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      Apparizioni mariane 5 

GUADALUPE (MESSICO). Il santuario più visitato del mondo non è Lourdes, Loreto oppure Fatima, ma Guadalupe ai margini di Città del Messico. Quasi 20 milioni di persone visitano ogni anno i luoghi delle apparizioni di «Nostra amata Signora di Guadalupe», detta pure la «Patrona del Messico» o la «Calpestatrice del serpente». Ella apparve la prima volta in questa regione nel 1531 all'azteco Cuauhtlatohuac (nato nel 1474 e battezzato nel 1525 con il nome Juan Diego). Per apprezzare profondamente il significato di Guadalupe è importante conoscere il contesto storico-religioso del tempo dell'apparizione. La storia di Guadalupe inizia nel 1519 con l'arrivo in Messico dei conquistatori spagnoli agli ordini del capitano Hernàn Cortés. Quando gli Spagnoli, dalla costa,entrarono nella capitale azteca di Tenochtitlàn, fondata su un'isola del lago di Texcoco, ebbero a meravigliarsi per lo stato di avanzata cultura di questo popolo (circa dieci milioni di Aztechi). Al comando di questo popolo sedeva dal 1503 l'imperatore Montezuma, che era un mistico e sincero religioso. Il dio azteco, oggetto di venerazione suprema, era Quetzalcoatl («Il serpente piumato»), il cui culto si svolgeva in un tempio di pietra. A questo dio ogni anno venivano sacrificati ritualmente migliaia di persone. Secondo la tradizione religiosa degli Aztechi il loro dio aveva abitato fisicamente nei tempi primitivi in quel luogo tra loro.Sarebbe stato un sapiente dominatore che se ne era andato con la promessa di ritornare per assumere di nuovo il suo potere. Nel 1509 la sorella di Montezuma, la principessa Papanth, fece un sogno: vide giungere numerose grandi navi sull'Oceano che provenivano da un paese molto lontano,portavano croci nere sulle vele ed erano guidate da uomini bianchi. Costoro avevano intenzione di portare agli Aztechi la conoscenza del nuovo Dio. Per questioni strategiche, Cortés strinse allean za con i Tlaxcaltechi, un popolo nemico degli Aztechi. Così fu facile togliere a Montezuma il potere, nonostante costui avesse tributato agli Spagnoli festeggiamenti religiosi e una magnifica accoglienza. Cortés fece costruire dappertutto chiese cattoliche e volle che gli Aztechi si lasciassero battezzare. Nel 1528 Carlo V nominò l'uomo di Dio, Juan Zumàr- raga, primo vescovo del Nuovo Mondo il quale si impegnò con appassionato fervore nell'evangelizzazione del Messico. Tra i primi che si fecero battezzare volontariamente ci fu anche Juan Diego, sua moglie, del villaggio di Cuautitlan, e uno zio che abitava nel villaggio di Tolpetlac.Spesso essi si recavano,per assistere alle funzioni religiose, a Tenochtitlàn nella chiesa Santiago de Tlatilolco, eretta sulle rovine del tempio principale di Huitzilopochtlis, il dio della guerra degli Aztechi. La Santa Vergine apparve per la prima volta il sabato mattina del 9 dicembre 1531 a Juan Die­go (1474-1548), di Cuautitlan, appartenente agli indigeni macehuales. Quest'indigeno si era convertito al cattolicesimo e battezzato da poco tempo; egli coltivava un profondo rapporto con la Regina del cielo, che considera va sua madre. Un giorno si recò alla chiesa di Santa Cruz di Tlatilolco dove si celebrava la festa dell'Immacolata Conce zione. Si era messo in cammino a mezzanotte per percorrere i 24 km che lo separavano da questa celebrazione. Passan do vicino alla collina del Tepeyrac (dove nell'antichità si trovava il tempio del culto pagano della regina del serpente) udì un soave tono di musiche dolci e celesti e contemporaneamente vide una nuvola bianca circondata da una luce meravigliosa. Juan Diego credette di essere in Paradiso, si guardò intorno e non sentì nulla; frattanto era calato un profondo silenzio. Improvvisa mente una voce ruppe questo silenzio profondo, egli si sentì chiamare da una Signora con il suo nome: «Juanito!». Senza aver paura si diresse in cima all'altura e vi scorse subito una Signora ritta e maestosa, che lo invitò ad avvicinarsi. Una volta davanti a lei, rimase stupefatto per la sua bellezza sovraumana: la sua veste era raggiante come il sole e i raggi che emanava penetravano le rocce dei dintorni; tutta la terra intorno aveva assunto i colori dell'arcobaleno e perfino i cespugli risplendevano di tutti i colori. Diego estasiato cadde in ginocchio e si mise in ascolto: «Juanito, tu sei il più piccolo dei miei figli, dove stai andando? Sia ben inteso da te che sei il più piccolo dei miei figli, che io sono la sempre Vergine, Santa Maria Madre del vero Dio, fonte di vita, del Creatore che tutto comprende, Signore del Cielo e della terra. Ardentemente desidero che mi sia costruito qui un tempio, dove io possa offrire tutto il mio amore e la mia compassione, l'aiuto e la protezione perché io sono la vostra Madre misericordiosa. Tua e di tutti gli abitanti di questa terra, dei devoti che m'invocano con fiducia e dei quali sento i lamenti. Io voglio perciò porre rimedio ai loro dolori, a tutte le difficoltà e le sofferenze mostrandomi in questo luogo di culto che sarà costruito per tuo mezzo per realizzare la mia clemenza. Tu andrai perciò al palazzo del vescovo di Città del Messico a dirgli che ti ho mandato io e che desidero che mi costruisca un tempio sulla spianata. Gli dirai esattamente quanto hai visto e udito, sii certo che io ti sarò molto grata per questo compito e tu meriterai una ricompensa per lo sforzo e la fatica d'aver compiuto la mia missione. Va' e adempila! Adesso che hai ben compreso il mio comando». Juan Diego si dichiarò pronto al servizio e si mise in cammi no per raggiungere la residenza del vescovo, frate Juan de Zumàrraga dell'Ordine dei francescani, per riferirgli il messaggio della Signora del Cielo. Solo faticosamente riuscì a farsi ascoltare, ma il vescovo non gli diede peso, gli promise solo che ci avrebbe riflettuto. Sulla via del ritorno Diego riferì alla SS. Vergine la risposta del vescovo e la esortò ad affidare quest'incarico a una persona importante che avesse potuto avere più credibilità di fronte al vescovo. Allora Maria lo tranquillizzò e lo incoraggiò. Dopo aver ascoltato attentamente la Madre di Dio, Juan Diego si sentì tranquillizzato e incoraggiato a continuare la missione, quindi promise alla Madonna che la mattina seguente si sarebbe recato di nuovo dal vescovo e poi la sera sarebbe ritornato con la risposta. La domenica, infatti, giunse primo di tutti alla santa Messa e dopo averla ascoltata fece ore di attesa e di trafila per riuscire di nuovo a parlare col vescovo. Juan supplicò l'uomo di Dio, mostrando vere e copiose lacrime di sofferenza, di esaudire il desiderio della Madre celeste. Questa volta il vescovo iniziò a credergli e, allo scopo di esaminare la cosa, pose a Juan Diego molte domande precise, infine gli chiese un segno dal cielo; il devoto ringraziò il vescovo e corse a dar notizia a Maria. L'uomo di Dio inviò alcuni servi affinché lo osservassero da lontano, ma costoro lo persero di vista nei pressi della montagna e pensarono che il devoto fosse un imbroglione. Diego era invece già dinanzi alla Madonna per riferirle la risposta del vescovo. Il giorno dopo Juan Diego avrebbe dovuto presentarsi alla Madonna, come era rimasto d'accordo con lei, ma non poté adempiere alla promessa perché aveva trovato lo zio, Juan Bernardino,gravemente ammalato con una fortissima febbre. Tutta la notte e il giorno seguente il veggente si era occupato dello zio: chiamò il medico del villaggio e cercò erbe medicamentose, ma siccome le condizioni dell'ammalato continuavano a peggiorare, il martedì mattina dovette correre a Tlatilolco per chiamare un prete. Per raggiungere in fretta la città prese un'altra via, aggirando la collina; si vide allora di fronte la