Un po’ di tutto per tutti    

          Apparizioni mariane 47

CAIAZZO (CAMPANIA). Teresa Musco (1943-1976) ebbe il dono, fin dalla più tenera infanzia, di numero se apparizioni della Madre di Dio. Dedicò tutta la sua vita a Dio come anima espiatrice e fu accompagnata dalla Madonna nel corso della sua vita in tale cammino di sofferenze. Una vita piena di difficoltà, attraverso le malattie e l'incomprensione del padre, fecero maturare Teresa nello spirito interiore e la resero sensibile ai richiami della vita mistica. Dopo molte malattie (alla fine della sua vita contò centoquaranta operazioni), nel 1967, ricevette la grazia delle sante Stigmate e sopportò questi dolori ancora per nove anni, con grandissima pazienza. Grazie al suo Diario, che iniziò a scrivere sembra per incarico diretto di Maria SS., conosciamo numerosi dettagli della sua vita mistica. Teresa iniziò a scrivere saltuariamente il Diario nel 1951 e poi dal 1955 regolarmente (alla fine aveva riempito 2600 pagine). Sotto la guida della Madre celeste - Dai ricordi dell'infanzia descritti da Teresa apprendiamo che ebbe la prima apparizione della Mamma del Redentore all'età di cinque anni, nel gennaio del 1948. Un giorno iniziò a grandinare in modo violento, allora la bambina uscì per afferrare la grandine e giocare, il padre la vide, la percosse e la riportò in casa. Poco tempo dopo la bambina vide una «donna bellissima» alla quale narrò la vicenda. La Signora, dopo aver ascoltato la storia pazientemente, le disse: «Vedi bambina mia, tuo padre ha fatto proprio bene». Riportandosi a questo ricordo Teresa  così scrisse: «Mamma, come mi sento tranquilla sotto la protezione del tuo mantello! Fin dalla mia infanzia più tenera tu sei stata, o Madre, la luce dei miei occhi, la via che mi ha guidato a Gesù, il nodo sicuro di tutte le mie azioni, il punto di riferimento nelle ore di oscurità. Dalla mia infanzia, o cara Madre, mi hai preso tra le braccia e mi hai lasciato sentire il tuo immenso Amore e da allora non mi hai più lasciato». Un giorno dopo la prima apparizione, Teresa subì una scottatura alla gamba dalla quale derivò una ferita terribile. Quattro giorni dopo rivide «la bella Signora» che raccoglieva «erba di san Giovanni» e gliela pose sulla ferita. Immediatamente dopo questa visione la ferita si sanò e non ne rimase nemmeno più la cicatrice. In segno di gratitudine Teresa iniziò a dedicare alla Santa Vergine piccoli sacrifici espiatori. In un'altra apparizione, udì la bella Signora dire: «Bambina mia, io sono la Madre che ti guida sul cammino che piace al mio amato Figlio. Io mi rallegro del sacrificio che mi dedichi, ma desidero anche che tu sia perseverante e vada oltre». Una settimana dopo Teresa vide una Signora comparire in un chiarore meraviglioso che le disse: «Sai che io sono tua Madre e sono venuta per dirti che dovresti lasciare la tua casa paterna per vivere a Caserta; qui incontrerai una piccola donna con i capelli grigi brizzolati e occhi neri, lei starà con te dalla parte delle tue difficoltà e sarà la tua madre spirituale». Un paio di giorni dopo quest'apparizione, la Santa Vergine con il suo Angelo custode apparvero a Teresa più volte, pregarono con lei e la istruirono sul modo di predisporsi per le piccole opere sacrificali affinché i frutti delle medesime potessero giungere alle povere anime per la loro salvezza. In quel periodo, Teresa ricevette anche alcune apparizioni del Bambino Gesù. Quando il padre di Teresa si ammalò la famiglia dovette combattere contro la miseria; il padre, a causa della sua malattia, cadeva in stati depressivi che venivano superati solo da attac­chi di rabbia contro la più piccola (Teresa). La veggente dovette contribuire alla sussistenza della famiglia facendo vari generi di lavoro e perciò rimase analfabeta. Maria SS., guidandole la mano, la istruì nel leggere