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           Apparizioni mariane 33

KONNERSREUTH (GERMANIA). Teresa Neumann, nata nel 1898 (+ 1962) a Konnersreuth in Baviera, fu privilegiata da Dio nel­la primavera del 1926 e ottenne, dopo gravi sofferenze e la miracolosa guarigione, le sante Stigmate. Mediatrice di questa guarigione fu santa Teresa di Lisieux (+ 1897). Infatti Teresa Neumann guarì dalla sua cecità (1923) e da una grave distorsione alla spina dorsale nelle date corrispondenti alla beatificazione e canonizzazione di Teresa di Lisieux (il 29 aprile 1923 e il 17 maggio 1925). Dopo le sante Stigmate, Teresa ebbe numerosissime visioni specialmente della Passione di Gesù Cristo e della Santa Vergine Maria e innumerevoli esperienze mistico-estatiche. Godette dei seguenti doni mistici: assenza di alimentazione, conoscenza di altre lingue e la capacità di parlarle senza averle mai studiate, elevazione, conoscenza dei cuori umani, veggenza ecc. Le visioni di Teresa Neumann si susseguivano secondo il normale anno liturgico e le feste ecclesiastiche; queste visioni si ripetevano con molte variazioni di contenuto e si possono parago­nare a quelle di Maria Agreda e Anna Caterina Emmerick, anche se in alcuni punti differiscono (per esempio sulla morte della Santa Vergine). La mistica riceveva visioni nel cosiddetto "stato di quiete" e poteva sentire, rispondere e parlare, sebbene le visioni e le estasi mistiche la portassero nel mondo superiore. Nonostante il caso della mistica di Konnersreuth fosse abbastanza noto e sottoposto da autorevoli personaggi a ripetute inchieste, la Chiesa non ha ancora espresso il suo parere. Innumerevoli furono le visioni della mistica sulla Santa Vergine, ma non ebbe nessuna apparizione. 

MARLEMONT (FRANCIA). Maria P., una bambina di sei anni, ebbe la grazia di avere due apparizioni della Santa Vergine Maria nel luglio del 1926. Vide la SS. Madre di Dio mentre era in lacrime. La fanciulla fu talmente commossa dalle lacrime della Madonna che si sentì sollevata dal suolo. 