Signora, avvolta in una luce splendente, che gli tagliò la strada. Con la sua voce amorevole gli chiese: «Cosa accade figlioletto mio, dove vai?».Timoroso e confuso, le raccontò l'accaduto e le disse che adesso doveva andare per la strada più breve in città, ma che il giorno seguente sarebbe di nuovo ritornato da lei sulla montagna; infine le chiese perdono per la sua mancanza. In quel momento senti penetrare nella profondità del cuore l'amore profondo di Maria. La Madonna gli disse qualcosa e di non preoccuparsi dello zio, poi gli espresse un desiderio... Quando la Vergine finì di parlare, Juan Diego si sentì consolato e profondamente rinvigorito, volendo subito adempiere alla volon tà della Signora del Cielo, salì sulla cima della collina di Tepeyrac per cogliere delle fresche e splendide rose di Castiglia sbocciate miracolosamente fuori stagione. Il veggente le raccolse, allargando il suo mantello (tilma) come se fosse un grembiule, e le mostrò così a Maria SS. Poi Ella gli diede un messaggio per il vescovo. Diego non andò dal prete ma, secondo le istruzioni della Madonna, si incamminò a passo svelto verso la città; giunto nei pressi della mede sima fu subito notato dalla servitù del vescovo. Ad attenderlo quindi non ci fu solo il vescovo ma anche importanti personalità, come il vescovo Don Sebastian Ramirez Fuenleal. Juan Diego si inginocchiò davanti al francescano, uomo di Dio, e gli riportò il messaggio della Madonna, poi aprì il mantello bianco che aveva fino allora tenuto stretto al petto. Appena quelle rose furono cadute, apparve sul mantello la bellissima immagine della Madre di Dio, quale si può ammirare oggi nel santuario di Tepeyrac: lo stesso Juan Diego rimase commosso nel vedere l'immagine della Santa Vergine, così come gli appariva in quel tempo. A quel doppio fenomeno miracoloso, prima i fiori in quella stagione e poi l'immagine acheropita, tutti i presenti furono profondamente toccati e si misero in ginocchio. La notizia del miracolo si diffuse subito nei paraggi, allargandosi sempre più. Zumàrraga ordinò per prima cosa la costruzione di una cappella sul luogo delle apparizioni, e poi subito fece avanzare i piani per la costruzione di una basilica. Il vescovo volle subito visitare con il suo seguito questo luogo. Diego fu portato a casa in modo trionfale dai devoti e constatò che suo zio aveva ricevuto il miracolo della guarigione. Per bocca stessa di quest'ultimo il veggente apprese che improvvisa mente Juan Bernardino aveva visto una luce invadere la stanza e gli era comparsa una Signora bellissima che irradiava calma e pace. Appena ebbe quell'apparizione si sentì liberato dal male, dalla febbre e dalla debolezza, e cadde in ginocchio ai piedi della Signora silenziosa. Poi Ella lo informò dell'incontro con suo nipote e dell'immagine che era stata impressa nel suo mantello. Infine la Signora celeste gli manifestò il titolo nella lingua locale con cui desiderava essere chiamata e venerata in quel luogo: «La sempre Vergine Santa Maria di Guadalupe». Per il popolo messicano Maria SS. proclama la salvezza per mezzo dei fiori e del canto. La Signora del Cielo si presenta in lingua nahuatl promettendo soccorso e protezione a tutti gli uomini. L'immagine di una Maria messicana impressa miracolosamente sul mantello, il linguaggio locale usato da lei stessa come titolo devozionale, il rapporto con le antiche divinità e gli eventi miracolosi in relazione con le apparizioni stimolarono una conversione di massa tra gli Aztechi: quasi 9 milioni di indigeni furono battezzati in pochi anni. Il veggente si consacrò interamente alla Santa Vergine di Guadalupe, ritirandosi a vivere vicino alla chiesetta del Tepeyrac. Curò il pellegrinaggio e assistette amorevolmente i pellegrini. Visse come un asceta, testi­mone e apostolo. Quando Zumàrraga, dopo la morte dello zio, lo visitò, si sprigionò sul luogo