e nello scrivere. Dal suo Diario così leggiamo: «13 agosto 1951. Avevo appena finito di recitare il santo Rosario ed ero sul terrazzo a prendere il sole, come mi aveva raccomandato il medico, quando udii improvvisamente un boato squarciare il cielo: tremante di paura guardai il cielo e vidi scendere una nuvola luminosa. La nuvola si aprì e ne uscì la Madonna Beata con le parole: "Io sono la Madonna, Maria l'Immacolata, sono qui per dirti che una grande catastrofe scenderà sull'umanità nella seconda metà di questo secolo se gli uomini non faranno in fretta a ravvedersi. Satana domina quasi su tutte le cose e ispira molti potenti della Terra e scienziati a costruire armi sempre più potenti e pericolose. Purtroppo essi non si ravvedono e non riescono a comprendere dove può portare questa follia, anche perché la pratica devozionale della preghiera non è più in uso presso molti. Le spine, che come tu vedi circondano il mio cuore, servono a espiare per i grandi peccatori e criminali dell'umanità che commettono le più grandi colpe di fronte al Cuore di mio Figlio. Figlia mia io ti prego di offrire le pratiche espiatrici per amore di mio Figlio"». Il 30 settembre, la Madre di Dio le disse: «Teresa, figlia mia, le tue sofferenze le devi sempre espiare, finché non diventerai tu stessa un sacrificio vivente. Io ti benedico per fare in modo che tu non divenga impaziente nell'assolvimento di tale compito. Se tu consegnerai questo al tuo Padre celeste tutto diventerà perle e brillanti, e mio Figlio ti darà un grande premio per quello che avrai fatto...». «Io ti voglio dire che il mondo è pieno di male. Sono apparsa in Portogallo, a Lourdes e La Salette, dove ho lasciato i miei messaggi, ma quasi nessuno mi ha ascoltato, ho potuto aprire e convertire solo pochi cuori induriti. Io parlerò con te del terzo mistero di Fatima. Ti devo pregare però innanzitutto di maturare, di non giocare perciò con altri fanciulli come te. Io voglio saperti a casa e parlare con te di questo mistero che ho rivelato a Lucia: esso è stato già da lungo tempo letto ma non è stato ancora annunciato a nessuno. Le autorità ecclesiastiche vogliono tenerlo riservato per loro, nessuno vuol prendersi la responsabilità di renderlo pubblico al mondo prima della venuta di Paolo VI, il quale accoglierà Lucia e le dirà: da tanto tempo attendo questa visita... Il papa attuale esorta tutto il mondo alla preghiera e alla penitenza, ma non osa parlarne poiché il mistero porta verità orrende» (La data in cui Teresa scrive questa visione è il 1° gennaio 1952, tempo nel quale ella non poteva sapere di papa Paolo VI). Il giorno delle rose - Il pomeriggio del 15 settembre 1952 Teresa scrisse di aver avuto un'altra apparizione della Madonna, come la prima volta, dalla nuvola. La Madonna questa volta ave­va capelli d'oro e le labbra come due fiamme; portava una cintura scintillante come il sole ed era cinta da un'aurea luminosa. Alle dita portava anelli di perle preziose. Rivolta alla piccola veggente la invitò a seguire il calvario di suo Figlio Gesù Cristo. Teresa accettò senza aver dubbi. Allora la SS. Vergine le fece un segno della croce e un Angelo fece piovere petali di rose bianche. Alcuni si dissolsero nell'aria prima di toccare il suolo, altri erano rimasti sulla terrazza dove Teresa si trovava nella profonda contemplazione della Madre di Dio. Il padre scoprì quei petali, si arrabbiò e inviò Teresa a prendere la scopa: quando fu di ritorno, non ne trovò più uno, un Angelo li aveva raccolti. La veggente riportò l'episodio del 15 settembre come « Il giorno delle rose». La promessa sacrificale e il programma di vita spirituale - Natale 1952: mentre la famiglia di Teresa si era recata alla santa Messa, ella giaceva a letto con la febbre alta, allora le apparve la Madre di Dio con il Bambino e la consolò, poi le mostrò il