VARSAVIA (POLONIA). Suor Maria Faustina Kowalska, Elena al fonte battesimale, nacque nel 1905 a Glogowiec, nella Polonia centrale. A soli 15 anni manifestò l'intenzione di dedicarsi a Dio e perciò di farsi suora. Il giorno 1° agosto 1925 fu accolta nell'Istituto della Beata Vergine Maria della misericordia. Suor Faustina visse una vita breve ma intensa in un insolito rapporto con nostro Signore Gesù Cristo, la SS. Vergine Maria e il mondo celeste. A causa della sua fragile salute spesso la suora mistica fu costretta a permanere negli ospedali di differenti luoghi e a restare inchiodata a letto per lunghi periodi. Il caso della suora polacca resta esemplare. La sua vita su questa Ter­ra è racchiusa nell'arco di trentatré anni, dal 1,905 al 1938, dei quali tredici trascorsi in convento. I suoi genitori erano poveri contadini ed ella, dall'infanzia alla morte, fu impegnata in lavori faticosi e umili: come domestica, e poi in convento come sguattera, cuoca e fornaia. Non aveva tempo sufficiente per approfondire le conoscenze religiose, ma ricevette queste conoscenze grazie alla scienza divina infusa. Suor Faustina dedicò le sue sofferenze come mezzo espiatorio per la misericordia di Dio. Nel 1931 Gesù le ordinò in una visione di far dipingere una sua immagine che esprimesse simbolicamente la misericor­dia proveniente dal suo Cuore divino, cioè com'era apparso in quella visione: «Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: "Gesù confido in Te!". Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. La mia immagine c'è già nella tua anima. Io desidero che vi sia una festa della misericordia. Voglio che l'effigie che farai dipingere con il pennello venga solennemente benedetta». Il primo quadro di Gesù misericordioso, dipinto secondo le indicazioni di suor Faustina da Eugenio Kazimirowski a Wilno nel 1934, non corrisponde esattamente alla visione. Dopo la morte di costui, Adolf Hyla dipinse un secondo ritratto e que­sta immagine della misericordia fu diffusa in tutto il mondo. Il dipinto è tuttora appeso a una parete della cappella del convento di Cracovia dove suor Faustina visse dal 1936 fino alla sua morte. Nel 1935 Gesù le apparve di nuovo e le chiese di fondare una nuova Congregazione religiosa femminile intesa interamente al culto della misericordia divina. Suor Faustina ci ha lasciato il Diario meraviglioso delle sue esperienze mistiche. Lo ha scritto per ubbidire all'esplicita volontà di Gesù Cristo e a quella dei suoidirettori spirituali, don M. Sopocko e padre Andraz SJ. In questi quaderni possiamo apprendere come una creatura umana possa divenire un vaso di elezione e lasciarsi guidare dalla volontà mistica di Gesù Cristo, di sua Madre, la SS. Vergine Maria, e altre guide celesti. Così scrive suor Faustina: «La volontà di Dio è che tutto ciò avvenga per la consolazione delle anime». Sulla sua assoluta e fervente devozione verso la Madre di Dio leggiamo: «A Czestochowa rimasi là a pregare fino alle undici e mi sembrava di essere appena arrivata. In quest'occasione la Madre di Dio mi disse molte cose: "Non aver paura di nulla, figlia mia fedele. Parla  della misericordia di Dio per gli uomini affinché le anime acquistino fiducia verso di lui. La misericordia è il più grande ornamento del Trono divino". Affidai a lei i miei voti perpetui. Sentivo di essere la sua bambina e che lei era mia Madre. Non mi rifiutò nulla di quello che le chiesi». Suor Faustina passò nelle braccia del Signore il 5 ottobre 1938 e fu sepolta nel cimitero della Congregazione. Il 21 ottobre 1965 venne avviato il processo informativo per la canonizzazione, introdotto dal cardinale Wojtyla. Il 25 novembre 1966 i resti mortali della serva di Dio furono riesumati e traslati da questo cimitero alla cappella della casa delle suore di Cracovia. Nella stessa cappella fu posto il quadro di Gesù misericordioso; per questa ragione il luogo è divenuto un santuario del culto della misericordia divina. Il 7 marzo 1992, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha firmato il decreto sull'eroicità delle virtù della serva di Dio.  

TREPT (FRANCIA). Nella primavera dell'anno 1927 Maria SS. apparve a una bambina di 9 anni, Josephine Laroche e, dopo averla riempita di grazia divina, la pregò di promuovere l'erezione di una cappella con numerose statue di santi. La Madonna espresse il desiderio che il popolo vi si recasse a pregare intensamente e a espiare. Dopo quarantasei anni, nel marzo del 1973, Maria SS. le apparve di nuovo a Spital di Villefranche sur-Saòne (diocesi di Lione). 

FERDRUPT (FRANCIA). Maria SS. apparve a due ragazze (13 e 6 anni) ripetutamente dal 2 marzo al 20 aprile per ventisette volte. Disse di chiamarsi «Nostra amata Signora della grazia» e pregò affinché le si costruisse una cappella. La S.Vergine Maria era vestita tutta di bianco e senza mantello e irradiò tutt'intorno la sua magnifica energia celeste. 

ST. THEODORE DE CHERTSEY (CANADA). Dal 1929 Emma C. ricevette numerosi messaggi dalla Santa Vergine nello spirito di san Grignion de Monfort per destare nei cuori degli uomini la devozione mariana di «Maria regina del cuore» e per l'approfondimento della vita religiosa. 

CAMPINAS (BRASILE). Maria SS. apparve due volte (l'8 marzo e 1'8 aprile 1930) a suor Amalia, la cofondatrice dell'Istituto delle missionarie di Gesù crocifisso, e le mostrò la medaglia "Nostra amata Signora delle lacrime", istruendola sulla contemplazione del «Rosario delle lacrime» per la conversione dei peccatori. Un anno prima aveva già avuto un'apparizione di Gesù Cristo che le disse: «Accorderò la mia protezione a quei fedeli che mi pregano devotamente per le lacrime di mia Madre».

