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Catania 3

I Castelli di Catania

Nel 1357 Nel corso della guerra per il predominio sull'isola, forze di Giovanna I di Napoli e di Luigi di Taranto assediano Catania, difesa dagli aragonesi. Lo scontro, che vedrà vittoriosi gli aragonesi,si concluderà con un episodio che passa alla storia con il nome di «scacco di Catania ». Viene nominato vescovo Marziale che fa costruire sette preziosi reliquiari per custodirvi il corpo di sant'Agata.

Nella notte del 23 gennaio 1370, nel Castello Ursino viene rapita la regina Maria d'Aragona per impedirne le nozze  con il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti. Nel 1378 viene nominato vescovo Simone del Pozzo che fa costruire il primo ponte sul Simeto.

Nel 1381 un'imponente colata lavica raggiunge Catania e s'inoltra nel mare, a nord della città, coprendo lo storico porto Ulisse a Ognina.

Nel 1388 viene costruita la campana maggiore del Duomo, è una delle più grandi del mondo dopo quelle di Mosca, Pechino, Budapest, Parigi, Milano, Roma (San Pietro e Campidoglio) e Firenze.

Nel 1398 regna Maria, nel 1402 Martino I "Il Giovane", nel 1409 Martino II "Il Vecchio", nel 1410 Ferdinando I di Castiglia primo re aragonese- castigliano, nel 1416 Alfonso "Il Magnanimo".

Nel 1423 La città è colpita da una spaventosa pestilenza che decima la popolazione.

Nel 1434 il re Alfonso fonda l'università di Catania (« Siciliae Studium Generale »), che l'anno successivo viene confermata con bolla del Papa Eugenio IV (18 aprile). Nel 1438 Re Alfonso decreta la costruzione del porto.

Nel novembre del 1444 una minacciosa colata lavica punta su Catania. Davanti al fronte di fuoco il beato Pietro Geremia porta il velo di sant'Agata e la lava si arresta. Nell’ 8 ottobre 1445 viene inaugurata l'università, fondata undici anni prima.

Nel 1446 Papa Eugenio IV, eleva al rango di Collegiata la chiesa di Santa Maria dell'Elemosina, che nell'anno 1396 era stata insignita dai sovrani aragonesi del titolo di «Regia Cappella ».

Nel 1458 regna Giovanni.

Nel 1460 al castello Ursino si ha il primo Parlamento del periodo aragonese-castigliano convocato dal viceré Giovanni Lopes Ximenes de Urrea. Il 28 gennaio1463, il frate minore cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio Il, viene nominato da Sisto IV vescovo di Catania; non verrà mai nella sua diocesi; si comincia la costruzione dello scrigno per  reliquie di sant'Agata: il lavoro durerà cento anni e vi parteciperanno sei celebri artisti: Antonio La Nuara, Filippo de Mauro, Nicolò Lattari, Vincenzo Archifel, Antonio Archifel,  Paolo Guarna.

Nel 1479 sale al trono Ferdinando "Il Cattolico".

Nel 1494 Nel castello Ursino muore il viceré di Sicilia don Ferdinando de Acuña e viene sepolto in Cattedrale, nella cappella di S.Agata.

Nel 1501 viene nominato vescovo Giacomo Ramirez De Guzman e, insieme con il patrizio della città Alvaro Paternò, il 19 aprile compie una ricognizione delle reliquie di sant'Agata.

Nel 1508 regna Giacomo Conchilles.

Nel 1514 Comincia la costruzione del fercolo di sant'Agata, affidato all'artista Vincenzo Archifel.

Nel 1515 viene nominato vescovo Gaspare Pau.

Nel 1519 regna  Carlo V, il 4 febbraio viene inaugurato il nuovo fercolo di S. Agata.

Nel 1527 viene nominato vescovo Scipione Caracciolo, seguito nella carica, nel 1530, da Luigi Caracciolo e nel 1536 da Nicola Maria Caracciolo.

Nel 1544 Papa Virgilio trascorre l'inverno a Catania.

Nel 1552 il viceré Giovanni de Vega (convoca un Parlamento nel castello Ursino).

Nel 1553 Carlo V ordina la costruzione di una cinta muraria attorno alla città.

Nel 1554  viene istituita la festa di S.Agata di mezz'agosto.

Nel 1558 il viceré Giovanni della Cerda pone solennemente la prima pietra per la costruzione del monastero di San Nicolò l'Arena.