Bambino ricordandole quanto Egli aveva sofferto nella vita. Infine mostrò il suo calore materno stringendo Gesù al suo petto. A questo punto Teresa vide il tenero Bambinello che apri le sue labbra purpuree e disse: «Teresa promettimi di diventare in mio nome e per il mio amore vittima sacrificale»; alla risposta di affermativo entusiasmo della veggente, Gesù replicò: «Non mi accontento delle sole parole ma voglio che tu scriva questa promessa!». Mentre Teresa scriveva quello che aveva detto, notò che lo stava facendo con il sangue. «Tutto il giorno di Natale giacqui con la febbre alta, ma alle nove, mentre tutti dormivano, mi si mostrò di nuovo la Madre del Cielo mentre allattava il Bambino». Nel 1954, la Madre celeste dettò a Teresa il seguente programma di vita: Dio solo come supremo scopo, Gesù come modello, Maria come guida, L'Angelo come protezione. Io sempre in espiazione. Un programma di vita perfetto in cinque punti. Non c'era nessun programma di vita migliore per una ragazza di dieci anni, e questo fu il programma che Teresa realizzò durante la sua breve vita. Il rapporto con il padre - Frattanto la veggente aveva conosciuto un ragazzo devoto che le si era affezionato e dimostrava una profonda comprensione per il suo cammino spirituale. Purtroppo improvvisamente perse la vita in un incidente automobilistico. Fu un duro colpo per la ragazza. Maria SS. l'aiutò a capire che la sua via definitiva era quella della croce. Frattanto il rapporto col padre si faceva sempre più teso, egli non aveva nessuna comprensione per i problemi di sua figlia, anzi la trattava come un'ipocrita. Le sofferenze indescrivibili - Dal 31 agosto 1957 Teresa iniziò ad accusare forti dolori alle mani, ai piedi e ai fianchi. Le mani erano divenute rosse e al centro delle palme apparvero delle piaghe che poi cominciarono ad aprirsi! Il giorno 1° gennaio 1964 così scrive del suo tredicesimo anno di sofferenza: «Gli anni corrono in fretta, io lo noto appena, perché gioisco nel soffrire con l'unico scopo di aiutare i preti, i peccatori e per espiare i miei peccati... Io prego e ardo per il mio grande amore verso Gesù, a lui ho dedicato la mia vita, la mia anima e il mio corpo e lo voglio ancora più profondamente... Senza Gesù non posso vivere!». Quando la veggente compì trentatré anni, gli anni di Gesù, il suo «Amato», era martoriata dalle malattie, dalle operazioni e dalle diverse terapie: spesso trascorreva settimane e mesi in cliniche differenti, quando poteva ritornare a casa era tormen­tata dal padre che si rifiutava perfino di mettere piede in casa finché vi restava la figlia! A Caserta - Infine Teresa traslocò a Caserta insieme a suo fratello Pietro. In questa città trovò un'ottima accoglienza, specialmente da parte di «zia Antonietta» che la prese tantissimo a cuore e si prese cura di lei. Molte persone raccoglievano denaro per pagare tutte le sue necessità. Don Franco Amico, il parroco di Castel Volturno, divenne il suo confessore e ne assunse l'assistenza spirituale negli ultimi anni. L'8 settembre 1968 suor Dorina di Calabria si offrì di accompagnarla in un pellegrinaggio a Lourdes. La condizione disastrosa di Teresa rendeva disperato quel tentativo, ma infine riuscirono a raggiungere Lourdes. Teresa volle subito entrare nella Grotta, e dopo essersi bagnata pensando a Gesù, vide la Santa Vergine che le parlò del suo Cuore misericordioso, rifugio di tutti i peccatori, e della salvezza del mondo e le ricordò il suo compito espiatorio. Dal 1971 nella casa di Teresa Musco si manifestarono diversi fenomeni: sui quadri e sulle statue mariane si resero evidenti frequenti lacrimazioni, anche di sangue. Alcune persone furono testimoni di questi segni miracolosi. La cosa presto divenne pubblica e perfino i giornali ne diedero notizia. Frattanto, a intervalli irregolari, i fenomeni si