Un po’ di tutto per tutti    

                   Apparizioni mariane 41

PFAFFENHOFEN, MARIENFRIED (GERMANIA). La Santa Vergine Maria apparve a Barbara Ruess nel villaggio di Pfaffenhofen, diocesi di Augusta. In queste apparizioni la Madonna si autodefinì «la grande Mediatrice della grazia». Ella raccontò alla donna la sua vittoria sulla stella dell'abisso (il demonio) ed esortò, mediante Barbara, l'umani tà alla fiducia verso il suo Cuore Immacolato e a espiare con la recita del Rosario e la preghiera. La Madonna, in queste apparizioni, si rifiutò di produrre miracoli per il fatto che essi danno all'uomo solo una fede provvisoria senza durata. Per questo motivo le apparizioni mariane di Pfaffenhofen, Marienfried non furono riconosciute dalla Chiesa (assenza di miracoli). Il vescovo di Regensburg dichiarò le apparizioni mariane di Pfaffenhofen: «Un messaggio di insolita testimonianza che sintetizza quasi tutto quello che è stato detto nelle precedenti apparizioni».Anche se la Chiesa non ha ancora ufficialmente riconosciuto le apparizioni e i messaggi di Pfaffenhofen, questi restano, tra gli avvenimenti mariani degli ultimi tempi, tra i più significativi e convincenti. Riportiamo una breve panoramica dell'episodio soprannaturale: Ante- fatti - Il 13 maggio 1940 era il lunedì di Pentecoste e l'anniversario della prima apparizione di Fatima. Barbara Ruess di Pfaffenhofen decise di andare nel bosco ai margini del villaggio. A quel tempo la ragazza aveva 16 anni e faceva volentieri delle belle passeggiate nel bosco mentre recitava il Rosario. Quel giorno stava appunto domandandosi quali misteri del Rosario recitare, i gloriosi o i gaudiosi, quando una Signora improvvisamente la raggiunse sul cammino, le si avvicinò e dopo un breve saluto così le disse: «Tu stai pensando che corona devi recitare. Io ti voglio insegnare un altro Rosario così preghiamo insieme». Barbara allora le chiese: «Scusi, come mai conosce il mio pensiero? Chi è lei?». La Signora rispose: «Non è importante saperlo, ma se tu reciterai con diligenza questo Rosario imparerai a conoscermi meglio». Così la Signora le insegnò il Rosario dell'Immacolata dove, dopo i soliti misteri, vengono recitate queste altre invocazioni: Per la tua Immacolata Concezione, salvaci! Per la tua Immacolata Concezione, guidaci! Per la tua Immacolata Concezione, santificaci! Per la tua Immacolata Concezione, governaci! La Signora aggiunse anche che secondo la necessità si poteva scegliere l'intenzione sia per una singola persona che per una comunità intera. Barbara aveva notato, che durante la recita del santo Rosario, la Signora non pronunciava una parte del Padre Nostro e del Gloria. Appena ebbero finito, la straniera si allontanò seguendo una strada laterale. Barbara rimase fortemente impressionata dalla vicenda e desiderò profondamente incontrare di nuovo quella così buona Signora dal volto e dall'abito semplici. Da quel giorno la ragazza recitò sempre più spesso questo Rosario e non parlò con nessuno della vicenda. Prima apparizione (26 aprile 1946) - Il 29 settembre 1943, alla festa di san Michele Arcangelo, il parroco Martin Humpf si insediò nella parrocchia di Pfaffenhofen. Sua sorella Anna l'aiutava col suo lavoro, non solo come domestica, ma anche come collaboratrice nella cura delle anime. Aveva organizzato un gruppo femminile di apostolato religioso che aveva posto al centro del suo ideale religioso Maria. In questo gruppo c'era anche Barbara Ruess. La ragazza divenne amica di Anna Humpf e collaborò attivamente alla for­mazione del gruppo. Il 25 aprile 1946 a Pfaffenhofen i bambini della prima comunione andarono con il parroco nel bosco per cercare un posto adatto alla costruzione di una cappella votiva. Il luogo di culto era un omaggio in segno di ringraziamento alla Santa Vergine Maria per lo scampato pericolo della guerra appena passata. Andarono con loro anche Anna e Barbara e portarono un'immagine della Madonna di Schõnstatt, preparata da Anna per l'edicola mariana della nuova cappella. Durante l'escursione il parroco