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Catania 4

I Castelli di Catania

Lo stabile in questione nasce sulle rovine del teatro greco-romano. Molti uomini illustri hanno soggiornato negli appartamenti del suddetto palazzo: Enrico d'Aragona, ospite di Jacopo Gravina nel 1435, e Giovanni Vega, viceré di Sicilia, nel 1552; ma la nascita di Bellini inevitabilmente oscurò i precedenti passaggi. Il musicista, primogenito di sette figli, vi nacque in un'alcova nella notte tra il 2 e il 3 novembre 1801 e vi rimase fino a 15 anni. Molti anni passarono prima che il luogo diventasse museo, un regio decreto dichiarò la casa "monumento nazionale" il 29 novembre 1923, ma solo il 5 maggio del 1930 fù inaugurato da re Vittorio Emanuele III) ; nel 1822 inizia la costruzione della caserma militare in via Ferdinanda;  il 31 agosto del 1840 nasce in una modesta abitazione lo scrittore Giovanni Verga; nel 1841 viene tracciata sul pavimento del transetto la meridiana nella chiesa di S. Nicolò (disegnata da C.W. Peters e Sartorius Waltershausen con le figure zodiacali del pittore neoclassico Bertel Thorvaldsen.); nel 1848: Catania segue l'esempio di Palermo, si solleva contro i Borboni e proclama la propria indipendenza. Nello stesso anno si svolgono le votazioni per l'elezione dei rappresentanti alla Camera dei Comuni. Deputati catanesi vengono eletti Gabriele Carnazza, Pietro Marano, Benedetto Privitera, Diego Fernandez, Francesco Marletta e Giuseppe Catalano. Ma è solo una meteora che si spegnerà il 16 aprile del1849. Catania viene attaccata, per terra e per mare, dalle truppe napoletane comandate dal generale Filangeri. La resistenza è accanita e la popolazione verrà premiata con la medaglia d'oro. Troppa è però la disparità delle forze in campo, e la città viene rioccupata. Stavolta il dominio borbonico sarà particolar mente duro e per la sua fine bisognerà aspettare il 1860. Il 31 maggio 1860, Catania insorge e le milizie borboniche, comandate dal generale Clary, sono costrette ad abbandonare la città. I combattimenti sono particolarmente violenti, soprattutto nella zona del duomo. Si mette in luce una popolana, Giuseppa Bolognani, che riesce addirittura a sottrarre un cannone ai nemici per scaricarlo poi più volte contro di loro. Passerà alla storia di Catania come Peppa la cannoniera. Il 15 luglio 1860 entrano a Catania le prime truppe garibaldine e l'anno successivo, il 18 febbraio, l'VIII legislatura del Regno d'Italia vede sugli scanni della Camera anche i primi deputati catanesi. E' anche l'anno del primo censimento. Al 31 dicembre i catanesi sono 68.810. Il ventennio che va dal 1861 al 1881 segna una vera rivoluzione nell'urbanistica catanese e la città assumerà il volto non molto dissimile da quello odierno. In piazza del Duomo viene costruito (1861) il traforo della Pescheria e vengono sistemati gli argini dell'Amenano, la cui fontana verrà completata tre anni dopo. Lo spirito combattivo dei catanesi riemerge nel 1862. Il 28 maggio il Comune tenta di far rimuovere lo storico elefante in lava da piazza del Duomo per trasferirlo altrove. La popolazione insorge e ancora oggi 'u liotru fa bella mostra di sè nel cuore della città. O Roma o morte . Una frase che fa parte oramai della storia nazionale. La pronuncia il 18 agosto 1862, appena giunto a Catania alla testa delle sue camicie rosse, Giuseppe Garibaldi dal balcone del circolo degli operai, allora ubicato ai Quattro Canti. Nel 1863 iniziano i lavori per la costruzione del cimitero, nella zona della Zia Lisa, in un terreno messo a disposizione dalle suore dell’adiacente convento di Santa Chiara e nel 1865 viene inaugurato il nuovo giardino pubblico, la Villa Bellini. Sorge su un terreno donato dalla famiglia Biscari e da Mariannina Moncada. Scalpore susciterà l'enorme spesa sostenuta per la sua realizzazione: 106.473 lire. Tutta la cittadinanza interverrà al concerto inaugurale diretto dal maestro Martino Leone Frontini. Ormai è un susseguirsi di iniziative: nel 1866 viene inaugurata la linea ferroviaria Catania-Messina, nel 1872 inizia la costruzione del nuovo porto e l'anno dopo viene inaugurato con grande fasto, in piazza Cappellini, il