Un po’ di tutto per tutti    

      Apparizioni mariane 17

MADRID (SPAGNA). Sant'Aloisio di Gonzaga (1568-1591), nel giorno dell'Assunzione di Maria, pregava davanti a un quadro della Vergine, nella chiesa di Gesù di Madrid. Improvvisamente, mentre si trovava in contemplazione, udì chiaramente la voce della Madonna che gli disse: «Entra nell'Ordine intitolato a mio Figlio!». Aloisio ascoltò il desiderio di Maria ed entrò nell'Ordine dei gesuiti. Egli nacque a Castiglione, nei dintorni di Mantova, figlio maggiore del marchese Ferrante e fu paggio alla corte di Firenze, città dove fece voto di castità nel 1578. Fu alla corte del re Filippo II (1581-1583) a Madrid e si fece apprezzare per le sue doti di serietà di vita, devozione e vera purezza. Dopo una lunga opposizione suo padre dovette arrendersi e gli concesse nel 1585 di entrare nell'Ordine. Aloisio fu istruito a Roma e rimase per qualche tempo sotto la guida spirituale di Roberto Bellarmino (poi anch'egli canonizzato). Durante l'epidemia di peste a Roma si prese cura dei malati e restò contagiato dal male; morì a soli ventiquattro anni. Nel 1605 fu beatíficato e nel 1726 fu canonizzato insieme a Stanislao Kostka. Nel 1729 fu elevato a patrono dei giovani studenti. 

ANGOLA (AFRICA). Un'armata portoghese vinse una battaglia contro gli Angolani, che contavano una forza molto più numerosa e potente. In un secondo momento si diffuse la voce che la vittoria dell'esercito portoghese fu dovuta all'intervento della Madonna. Gli Angolani videro una Signora dalla bellezza stupenda, accompagnata da un'altra anziana; entrambe impugnavano spade fiammeggianti. Da questa apparizione gli Angolani sarebbero rimasti talmente impressionati che lasciarono il campo di battaglia. 

COLONIA (GERMANIA). Nel collegio gesuita di Colonia un giovane artista si dilettava a riprodurre dipinti della SS. Vergine Maria e metteva poi questi ritratti in preziose cornici. Un giorno si ammalò gravemente e prima di morire vide Maria vicino a lui che, con il suo Angelo custode, era giunta per accompagnarlo nella Patria celeste. 

ROMA. S.Felice di Cantalice (1515-1587), un frate cappuccino laico, elemosinò 42 anni l'elemosina per il suo convento, infatti era conosciuto a Roma come il frate «Deo gratias». Legato da stretta amicizia con Filippo Neri e Carlo Borro meo. Ricevette il dono delle apparizioni della Beata Vergine Maria con il Bambino Gesù. Qualche volta Maria gli porse suo Figlio nelle braccia; questo avvenne soprattutto durante la sua malattia che lo portò il 18 maggio 1587 alla morte.

ROMA. «La volontà di Dio è che tu cammini nel mondo come in un deserto». Queste parole, sussurrate dalla voce interiore durante una notte silenziosa, cambiarono la vita del giovane Filippo Neri (1515-1595). Egli fu chiamato anche il «Santo della gioia» e coltivò una grande devozione per la Vergine Maria. Filippo Neri crebbe a Firenze e istituì l'Oratorio e gli oratoriani. Il futuro santo subì nella sua gioventù l'influsso dei domenicani di San Marco. A 18 anni si recò a Roma dove fu educatore dei figli del fiorentino Galeotto del Caccia. Condusse una vita di preghiera e di penitenza, coltivando l'amore per il prossimo. Filippo Neri ricevette inoltre molte grazie mistiche ma temette, per umiltà, che queste si rendessero visibili. Maria gli apparve più volte per aiutarlo, consolarlo o avvisarlo di un pericolo: una volta lo preavvertì della minaccia di crollo di una volta e in un'altra occasione lo guarì da una grave malattia. Nel 1548 aiutato da un umile prete, Persiano Rosa, che sarebbe poi diventato suo confessore abituale, fondò una pia confraternita, incaricata di assistere i poveri e in particolare i pellegrini bisognosi, che si trasformò nell'Oratorio, frequentato da alcune grandi figure spirituali. I nuovi metodi usati nella cura delle anime erano: prediche e lodi spirituali in lingua volgare, pellegrinaggi alle basiliche di Roma, semplici esercizi spirituali e preghiere popolari; tutto questo, unito al carattere di Filippo Neri, fecero di lui una delle più ricercate guide spirituali di Roma. Ebbe numerosi nemici e fu controllato con sospetto nelle sue attività. Presto però fu ben accettato dappertutto e divenne il consigliere fidato di papi e il confessore di cardinali. Fu legato fraternamente a Ignazio di Loyola, Francesco di Sales, Carlo Borromeo e Camillo Lellis. Fu beatificato nel 1615 e canonizzato nel 1622. 