raccontò la storia dell'origine di Santa Maria Maggiore a Roma. Poi tutti insieme recitarono il Rosario e scelsero il luogo per l'erezione della cappella. Si misero allora tutti insieme a dissodare il terreno attorno a un giovane ciliegio dove era stato appeso il quadro della Madonna che aveva portato Anna. Mentre lavoravano alacremente, e a tutto pensavano fuorché a un fenomeno soprannaturale, Barbara si sentì chiamare e subito si allontanò verso l'interno del bosco. Solo Anna la vide ferma e in ascolto come se parlasse con qualcuno. Poi la ragazza ritornò raggiante di gioia e narrò del suo incontro con la «Signora»: «Quando le ho chiesto chi fosse e da dove venisse, Ella mi ha risposto: "Se non avessi il velo tu mi riconosceresti!". Era la medesima "persona" che avevo incontrato il lunedì di Pentecoste del 1940 ed Ella mi ha detto queste cose che non capisco:"Io sono il segno,ma il mio segno vincerà la stella. Io stabilirò la pace là dove la fiducia è maggio re, e là dove si insegna agli uomini che io posso tutto presso Dio. Quando tutti gli uomini avranno fiducia nella mia potenza ci sarà la pace". Congedandosi, Ella disse ancora: "La pace di Cristo sia con tutti voi e con tutti coloro che qui pregano"». Allora il parroco fu convinto che questo modo di esprimersi poteva appartenere solo dalla SS. Vergine. Barbara era rimasta scettica e confusa, mentre Anna si ricordò degli accenni che quest'ultima le aveva fatto tempo prima, in confidenza, sulla sua infanzia, dicendole che aveva visto qualche volta gli Angeli e già da bambina si era consacrata a Maria. Seconda apparizione (25 maggio 1946) - Il mattino del 25 maggio 1946 Barbara fu invitata dello Angelo, che le appariva spesso e che si era autodefinito «l'Angelo della grande Mediatrice delle grazie», di recarsi quel giorno a Marienfried. Allora la ragazza pregò Anna, la sorella del parroco, di accompagnarla, poi ci ripensò e decise di non andare per non cedere a un'altra illusione. Il parroco invece le consigliò di obbedire all'Angelo come aveva sempre fatto. Infine si convinse e si recò a Marienfried. Poco dopo le cinque pomeridiane, Anna e Barbara si recarono alla cappelletta (Marienfried non dista che dieci o quindici minuti di cammino da Pfaffenhofen), l'ornarono di fiori e si misero a pregare. Mentre le due erano assorte nella preghiera, Barbara vide l'Angelo vicino all'albero che indicava con il dito qualcosa verso la destra. Qui si mostrava in piedi la misteriosa Signora velata. Era vestita tutta di bianco e portava un mantello bianco simile a uno scialle. I suoi capelli e gli occhi erano scuri. Dagli occhi e dal viso si irradiava una luminosità e una grande bontà. La Signora parlò di un velo,che non era certamente materiale,ma era d'impedimento a Barbara per vederla nella giusta figura. La Signora scostò un po' quel velo e la ragazza potè riconoscere la Santa Vergine Maria; allora esclamò: «Maria!». «Io sono la grande Mediatrice di tutte le grazie. Allo stesso modo in cui il mondo non può trovare misericordia presso il Padre se non per il sacrificio del Figlio, così voi non potete essere ascoltati da mio Figlio che per mezzo della mia intercessione. Cristo è così poco conosciuto perché io non sono conosciuta. Per questo motivo il Padre riversa la sua ira sui popoli poiché essi hanno rifiutato suo Figlio. Il mondo è stato consacrato al mio Cuore Immacolato, ma questa consacrazione è diventata per molti una terribile responsabilità. Io chiedo al mondo di vivere questa consacrazione. Abbiate una fiducia illimitata nel mio Cuore Immacolato! Credete mi, io posso tutto presso mio Figlio! Mettete al posto del vostro cuore macchiato dal peccato il mio Cuore Immacolato, e allora sarò io che attirerò la forza di Dio, e l'amore del Padre riprodurrà nuovamente in voi l'immagine perfetta di Cristo. Esaudite la mia preghiera, affinché Cristo possa presto regnare come Re di pace! lo devo ritirarmi con i miei figli. Nel segreto voglio operare prodigi nelle anime, finché il numero delle vittime non sia compiuto». Dette queste parole, la