ripetevano. Particolarmente le sanguinazioni da un dipinto del sacro volto di Gesù che furono attestate il 26 febbraio 1975. Il quadro venne esaminato da personaggi ecclesiatici, come anche da sua eccellenza monsignor Roberti e dal fondatore del movimento mariano sacerdotale, don Stefano Gobbi. Durante la sua breve vita terrestre, in particolar modo durante gli otto anni del suo soggiorno a Caserta, Teresa Musco esercitò un provato e terribile apostolato, sia con il suo esempio, sia attraverso la sua parola. Da tutte le parti giungevano persone per vederla, parlarle e chiederle intercessioni presso la Madonna. La veggente ebbe per tutti una parola buona, una parola che conosceva la via del cuore di ognuno: tra tutti coloro che si avvicinarono a Teresa, in soli otto mesi (dal 1° ottobre 1975 fino al luglio 1976) furono annotati circa sessanta sacerdoti, oltre quaranta suore e un numero significativo di semplici fedeli provenienti da Roma, Roccasecca, Ponza, Napoli, Frattamaggiore, Pozzuoli, Capua Vetere, Castel Volturno, Salerno, Benevento, Castellammare e da tante altre cittadine e paesi. Circa quattrocento fedeli ebbero la fortuna di conoscere Teresa e parlarle. Molti di loro percepirono la santa atmosfera e i fenomeni insoliti che regnavano nell'appartamento di Teresa. Numerosi visitatori si riconvertirono ai sacramenti e a una vita cristiana. L'ultimo scritto di Teresa nel suo Diario è datato 2 aprile 1976, ella vi descrive quello che le disse la Madre celeste: «Figlia mia queste mie lacrime muoveranno molti a un rinnovamento del cuore, esse sono fatte per i "freddi" e per gli altri che non hanno una giusta volontà. Ma per tutti coloro che non pregano e dicono che la preghiera è una forma di fanatismo, allora devi sapere, figlia mia, che queste lacrime saranno la loro condanna se non si convertiranno a tempo». Alla fine della sua vita, Teresa fu sottoposta sempre più frequentemente a dialisi. La mistica spese le sue ultime parole per una compagna di sofferenze in una clinica di Napoli, dove si trovava sottoposta a dialisi. Mentre era in attesa le fu domandato dalla compagna: «Perché il Signore mi lascia soffrire in questo modo?». Allora la veggente le rispose: «Il Signore premia bene le nostre sofferenze, niente va perduto! Gesù per mostrarci il suo infinito amore è morto sulla croce. Beati noi dunque se possiamo soffrire e sacrificarci tutti al Signore». Il 19 agosto 1976, circa alle 20.30 Teresa pose termine al suo calvario su questa Terra e poté abbracciare Gesù. Il suo corpo fu portato dall'ospedale delle sofferenze fisiche alla casa paterna delle sofferenze morali. Una moltitudine di persone l'accompagnò all'ultima dimora chiamandola «santa Teresa di Gesù Crocifisso». 

GERUSALEMME (ISRAELE). La Madonna apparve a Gerusalemme in una cappella copta, vestita di bianco con un largo mantello blu. Fanciulli e adulti furono testimoni dell'apparizione.  

LOURDES (FRANCIA). Reinhold Bartsch, recatosi a Lourdes per un pellegrinaggio devozionale, ebbe tra il 12 e il 15 agosto quattro apparizioni dell'Immacolata Concezione con la corona sul capo. Nell'ultima apparizione, gli affidò anche un messaggio il cui contenuto è questo: Maria SS. ha pianto a Siracusa a causa dei peccati dell'umanità, ma anche perché le sue apparizioni finora non sono state considerate sufficientemente. La prudenza smisurata del Tribunale ecclesiastico nei confronti delle manifestazioni celesti si rivolta contro la Chiesa. Il più grande pericolo che minaccia l'umanità viene da Oriente.  

MEZZOLOMBARDO (TRENTINO ALTO ADIGE). Un quadro della Madonna di Siracusa posto sul letto del piccolo Roberto Degregori fu visto lacrimare tra il 1° e il 2 aprile.  

GAETA (LAZIO). Il 9 maggio 1959 fu visto lacrimare a Gaeta un quadro della «Nostra amata Signora di Pompei».  

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