NAPOLI. Una distinta signora napoletana era molto malata. Un prete le consigliò di rivolgersi in preghiera alla Santa Vergine Maria per ottenere la grazia della guarigione; la donna così fece e, dopo aver pregato per un certo periodo, le apparve Maria che le tolse il male. 

BRACA (PORTOGALLO). Un ricco portoghese di questa città era molto malato. Allora costui, che era molto devoto alla Madonna, comandò al suo servo maomettano di porre una statua della SS. Vergine nella stanza e di adornarla di fiori ogni giorno. Il maomettano obbedì senza sentirsi forzato a eseguire questo compito, anzi pieno d'amore per Maria. Già il servo pensava di farsi battezzare quando gli apparve la Signora del Cielo per ispirarlo a non aver più dubbi nella fede cattolica. Il maomettano si fece battezzare pienamente convinto e divenne un coraggioso assertore della dottrina cattolica. 

LIMA (PERÙ). La Madonna apparve in Perù nel 1590 ca. Il missionario gesuita Ruys di Portyllo ebbe la grazia di vederla e contemplarla. Da quest'apparizione la SS. Vergine guidò il missionario fino alla sua morte nel difficile apostolato. Non sono conosciuti altri particolari. 

ACQUASPARTA (UMBRIA). Il monaco cappuccino Bernardino di Colpetrazzo (1513-1594) è conosciuto per la sua Storia dell'Ordine dei cappuccina; che abbraccia tutta la storia di quest'Ordine dal 1525 al 1593 (una fonte importante per la vita spirituale del secolo xvi). Una volta vide la Madre di Dio scendere dal cielo con una corona di fiori magnifici come premio per la purezza della sua anima e il suo lavoro diligente. 

QUITO (ECUADOR). La Madonna apparve anche in Ecuador durante una carestia agli indios che erano divenuti cristiani. Li aiutò in modo miracoloso a superare le difficoltà e a non venir meno alla nuova fede appena acquisita. 

DIJON (FRANCIA). Una ragazza, costretta a letto da molto tem­po a causa di una grave malattia, morì ancora in giovane età. Poco prima di spirare la ragazza ricevette la visita di Maria insieme con i Santi e gli Angeli che l'accompagnarono e la consolarono nel trapasso. 

PUMENGO (ITALIA).Secondo la leggenda locale, un sordomuto che pregava molto fu liberato improvvisamente dalla sua infermità per mezzo di un'apparizione di Maria. 

ARONA (PIEMONTE). Maria SS. apparve più volte al gesuita portoghese Emmanuel Sà (1530-1596), esegeta e professore di teologia morale, che appartenne dal 1545 all'Ordine dei gesuiti. La Santa Vergine gli apparve ancora una volta nel 1596 con Ignazio di Loyola e gli predisse il giorno della sua morte (il 30 dicembre). 