Grande Albergo . Il 25 settembre 1873 l'adranita Giovanni Petronio Russo, in sella ad una "carrozza senza cavalli" percorre in discesa la via Garibaldi, gira intorno alla fontana dell'elefante e si ferma davanti alla prefettura, dove viene circondato da una folla attonita: è la prima automobile a percorre re le vie della città. Ingegnoso ma poco originale il suo costruttore: la battezza Trinacria . Nuovo censimento nel 1881. I catanesi sono ormai diventati 100.417 e ben 136 di essi scoprono un nuovo apparecchio che consente miracolosamente di dialogare a distanza: il telefono. Alla fine del 1882 si quadruplicheranno diventando 542 e Catania sarà la tredicesima città d'Italia per numero di abbonati. Sono gli ultimi anni dell'800, ma c'è il tempo per festeggiare (1886) "con sorbetti e sciampagna" il nuovo ponte sul Simeto a Primosole e per inondare di camelie piazza Carlo Alberto. Omaggio alla grande Sarah Bernhardt che presenta la sua La dame aux camelias il 12 gennaio 1889 al teatro Castagnola. Qualche anno dopo il teatro verrà distrutto da un incendio e mai più ricostruito. Ma la vera serata di gala è il 31 maggio 1890. La Norma di Vincenzo Bellini inaugura il Teatro Massimo, che Catania intitola al suo grande "cigno". Tre anni dopo un altro vernissage, meno sontuoso, che certamente non passerà alla storia ma che vale la pena di essere menzionato: quello dello studio dentistico della signorina Claudia Cottini. Fresca di laurea, è la prima donna medico della città. Nel 1883 viene creato il tondo Gioieni, nel 1895 Piazza Stesicoro, nel 1900 la cinta con arcate della marina. Il XIX secolo è ormai agli sgoccioli e ci pensa l' Etna a dargli l'addio. Il 19 luglio 1889 l'Agenzia Stefani batte uno scarno comunicato: "Stamane alle ore 8, previo un fortissimo rombo, l'Etna sprigionò un'immane colonna di fumo e fitta pioggia di sabbia". E' l'ultimo saluto del vulcano al secolo. Alla  mezzanotte del 31 dicembre 1899, ventuno cannonate, sparate dai torrioni del Castello Ursino, salutano il nuovo secolo. Le bande musicali in piazza Duomo, dove si è radunata una folla enorme, suonano la "marcia reale" e i festeggiamenti dureranno sino all'alba. Tre minuti dopo la mezzanotte, in una modesta casa di pescatori in via Stella Polare, nasce Giovanni Privitera, il primo catanese del XX secolo. : i catanesi sono diventati 149.698 e uno di essi, Giulio Moschetti, nel 1904 inaugura, nella piazza antistante la stazione, la fontana di Proserpina. Usa un materiale rivoluzionario: il cemento. L’avvento del tram suscita vive proteste dei cocchieri il 2 aprile 1905 , questo nuovo rumorosissimo mezzo di trasporto che si muove su rotaie non solo ruba loro i clienti, ma fa anche imbizzarrire i cavalli. Il 5 agosto del 1906 nasce a Catania il fisico Ettore Majorana. Nel 1908 un terribile terremoto che distruggerà Messina e Reggio Calabria si fa sentire violentassi mo anche a Catania. La gente terrorizzata cerca scampo nelle strade. Fortunatamente per la città e i suoi abitanti molta paura e pochi danni. Prende piede in Italia uno strano sport. Si gioca in undici contro undici e lo scopo è quello di mandare dentro la porta degli avversari quante più volte possibile un pallone che tutti i giocatori, tranne uno, possono colpire solo con i piedi. L'hanno importato in Italia, a Genova, degli spiriti bizzarri d'oltre Manica. Si chiama football: lo giocano alcuni buontemponi della Catania bene nell'attuale piazza Verga, in una tenuta, lunghi mutandoni e gambe scoperte dal ginocchio in giù, che sconsiglia lo spettacolo a signore e signorine. La città si adegua a questa mania che va diffonden dosi in tutta la penisola e nel 1909 nasce il Catania Calcio. Il primo incontro è contro una squadra di marinai inglesi, equipaggio di una nave alla rada nel porto. Stravincono gli inglesi. La popolazione aumenta del 25% e il censimento del 1911conta a Catania 210.703 anime. Ma altri  invece ci lasciano:  il 4 gennaio 1912 Mario Rapisardi; il 3 febbraio 1913 il pittore Francesco Di Bartolo; il 18 ottobre 1914 il marchese Antonino Paternò Castello di San Giuliano, senatore del Regno, ministro degli esteri, collare della Santissima