dell'ultima apparizione una fonte di acqua sorgiva che ancor oggi scorre e viene considerata acqua terapeutica. Il 30 maggio 1548 Juan Diego morì. Nel 1600 la cappella fu per la prima volta considerevolmente allargata e nel 1622 nuovamente ristrutturata. Nel 1694 finalmente fu posta la prima pietra per la fondazione di una grande basilica; nel 1709 l'icona dell'immagine miracolosa del­la Madonna venne spostata sull'altare maggiore. La straordinaria icona resistette per 178 anni agli influssi del tempo, al fumo delle candele e al sudore dei pellegrini. Ancor oggi, nonostante i secoli trascorsi, possiamo contemplare una Madonna dai colori vivi che emana una tenerezza infinita.  La tilma è un ruvido mantello (168x105 cm), tessuto in una fibra tipica di agave messicana, costituito da due pezzi di questo materiale (anteriore e posteriore) cuciti con filo bianco. L'immagine della Vergine dipinta sopra (l'icona miracolosa) è grande 143x55 cm. Maria è di colore bruno, come gli indios, mani giunte, aspetto nobile, vestito rosa bordato di fiori. Un velo o manto azzurro­mare trapunto di stelle dorate le copre il capo e scende fino ai piedi che poggiano sulla luna. Dodici raggi di sole le incorniciano il volto. Gli esami effettuati sulla tilma di Juan Diego hanno dimostrato che in ogni caso i colori non hanno nessuna origine terrena e i materiali sono del tutto sconosciuti e quindi non analizzabili. Nel 1929 un minuzioso esame scientifico scoprì con più ingrandimenti che nelle pupille degli occhi di Maria è riflessa come in una pellicola fotografica l'immagine del veggente e di alcune persone presenti al miracolo delle rose. Nonostante tutte le ricerche e gli esami il fenomeno resta scientificamente inspiegabile; un evento soprannaturale sulla Terra. Rapidamente Maria fu considerata la protettrice del Messico. Tante copie dell'immagine dipinta sul mantello di Diego furono riprodotte e divennero oggetto di culto. Nel 1737 la SS. Vergine fu dichiarata patrona del Messico. Venticinque papi hanno reagito positivamente alle apparizioni e al miracolo. Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato Maria «Madre delle due Americhe». Nel 1754 fu istituita una festa maggiore con il Breve pontificio Non est Equidem e la basilica di Guadalupe fu elevata al rango della Basilica Laterana di Roma. Papa Leone XIII dispose che il 12 ottobre 1895 venisse celebrata l'incoronazione dell'immagine miracolosa. Oggi Guadalupe è il cuore del pellegrinaggio sudamericano

MARE DEL NORD. (INGHILTERRA). L'abate Helsim si era recato in Danimarca per compiere una missione di pace per il re inglese. Sulla via del ritorno si scatenò una tremenda tempesta e siccome sembrava già che tutto fosse perduto, Helsim si rivolse in preghiera per rendere l'anima a Dio. Improvvisamente apparve, tra le nuvole della tempesta, la Santa Vergine (1070) che promise all'abate la salvezza, supplicandolo di impegnarsi a introdurre la festa dell'Immacolata Concezione in Inghilterra e in Normandia. Dopo il fortunato ritorno, l'abate riuscì a introdurre la festa in Inghilterra e a soddisfare così il desiderio della Madre di Dio.  

LIEGI (BELGIO).  Il famoso abate Rupert de Deutz (+1129) fu oblato nell'abbazia San Laurentius di Liegi. Siccome egli, nonostante il più grande impegno, non riusciva a ottenere buoni risultati negli studi, decise di rivolgersi alla Madre di Dio supplicandola di venirgli in aiuto. La Madonna apparve (1085) al giovane religioso e gli promise il dono della scienza da dedicare in tutta umiltà a onore di Dio. Rupert svolse una fruttuosa attività di scrittore e fu ordinato sacerdote nel 1106. In tutte le sue opere si nota una profonda devozione mariana e in particolare una vasta conoscenza della patristica, che lo fa annoverare tra i più noti e influenti scrittori della sua epoca.  

 

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