CHATEAUNEUF DE GALAURE (FRANCIA).  La Santa Vergine Maria apparve spesso a Marta Robin (1902-1981). All'età di 20 anni Marta fu colpita da una malattia che le provocò una paralisi progressiva. A partire dal 1928 restò definitivamente immobilizzata a letto e senza più essere in grado di assumere alcun tipo di alimento. Da allora visse per cinquant'anni senza alimentarsi e senza dormire. Fu stigmatizzata e per sua iniziativa nacque l'opera del Foyer de la charité, che si estese in breve tempo in tutto il mondo. Il cardinale Daniélou disse di lei: «La personalità più straordinaria del nostro secolo non è Giovanni XXIII oppure il generale De Gaulle, ma Marta Robin». Marta Robin nacque in una zona della Francia sudoccidentale, chiamata «Dróme». Il vescovo Marchand, in concelebrazione con altri 200 preti, tenne il 12 febbraio 1981 la cerimonia di sepoltura della «stigmatizzata di Dróme». Alla cerimonia funebre intervennero numerose persone: molte tra queste si erano riconvertite alla fede cristiana grazie all'ispirazione dell'energia mistica di Marta Robin. I genitori di Marta ebbero sei figli; ella fu la sesta, nacque il 13 marzo 1902 verso le ore 17 nella casa paterna. La futura serva di Dio fu battezzata il 5 aprile a Saint-Bonnet di Galaure. Un anno dopo superò un'epidemia di tifo che aveva imperversato nella zona. Da allora restò una bambina molto sensibile, delicata e malaticcia, ma allegra e sveglia di spirito. Ricevette la prima comunione solo nel 1912, perché alla data prevista la fanciulla giaceva a letto malata. La mistica aveva sempre amato Dio fin dalla più tenera età; aveva quasi sempre pregato a letto, e spesso parlava rivol­gendosi alla Madre di Dio. La Robin così si esprime: «Recitavo spesso delle preghiere in onore della SS. Vergine che avevo trovato in un gran libro delle preghiere del nonno. Quando andavo a fare spese nel villaggio portavo sempre il santo Rosa­rio in tasca e pregavo durante il cammino».Dopo il periodo scolastico iniziò a lavorare nei campi e sul pascolo; Marta era una contadinella, amava questo lavoro e utilizzava anche questo tempo per pregare. Il suo comportamento sembrava simile a quello delle altre ragazze, mentre in­teriormente si sentiva sempre più legata a Gesù Cristo e alla Madonna. Nel maggio del 1918, Marta iniziò ad accusare gravi dolori al capo, un giorno svenne in cucina. Fu aggredita da una forma di paralisi molto particolare aggravata da una profonda sonnolenza. Questa sofferenza durò tre anni. Il 25 marzo 1921, alla festa dell'Annunciazione di Maria SS., sua sorella Alice si svegliò a causa di un forte rumore e notò che la stanza era avvolta in un insolito bagliore; dopo un po' la luce disparve e Marta, che dormiva nella stessa stanza, le disse che le era apparsa Maria SS., Madre di Dio. In seguito a quest'apparizione non guarì ma, al contrario, si aggravò e fu costretta perfino a far chiamare il parroco per la dispensa del santo Viatico. Presto però si riprese, poté sedersi e camminare con l'aiuto delle stampelle. Riuscì perfino a fare qualche pellegrinaggio e, avendo saputo della santità di Teresa di Lisieux (beatificata nel 1923 e canonizzata nel 1925), espresse il desiderio di farsi carmelitana. La sua salute, che riprese a peggiorare, non le permise di proseguire in questo progetto. Una volta lesse in un libro antico la seguente frase: «Tu cerchi gioia, tran­quillità e una vita piacevole, ma tu devi prepararti alle sofferenze. Si deve dare tutto a Dio». Da questa frase trasse l'indicazione per la sua vita futura come un lampo: soffrire come senso della vita. Il 15 ottobre 1925 papa Pio XI canonizzò Teresa di Lisieux. Nello stesso giorno Marta