Nel 1556 sale al trono Filippo II.

Nel 1563  Giuseppe Cumia,giureconsulto, pubblica la prima opera a stampa edita a Catania.

Nel 1568 viene nominato vescovo Antonio Faraone.

Nel 1572 il vescovo fonda, presso la canonica della cattedrale, il Seminario dei Chierici.

Nel 1574 è nominato il nuovo vescovo Giovanni Horozco De Arzes.

Nel 1576 A Catania scoppia un'epidemia di peste.

Nel 1577 viene nominato vescovo Vincenzo Cutelli.

Nel 1578 La popolazione catanese decimata da una nuova pestilenza.

Nel 1586  Il Senato catanese fonda il reclusorio delle Vergini di sant'Agata, oggi in via Teatro Greco.

Nel 1589 Giovanni Corrionero è nominato nuovo vescovo.

Nel 1591 Anton Filoteo degli Omodei, dopo la sua esplorazione dell'Etna scrive "Aetnae Topographia".

Nel 1595 viene nominato vescovo Giovan Domenico Rebiba.

Nel 1598 regna Filippo III. Ma la peggiore catastrofe è datata 11 febbraio 1693. In soli undici secondi la città viene letteralmente rasa al suolo dall'ennesimo terremoto. Restano in piedi solo le tre absidi della Cattedrale e il Castello Ursino. Sotto le macerie perde la vita l'80% della popolazione, oltre 18000 persone. In pochi decenni però la città viene ricostruita secondo un piano regolatore definito da Giuseppe Lanza Duca di Camastra. E paradossalmente furono proprio gli effetti distruttivi del sisma a far sì che Catania, sotto il profilo edilizio e architettonico, rinascesse molto simile a quella che è oggi.

Nel 1695: si apre porta Uzeda, fra il piano del Duomo e la Marina; l'influenza spagnola si svela significativamente nella preziosità del barocco che permea l'immagine estetica della città. Uno degli esempi più monumentali e significativi del barocco catanese è Via dei Crociferi. Si giunge a questa strada attraverso l'Arco di San Benedetto (1704), che unisce i due fabbricati della Badia Grande (1777) e della Badia Piccola. Sulla sinistra la maestosa Chiesa di S.Benedetto (1704 - 1713) si erge su un'alta scalinata. L’interno della chiesa è a una navata, con affreschi di pregio e stucchi di grande eleganza. La Chiesa di S. Francesco Borgia (1742) è preceduta da una scalea a doppia rampa. L’interno arioso è a tre navate separate da colonne binate (Percorrendo la settecentesca via Crociferi, agli angoli di  via San Benedetto, si trovano due straordinari monumenti ecclesiastici. Da un lato il convento benedettino con relativa  Badia grande di San Benedetto e la chiesa omonima, al Vaccarini sono attribuiti degli interventi nella Badia piccola che si trova di fronte, dove durante la festa di Sant'Agata, patrona di Catania, le monache di clausura recitano una preghiera in latino sotto forma di canto gregoriano, creando un momento magico difficilmente dimenticabile. Dall'altro lato la chiesa di San Francesco Borgia, appartenuta ai padri gesuiti fino al 1767(anno in cui i Borboni decise ro di espellerli dalla Sicilia). Qui il 4 novembre 1801 al piccolissimo Bellini venne amministrato il sacramento battesi male e imposti i nomi di Vincenzo, Salvatore, Carmelo, Francesco, cioè i nomi del nonno paterno, del sacerdote officiante, del nonno materno e del padrino. La chiesa ha uno splendido prospetto in pietra bianca progettata dall'archi tetto frate Angelo Italia, e a lato dove sorge ex collegio dei Gesuiti  troviamo uno splendido chiostro  disegnato dal Vaccarini. Oggi la chiesa è gestita dalla Soprintendenza Regionale ai Beni culturali della Sicilia e ospita spesso mostre ed eventi culturali). Lungo la via si trova il Collegio gesuitico (1742), che presenta un impianto a 4 cortili. Di fronte c'è la Chiesa di San Giuliano (1739 - 1751), con la facciata curvilinea e interno a pianta ottagonale. Nella piazza del Duomo vi è l'emblema della città: la Fontana dell’Elefante (1736), formata utilizzando cimeli diversi, come l'elefantino lavico d'età romana e l'obelisco egizio di granito. Sulla Piazza si affaccia il Palazzo Senatorio (1695) a di pianta rettangolare e corte centrale. San Placido (1769) con la splendida facciata a due ordini, è tra le più significative espressioni del tardo barocco catanese. La Collegiata (1725) si segnala per la finezza delle modanature e dei dettagli decorativi. Il Monastero Benedettino di San Nicolò (1703), i benedettini si trasferirono dall'Etna in città, eressero una chiesa accanto al loro monastero. La costruzione cinquecentesca subì gravi danni nel corso dell'eruzione del 1669: si incurvarono le catene a sostegno delle volte, si aprì una grossa crepa sul muro del lato nord e si sconnesse il pavimento. Venne così chiamato l'architetto romano Giovan Battista Contini per erigere una nuova chiesa della quale prese subito a gettare le fondamenta. A causa del terremoto del 1693, della costruzione del grande monastero e delle controversie sulla scelta del sito del nuovo complesso, la Cipriana o Montevergine, l'edificazione della chiesa riprese a partire dal 1730. i lavori vennero affidati nel corso degli anni ai più noti architetti e maestri siciliani: Andrea e Antonino Amato, Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Carmelo Battaglia Santangelo che dovettero far fronte a problemi costruttivi legati alla maestosità dell'edificio (il tronco maggiore è lungo 105 metri e largo 39) La pianta è a croce latina a tre navate con un'importante cupola innestata all'incrocio dei bracci del transetto, Nella cantoria è il grande organo settecentesco di Donato Del Piano, dotato di circa 2.916 canne, restaurato dopo esser stato depredato e danneggiato. Oltre la sagrestia adornata ancora degli originari armadi settecenteschi, si trova il sacrario ai caduti della I guerra mondiale: la stanza è preceduta dalla Cappella della Madonna, interamente affrescata da Alessandro Abate nel 1927.