FRIBURGO (SVIZZERA). Maria apparve ripetutamente a Pietro Canisio (1521-1597), poi chiamato «l'apostolo della Germa­nia» per la sua opera di evangelizzazione in questo paese. Canisio e l'Ordine dei gesuiti si affermarono come principali difensori della Chiesa romana in Germania; Pietro fu un valido e rispettato protagonista della prima Controriforma e con­siderato da Leone XIII «il secondo apostolo della Germania dopo san Bonifazio». Dedicò la sua vita all'attività apostolica e ricevette la ricompensa di frequenti estasi e visioni mistiche. Tra queste ci fu un'apparizione del sacro Cuore di Gesù nel giorno della professione dei suoi voti (4 settembre 1549); quando il mistico gesuita ricevette questa visione ebbe nello stesso momento anche un'apparizione mariana, perché lo si sentì esclamare: «Anche Maria mi ha benedetto!». Così poco tempo prima della sua morte i suoi confratelli lo sentirono dire: «La vedete? La vedete? Ella viene!». Certamente il mistico alludeva di nuovo a Maria che lo accompagnava nell'eternità. Pietro Canisio era venuto in contatto con la Devotio moderna e la spiritualità cartesiana durante i suoi studi teologici a Colonia. Nell'aprile del 1543, Pietro Faber, uno dei primi compagni di Ignazio di Loyola, propose al visitatore di fare esercizi spirituali per vedere chiaramente la propria vocazione. Canisio infatti si sentì molto rinforzato da questi esercizi, giunse nel 1546 alla consacrazione sacerdotale come gesuita e ottenne il titolo di dottore in teologia. Presto acquistò una solida reputazione in seguito alla pubblicazione di libri mistici e di patristica e venne inviato al concilio di Trento. Pietro Canisio fu attivo teologo a Ingolstadt, Vienna, Praga, Augusta, Innsbruck e Monaco di Baviera, facendo della Compagnia di Gesù un fattore importante per il rinnovamento cattolico nel secolo della Riforma. A Roma, Canisio ricevette nel 1549 la missione di de­dicarsi alla restaurazione cattolica; cosa che intraprese con vera gioia. Il teologo gesuita dedicò la sua vita all'apostolato in tutte le sue forme possibili; si oppose ai riformatori non solo sul piano della dottrina, ma anche su quello dell'azione pastorale in cui fu instancabilmente attivo. Diede ampia diffusione alle confraternite mariane, soprattutto nell'ambito dei collegi gesuiti. Promosse inoltre la diffusione della recita del santo Rosario e delle litanie. Inoltre fu attivo nell'insegnamento del catechismo ai bambini e ai giovani, nelle prediche e nelle visite agli infermi. Portò la dottrina cristiana al popolo e ai poveri contadini, fin nelle più isolate campagne. Si adoperò inoltre per lo sviluppo del Collegio germanico, fondato da Ignazio a Roma. «L'apostolo della Germania» venne in conflitto con il suo discepolo Karl Hoffaus sulle questioni che regolavano i tributi e sulla controversia delle private rivelazioni e della possessione. Canisio rappresentò le posizioni tradizionaliste in seno alla Chiesa, che venivano criticate dai "modernisti" perché poco adatte ai tempi. Fu inviato a Friburgo dove fondò un nuovo Collegio. Nel 1577 apparve il suo volume sulla Vergine Maria, un elogio alla verginità e una profonda difesa del culto mariano. Pietro Canisio fu canonizzato e dichiarato Dottore della Chiesa da Pio X1 nel 1925. 

MESAGNE (PUGLIA). Un antico ritratto della Santa Vergine Maria improvvisamente ebbe lacrimazioni di sangue; lo testimoniarono numerose persone che erano presenti all'avvenimento.

PUY (FRANCIA). Un giovane aveva avuto molta fede in Dio ed era stato devoto alla Madonna. Col passar del tempo però la fede si era intiepidita ed era divenuto trascurato. Un giorno vide la SS. Vergine che lo risvegliò dal torpore dell'anima guidandolo a un rinnovato fervore devozionale. Il giovane divenne un cristiano molto fervente. Si dedicò alle opere di bene e visse nel nome e per la gloria di Maria SS. 

BRUGES (BELGIO). Nell'anno 1636 morì a Nijmwegen (Olanda) il padre gesuita Anton de Greef; si era occupato attivamente degli ammalati di peste ed era rimasto contagiato. Nel tempo in cui questo religioso era ancora studente a Bruges, aveva prestato un voto vocazionale dinanzi a un ritratto della Madre del Cielo. Nella notte successiva ebbe un'apparizione meravigliosa di Maria che gli confermò le sue ispirazioni vocazionali. Durante tutta la sua vita, padre de Greef visse sotto l'influenza di questa apparizione. 

CONCEPCIÓN (CILE). La tradizione racconta che la Madonna, dipinta su un quadro con gli strali luminosi, prese miracolosamente a vivere e lasciò la cappella. Si diresse su una nuvola sugli accampamenti che gli Araucani avevano posto intorno a Concepción per assediarla. Appena la SS. Vergine apparve, dimostrando agli assedianti la sua disapprovazione e i suoi strali luminosi, essi fuggirono. 

 

HomeElenco generalePag.1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 910 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24  - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - 34 - 35  - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 4142 - 43 - 44 - 45 - 4647 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 - 58 - 59 - 60 - 61