Un po’ di tutto per tutti    

 

La Via Franchigena  3

Bellissima chiesa romanticamente spersa in silenziose campagne, da dove si erge con la sua antica architettura longobarda. Appartenuta ai monaci vallombrosani e documentata dal 1076. Della Pieve di Coneò,finora poco studiata dagli storici, si hanno notizie indirette anche prima del XI secolo . Tornati sul cammino si raggiunge il villaggio di Quartaia, siamo già nel comune di Colle di Val d’Elsa la qui Pieve fin dai tempi antichi fu dichiarata importantissima. Lasciato Quartaia si passa tra le poche case del villaggio di casale di Fabbrica in mezzo a campi estesi fiancheggiando una monumentale fontana scendendo verso Botro agli Strulli, la strada ci porterà fino alle porte di Gracciano, passando sotto il villaggio di Onci e davanti al mulino di Calcinaia con la sua bellissima “gora”, lapide con iscrizione utilizzo del 1696 Cosimo III.

 

 

 

 

 

 

      Villa Sabolini

 

 

 

 

 

 

 

 

Proseguendo si arriva alla tappa dove dormiremo: Mensanello, dove ci attende Villa Saboliniantica villa rinascimentale, è stata completamente ristrutturata nel 2000 per poter ospitare al meglio gruppi e singoli. Proseguendo guaderemo il fiume Elsa,come già fatto da Sigerico in località Pieve a Elsa , “mansione di Aelsa” Ricordato dal vescovo di Canterbury. Si arriva ai resti archeologici dei Bagni delle Caldane , bagni termali utilizzati in epoca etrusca e romana. Si raggiunge Gracciano, in passato fiorente mercato di cereali, luogo dove San Marziale convertì al cristianesimo i suoi abitanti già dal I secolo al quale è dedicato un piccolo santuario e un ponte. Attraversiamo la località  detta “Piano Senese” raggiungendo il “villaggio murato” di Strove. Antico borgo fortificato sulla Via Francigena costruito nel 994 da i signori longobardi di STAGGIA, da “Tegrino figlio di AVA, contessa di Staggia”   da qui si  scende, e subito arriviamo al Castello di Petraia posto al controllo della via. Grande e fortificato complesso in pietra che si staglia su un cupo fondale del bosco di lecci del Monte Maggio. Costeggiando un antico muro si arriva verso valle con la calma che si impone di fronte a qualcosa di grande bellezza, Badia a Isola. Luogo importantissimo sorto proprio nel periodo in cui Sigerico passò da queste parti, chiamando questa “mansione Burgenove” ed ancora oggi l’antico borgo e monastero conservano l’antica genuinità. Le case circondano e sembrano proteggere la chiesa. Abbazia costruita per volontà della contessa longobarda AVA in ausilio ai pellegrini in transito per Roma.

 

 

 

 

 

        Badia a Isola - Chiesa dei SS Salvatore e Cirino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Monteriggioni ci incamminiamo per raggiungere la fortezza. Cittadella fortificata dai senesi nel 1203 in  funzione di avamposto contro i nemici fiorentini e alleati guelfi. Ancor oggi ,come diceva Dante nel canto XXXI dell’inferno, la sua cinta di mura ,appare come una corona. Torri ancora più alte delle odierne che apparivano in lontananza sembrando giganti. Il borgo ha un sapore tutto medioevale  ed è estremamente rustico  e semplice. Si esce da Porta Romana e si continua il cammino in un bellissimo susseguirsi di lecci sulla “costa” del Monte Maggio.  Lungo il nostro viaggio incontriamo luoghi carichi di storia e di simbologie, come Camminata, riferimento viario,  come Ponterosso antico ponte sul borro con basamento medioevale  o Uccellatoio legato ai luoghi di caccia. Quando finita la lecceta si torna a vedere i campi ,ci appare il Castello della Chiocciola e della Villa. Il Castello della Chiocciola deve il nome a una sua torre cilindrica  che contiene al suo interno una scala elicoidale. Edificio maestoso, passò alla storia per la strenua resistenza opposta alle milizie imperiali durante la guerra di Siena nel 1555. Da qui si giunge a Villa, altro castello sulla via per Siena a difesa del territorio. Siamo in prossimità di Pian del Lago, oggi pianura prosciugata, fu in passato un “lago di origine carsica” una conca chiusa e di tanto in tanto allagata dalle acque. Arrivati alle Cerretaie (al maneggio nelle vicinanze) si incontra l’asfalto che non ci lascerà più fino a Siena. In effetti si impone una scelta, farsela a piedi, o preferire un passaggio in auto. Si punta verso Porta Camollia, l’accesso della Francigena al cuore della città. Siamo arrivati, ci attende una delle bellissime città della Toscana: Siena.