Nel 1704: le suore benedettine iniziano l'edificazione del loro monastero in via Crociferi; nel 1706: nasce il palazzo di Chierici; nel 1709: nel Piano delle forche (l'attuale piazza Cavour) viene riedificata la chiesa di S.Agata al Borgo; nel 1712: vengono completati i lavori di ricostruzione, in stile barocco, della cattedrale.

Nel 1713 il trattato di Utrecht pone fine alla stagione aragonese e l'anno successivo Vittorio Amedeo II, accompagnato dalla regina Anna d'Orleans, giunge a Catania. Col trattato de l'Aja i Savoia otterranno il regno di Sardegna in cambio della Sicilia che viene assegnata a Carlo VI d'Austria. Questi regnerà fino al 1738, anno in cui il trattato di Vienna ridefinisce lo scacchiere europeo. Il Regno di Napoli e di Sicilia passa ai Borboni e il loro primo re, Carlo III, verrà incoronato a Palermo. Una dominazione, quella borbonica, che durerà fino al 1848 e durante la quale  avvengono alcuni cambiamenti:  nel 1741 si inizia la costruzione dell'attuale municipio nel piano del Duomo; il 22  agosto 1750 nasce Domenico Tempio, il maggior poeta dialettale catanese; nel 1768 si celebra il matrimonio fra il re Ferdinando I di Borbone e Maria Carolina d'Austria, è l'occasione per erigere, in loro onore, una porta monumentale, l'attuale porta Garibaldi al Fortino; il 3 novembre 1801 nasce il grande compositore Vincenzo Bellini,in una casa sita nel Palazzo Gravina-Cruylas, ancor oggi sede del Museo Belliniano (L'impianto di palazzo  Gravina Cruyllas (nobile famiglia spagnola stanziatasi a Catania nel periodo medievale), ospita all' interno due Musei Civici:  il Museo casa natale Vincenzo Bellini e il Museo dedicato allo scultore, anch'esso catanese, Emilio Greco, esso risale agli anni della ricostruzione di Catania dopo il terremoto del 1693. L'assetto attuale del palazzo è riferibile alla metà del 700 e all'opera di un architetto da riconoscere più in Francesco Battaglia o in Giuseppe Palazzotto che in Gianbattista Vaccarini. L'iniziativa primaria della costituzione del Museo Civico Belliniano si deve a Giuliano che per primo pensò e sollecitò nel 1876 l'acquisto della casa natale belliniana e la fondazione di un museo che raccogliesse ciò che era appartenuto al musicista. La casa natale del Bellini è, di fatto, una semplice dépendance del palazzo Gravina Cruyllas, il cui ingresso insiste sull'attuale piazza San Francesco all'Immacolata, nel cuore del vecchio centro storico.