Signora diede ordine a Barbara di far conoscere tale messaggio al mondo intero. Ma la veggente replicò: «Io non riesco a ricordare tutto». La Signora rispose: «A tempo opportuno tu ricorderai esattamente ogni parola». Come prova dell'autenticità dell'apparizione, la bella Signora diede a Barbara l'ordine di andare a Kellerberg, sulla strada che porta da Pfaffenhofen a Beueren. «Là c'è un uomo che si trova in grande pericolo. Tu lo devi aiutare. E questo sarà il segno che tu non sei vittima di un inganno». A proposito del dubbio che Barbara aveva avuto al mattino pensando che tutto fosse una terribile illusione, la Signora le disse: «Vedi stamattina ti ho lasciata proprio sola, la mia grazia non era con te. Tu lo sperimenterai ancora spesso. Io ho bisogno di vittime sacrificali. Le più grandi grazie devono essere pagate a prezzo di tali sofferenze... Tu devi ritornare qui alla festa di san Guglielmo abate». Dopo il colloquio, l'Angelo che era presente, recitò una preghiera alla Madonna, con diverse invocazioni: «Opera come Madre di meravigliose grazie! Opera come triplice meravigliosa Madre, tu via della pace!Tu Madre degna di fiducia!Salvezza della cristianità! Tu grande! Tu fedele! Tu Mediatrice di tutte le grazie!». A ogni invocazione Barbara rispondeva: «Prega per noi». Poi l'Angelo, rivolgendosi verso Barbara e Anna, disse: «Inginocchiatevi!». Allora la Madonna impartì la sua benedizione aggiungendo: «Io vi trasmetto la pace di Cristo, in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!». Quando la Signora parlava con Barbara aveva lo stesso aspetto della prima volta, con le mani giunte. Però quando l'Angelo inco- minciò a pregare, Ella allargò le braccia e divenne splendente e di una bellezza indicibile. Lo splendore che appariva prima sul viso si rifletteva su tutta la sua persona. Sul capo si vedevano tre cerchi radiosi che formavano la figura di una corona. Mentre impartiva la benedizione, fu ricoperta di un tale splendore, tanto da divenire ancora più splendente di un raggio di luce. Barbara dovette distogliere lo sguardo per non rimanere abbagliata da quella visione. Quando alzò di nuovo gli occhi l'apparizione era scomparsa. La veggente più tardi giunse a Kellerberg, secondo il desiderio della Madonna; qui incontrò un uomo di nome Mario che, come le aveva detto la SS. Vergine, sembrava caduto nella più profonda miseria spirituale. Sembrava completamente disperato e nascondeva qualcosa sotto l'abito. Barbara gli domandò: «Che cosa tieni nascosto sotto il tuo vestito?». Egli rispose: «Nulla». Allora la ragazza gli disse ancora: «Tu hai una corda!». Poi Barbara lo guidò a Marienfried dove lo lasciò solo. La sera alcune ragazze andarono nella cappella e vi trovarono una corda appesa. L'uomo aveva certamente compreso la sua via, aveva lasciato la corda e viveva: la Madonna era intervenuta per salvare quell'uomo. Terza apparizione (25 giugno 1946) – Il 25 giugno 1946, festa di san Guglielmo abate, il parroco Humpf accompagnò Barbara e sua sorella alla cappellina. Avevano mantenuto segreto tutto ciò che era accaduto. Arrivati alla cappelletta pregarono un po' in silenzio. Barbara volle improvvisamente tornare a casa, ma Anna le parlò e la pregò di restare ancora. Così dopo poco Barbara vide l'apparizione e gridò: «Maria! Quanto sei bella!». Allora la Madre di Dio disse: «Io sono la grande Mediatrice delle grazie. Il Padre vuole che il mondo riconosca questo compito alla sua ancella. I suoi figli devono credere che io, continuando a essere la sposa dello Spirito Santo, sono la fedele Mediatrice di tutte le grazie. Solo i miei figli diletti riconoscono il mio segno che sta per apparire e si manifesta già in segreto, e perciò essi glorificano Dio. Così vuole il Signore. Io non posso manifestare adesso la mia potenza nella vastità del mondo. Ora devo ritirarmi insieme ai miei figli. Io compirò miracoli nel segreto delle anime, finché il numero delle vittime sarà completo. Dipende da voi abbreviare i giorni delle tenebre. Le vostre preghiere e i vostri sacrifici