Annunziata e sindaco della città; il 29 novembre 1915 Luigi Capuana; il 18 maggio 1917, nei pressi di Gorizia (siamo in piena prima guerra mondiale), il tenente Agatino Malerba, sarà la prima medaglia d'oro catanese al valore militare. Fra gli altri grandi etnei che se ne vanno in questo periodo il senatore Giuseppe De Felice (19 luglio 1920), Nino Martoglio (15 settembre 1921), Giovanni Verga (27 gennaio 1922). Nel 1920 sono finiti i lavori in Piazza Duomo e in via IV Aprile. Il 31 ottobre 1922, con decreto del Ministero dell'Interno (fascista), i partiti politici vengono messi fuorilegge e il sindaco Carlo Ardizzoni viene deposto. L'11 maggio 1924 il capo del governo cavalier Benito Mussolini inaugura il campo d'aviazione di Fontanarossa. La sera prima si era incontrato con Pietro Mascagni, che era a Catania per dirigere l'Iris. Un salto di dieci anni in cui i catanesi, come tutti gli italiani, subiscono l'umiliazione della dittatura. E' una calda serata, quella del 10 giugno 1940, e i cittadini, accorsi in piazza Duomo, ascoltano ammutoliti via radio il discorso con cui Mussolini porterà alla catastrofe l'Italia. E' la dichiarazione di guerra alla Francia e all'Inghilterra. Nemmeno il tempo di rendersi conto del ciclone che la barbarie nazifascista sta scatenando in Europa che Catania subisce il 5 luglio il primo attacco aereo. A Fontanarossa muoiono quattordici persone. Sarà la prima di una serie di incursioni che segneranno la città. Micidiale quella del 15 aprile 1943 quando le fortezze volanti anglo americane scaricheranno senza andare tanto per il sottile (anche se il reale obiettivo era il porto) migliaia di tonnellate di bombe. L'incubo per l'Europa durerà altri due anni, ma per i catanesi finisce alle 8,30 del 5 agosto 1943. Dopo un violentissimo scontro alla Piana, truppe anglo americane da una parte, tedeschi e fascisti dall'altra, gli alleati entrano vittoriosi a Catania. Alla loro testa un giovane generale che, al rientro in patria, farà una discreta carriera politica: Dwight "Ike" Eisenhower. La storia cede il passo alla cronaca. E la cronaca per noi inizia il 15 marzo1945, data di nascita de "La Sicilia". Da mezzo secolo voce quotidiana e autorevole della città. Ai suoi redattori e al suo ricchissimo archivio il resoconto degli ultimi cinquant'anni. Il 3 febbraio del 1948 muore a Catania Boris Bilinsk, costumista, scenografo, cartellonista di fama internazionale; tra il 1956 e il 1958 viene realizzato il corso sicilia e nel 1964 si completa la litoranea Piazza Europa – Ognina, il suo tracciato da piazza Europa a piazza Mancini-Battaglia (Ognina) è lungo 2 km e 600 metri; per tre quinti (da piazza Europa a piazza Nettuno) è denominata viale Ruggero di Lauria e per altri due quinti (da piazza Nettuno a piazza Mancini Battaglia) viale Artale Alagona. La larghezza è di 24 metri (così distribuiti: marciapiedi a monte m 1,80, marciapiedi a valle m 5,70, 2 fasce di sosta dei veicoli di m 2,50 ciascuna, 4 corsie di scorrimento nei rimanenti m 11,50). Progettisti dell'opera furono gli ingegneri Carmelo Nicolosi e Giuseppe Rizzotti dell'ufficio tecnico del Comune, direttore dei lavori l'ing. Giuseppe Parisi dello stesso ufficio. Il costo complessivo dell'opera, realizzata dal 1960 al 1964, fu di circa un miliardo di lire, interamente assegnato dalla cassa per il Mezzogiorno. La gara di appalto per tali lavori (denominata «sistemazione della zona a mare » e comprendenti la costruzione della litoranea e della piazza Europa) fu espletata il 4 aprile 1959; il capitolato prevedeva, per l'esecuzione, il termine di 120 giorni per la piazza e di 800 giorni per l'altra opera, termine che, naturalmente fu superato per eventi vari. L’1 febbraio 2003 viene inaugurata Piazza Duomo, dopo i lavori di ristrutturazione che hanno portato alla sua ripavimentazione con basole in pietra lavica e una nuova illuminazione che mette in risalto la bellezza dei suoi monumenti. Il 9 settembre 2006 vengono riaperte le Terme Achilleane, edificio termale sito sotto piazza Duomo, noto fin dall'antichità, come attesta  un'iscrizione frammentaria del 433/434 d.C.

 

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