglia.

5. NEX ... FORTI SANATI ...

5. Obbligazione ... plebei patrizi ...

6. REM UBI PACUNT, ORATO.

6. Se le parti si accordano, [il magistrato] decida.

7. NI PACUNT, IN COMITIO AUT IN FORO ANTE MERIDIEM CAUSSAM COICIUNTO. COM PERORANTO AMBO PRAESENTES.

7. Se non si accordano, [le parti] espongano la causa nel comizio o nel foro prima di mezzogiorno. Espongano la causa presenti entrambi.

8. POST MERIDIEM PRAESENTI LITEM ADDICITO.

8. Dopo mezzogiorno [il magistrato] aggiudichi la lite a favore della parte presente.

9. SI AMBO PRAESENTES, SOLIS OCCASUS SUPREMA TEMPESTAS ESTO.

9. Se entrambe le parti sono presenti, il tramonto del sole sia il limite ultimo [per la discussione].

10. ...CUM PROLETARII ET ADSIDUI ET SANATES ET VADES ET SUBVADES ET XXV ASSES ET TALIONES ... EVANUERINT, OMNISQUE ILLA XII TABULARUM ANTIQUITAS ... LEGE AEBUTIA LATA CONSOPITA IST ...

10. In quanto scomparvero le antiche denominazioni di proletari e possidenti e clienti, di garanti e subgaranti, dei 25 assi e della legge del taglione e tutta quell'anticaglia delle XII tavole rimase come assopita dopo la pubblicazione della legge ebuzia ...