distruggeranno l'immagine della Bestia. Allora io mi potrò manifestare al mondo intero per la gloria dell'Onnipotente. Scegliete il mio segno, affinché presto Dio, Uno e Trino, sia adorato e onorato da tutti!...». Poi la Madonna incaricò Barbara di far conoscere questo messaggio al mondo: «Io voglio che gli uomini lo accolgano esatta mente come te lo rendo, parola per parola, notalo bene: di' agli uomini che io ho un nuovo messaggio per il mondo. Non è necessario svelare le circostanze esteriori e i dettagli. La cosa più importante è solo quella che si riconosca la mia volontà che è la volontà del Padre. Gli spiriti si divideranno a causa di questo messaggio. Moltissimi si scandalizzeranno, ma pochi lo capiranno esattamente e sapranno apprezzarlo. Queste persone riconosceranno in esso la mia volontà e ne saranno felici...». Allora Barbara le chiese se era la sua volontà che la cappella venisse costruita in quel luogo. La Madre di Dio replicò in questo modo: «Io ho esaudito il vostro desiderio, ora adempite la vostra promessa!». Alla domanda quale era il ritratto più adatto per la cappella, le fu risposto di prendere il quadro della «Madre tre volte ammirabile», l'immagine avrebbe accolto una piccola schiera che aveva già pregato molto e offerto sacrifici. Poi la Madre di Dio esortò Barbara e i suoi figlioli a lodare, glorificare e ringraziare di più l'Eterno. Appena la Santa Vergine ebbe finito di parlare, subito fu circondata da una sterminata schiera di Angeli e fin dove Barbara poteva spingere lo sguardo si stagliavano bianche figure: tra loro ce n'erano di grandissime e potenti. Gli Angeli erano avvolti in lunghe vesti bianche e si genuflettevano profondamente. Essi recitavano una preghiera speciale, «una preghiera di lode al Padre», che in principio fu espressa come un «cantico nuovo». Poi una parte degli Angeli rivolse un'altra preghiera al Padre: «Santo, Santo, Santo». Quando finirono, l'Angelo, che era lì fin dal primo momento dell'apparizio ne, disse a Barbara di ripetere la preghiera. Seguì una lode alla SS. Trinità con l'invocazione «Tu Mediatrice delle grazie». Barbara rispose: «Prega per noi». Il parroco e sua sorella, durante il colloquio di Barbara con l'apparizione, non avevano sentito nulla, avevano potuto osservare solo il movimento delle labbra della veggente e udirla recitare la preghiera di lode, pronunciata con ritmo scorrevole. Il parroco Humpf stenografò quello che la veggente pronunciava. La preghiera suona in questo modo:«Ave, O Eterno Sovrano, Dio vivente che esisti dall'eternità! Giudice tremendo e dal rigore ammirabile, Padre sempre buono e misericordioso, A te sia resa nuova ed eterna supplica, Lode, onore, gloria e maestà! Salute a te! Spirito dell'Eterno, Vivente nei secoli, Sorgente inesauribile di santità. Lode a te, per mezzo della tua Figlia vestita di sole, Nostra ammirabile Madre! Amen. “ Ave o Uomo-Dio immolato Agnello sanguinante, Re della pace, Albero della vita, tu nostro capo, Porta d'ingresso al Cuore del Padre, Figlio Eterno del Dio vivente, che con Colui che é, regni in eterno! A te sia data potenza, ora e nei secoli, E gloria e grandezza. E adorazione e riparazione e lode, Per mezzo della tua immacolata genitrice, Nostra ammirabile Madre! Amen.” “Ave, o Spirito dell'Eterno, In tutti i tempi torrente di santità, Operante in Dio dall'eternità. Torrente di fuoco dal Padre al Figlio, Uragano impetuoso, che spiri forza, luce e fuoco Nelle membra del Corpo mistico! Tu eterno incendio d'amore, Spirito di Dio che operi nei viventi, Tu rosso torrente di fuoco, che scorri eternamente vivo nei mortali, A Te sia data gloria, potenza e bellezza, Ora e in tutta l'eternità.  Per mezzo della tua sposa coronata di stelle, nostra ammirabile Madre! Amen». Infine la Madonna diede la sua benedizione come fece a maggio: allargò le braccia per benedire e disse una preghiera alla SS. Trinità. Pregò anche per la Chiesa affinché riconoscesse questo suo titolo e rispettasse la volontà del Padre. Segue a pag.42

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