Robin consacrò definitivamente la sua vita a Dio: la sua devozione interiore nell'abbandono completo a Dio della sua volontà e del suo agire. Un anno dopo la sua consacrazione interiore, le condizioni di salute di Marta peggiorarono e fu necessario di nuovo il santo Viatico. Marta restò per tre settimane in una sorta d'abbandono, perdendo coscienza. In questo stato di "sonno profondo" le apparve tre volte Teresa di Lisieux e le disse che non sarebbe morta, anzi parzialmente guarita perché avrebbe dovuto portare avanti una missione da estendere in tutto il mondo. Marta si risvegliò dalla lunga perdita di coscienza; tuttavia, dal 25 marzo 1928, restò immobilizzata e non fu più in grado di assumere alcun cibo, viveva solo con l'Eucaristia. I genitori erano disperati anche perché Marta non dormiva più. I medici erano impotenti, non erano in grado di capire la provenienza di quei sintomi e perché non portassero alla morte. Il 2 febbraio 1929 anche le sue mani restarono paralizzate e imparò a scrivere con la bocca. Marta viveva la sua malattia come compito espiatorio e vocazione: crocifissa con Cristo partecipava alla sua missione di redenzione. Dal 1930 infatti rivisse nell'anima la Passione di Cristo ogni venerdì e ne ricevette le Stigmate. I preti che andavano a visitarla erano convinti che Dio parlasse per suo mezzo. La sua preghiera che, intensamente recitata per decenni con solenne e perseverante forza interiore, ha lasciato scorrere co­piosa energia per l'intercessione della salvezza del prossimo, le sue estasi mistiche, la lotta con Satana e la sua discesa nel re­gno dei morti sono descritti nei suoi quaderni (che lei stessa ha scritto o dettato durante la sua vita). Come Teresa di Konnersreuth e Anna Caterina Emmerick, vive negli avvenimenti biblici, in Terra Santa e prende parte alla vita del Signore. La stigmatizzata si raffigura per esempio come Gesù ha preparato sua Madre alla sua Passione. Marta Robin vive in una piccolissima stanza, in un villaggio sperduto, ma dal 1930 si prepara a un'opera mondiale che sarà famosa; ne parla ogni giorno sempre più per incarico della SS. Vergine Maria, la Madre di Dio. Ella chiede sempre più insistentemente al prete lionese, abate Finet, di fondare i Foyer de la charité, un'associazione sul modello delle prime comunità cristiane, case di ritiro per laici e scuole cristiane per ragazze. II primo Foyer nasce a Chàteauneuf de Galaure; presto ve ne saranno cinquantanove, e poi sorgeranno altri centri in Francia e in tutto il mondo. Marta confessa dettagliatamente al prete di Lione quali erano i desideri di Maria SS. Padre Finet predica, Marta Robin prega ed espia. La nuova organizzazione e i due fondatori non rimangono estranei agli attacchi del demonio e ai nemici della Terra. Infine la forza di Dio ha il sopravvento e l'istituzione viene riconosciuta con tutti gli onori spirituali. Sotto il segno della Chiesa il vescovo Pic di Valence consacra il nuovo edificio dei Foyers. Egli si prodiga a Roma e tra i suoi confratelli per il pieno riconoscimento dell'istituzione. Il legame mistico che Marta Robin ebb e con la Madre di Dio fu grande e fu attestato dalle guarigioni miracolose. Marta si rivolgeva più volte al giorno alla Santa Vergine e, specialmente negli ultimi anni della sua vita, per chiedere grazie e guarigioni per altre persone. Le apparizioni della Madonna per consolare e guidare la serva di Dio furono abbastanza numerose. Il 1° novembre 1980 i dolori della serva di Dio si erano fatti insopportabili, era il presagio della fine su questa Terra. Il 6 febbraio 1981 le sue sofferenze ebbero fine.  

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