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      Apparizioni mariane

FIRENZE. Sette uomini della nobiltà fiorentina si erano associati nella fratellanza della «Laude» per venerare Maria SS. Nel giorno della festa dell'Ascensione apparve loro la Beata Vergine per esortarli a intraprendere una vita ancor più santa e perfetta. Essi lasciarono gli affari per ritirarsi a una vita di preghiera e di penitenza, particolarmente rivolta al culto della Vergine Maria. Il venerdì santo del 1239 apparve di nuovo Maria SS. e mostrò loro una veste talare nera che in futuro avrebbero dovuto indossare; con ciò voleva spingerli a fondare un nuovo Ordine religioso. L'Ordine avrebbe dovuto diffondere in special modo la venerazione per i dolori che la Santa Vergine sopportò sotto la croce. Così sorse l'Ordine dei servi di Maria, dei serviti, oppure dei frati dell'Ave Maria, che trovò pronta e larga diffusione. I sette fondatori dell'Ordine dei serviti furono tutti canonizzati: Bonfiglio Monaldi, Giovanni di Buonagiunta, Amedeo degli Amedei, Manetto dell'Antella, Sostegno dei Sostegni, Ugo degli Uguccione e Alessio Falconieri. 

AGDE (FRANCIA). La Madonna apparve al monaco predicatore Laodato, il quale l'aveva sempre venerata, e lo preparò all'imminente trapasso. 

MONTE FANO (MARCHE). Maria SS. apparve più volte all'abate san Silvestre Gozzelini (fi 1267), fondatore della Congregazione dei silvestrini. Egli fu salvato e guarito miracolosamente dalla Madonna. In un'altra occasione Maria gli diede la santa Comunione e Gozzelini fu particolarmente illuminato e riempito di grazia. 

WRANAU (MORAVIA). Maria apparve al nobile Wilhelm Rosenberg, il quale era divenuto cieco e nessun medico poteva aiutarlo; la Vergine gli chiese: «Vuoi guarire?». «Chi sei?» le chiese Rosenberg a sua volta, ed Ella rispose: «Io sono la Madre del Puro Amore! Erigi a mio Figlio e a me una chiesa sul monte Wranau e riceverai di nuovo il dono della vista!». Il cieco fiducioso fece costruire la chiesa e appena vi poté pregare fu guarito. 

VITERBO (LAZIO). La Madre Celeste apparve a santa Rosa di Viterbo (1235-1252), e le restituì la salute quando essa, ancora ragazza, era moribonda. Maria la esortò a vestire l'abito di penitente, a entrare in una comunità di terziarie francescane e prendere aperta posizione contro il crescente malcostume del tempo. Rosa, a soli 12 anni, iniziò a predicare pubblicamente richiamando il popolo al rinnovamento religioso e dei costumi ed esortandolo ad avere fiducia nel papa. Il suo entusiasmo religioso ispirò molte persone a cambiar vita e a convertirsi. Morì a 17 anni. La sua salma riposa incorrotta nella chiesa conventuale di Santa Maria de Rosis a Viterbo. 

HELFTA (GERMANIA). La Madonna apparve più volte a santa Matilde di Hackeborn (1241-1299), che a 7 anni entrò nel convento cistercense di Rodersdorf, dove sua sorella Gertrude era già monaca. La Beata Vergine le insegnò a pregare e a comprendere in particolar modo l'Ave Maria. Essa divenne superiora della scuola conventuale e la prima corista. La sua contemplazione e devozione fu strettamente legata alla liturgia. Gertrude di Helfta annotò, negli ultimi sette anni di vita di Matilde, i doni delle sue grazie interiori (Liber specialis gratiae). Matilde fu sempre ispirata, oltre che dalla venerazione di Maria, dalla devozione per il sacro Cuore di Gesù

LUCCA (TOSCANA). Una sera tardi S.Zita (1212-1272) ritornava a Lucca da un lontano pellegrinaggio; lavorava a Lucca come domestica presso la ricca famiglia borghese dei Fatinelli. Prima di entrare in città, improvvisamente si avvicinò alla domestica una straniera e le due donne proseguirono insieme fino alla porta della città che, chiusa già da molto tempo, all'avvicinarsi delle due donne si aprì. Giunta a casa sua Zita riconobbe, nella signora straniera, la Santa Vergine Maria che, in quel momento, si accomiatò da lei e scomparve. Numerosi miracoli, successivamente a quest'apparizione di Maria, furono poi attestati negli uffici del notariato di Lucca. Poco tempo dopo la morte di Zita, ne fu riconosciuto il culto locale dal vescovo Paganello e, nel 1696, fu canonizzata da papa Innocenzo XII. La sua salma incorrotta viene venerata in San Frediano. Santa Zita è patrona dei domestici.  

CAMBRIDGE (INGHILTERRA). S.Simone Stock (1165-1265) fu dapprima eremita, poi dal 1236 carmelitano e nel 1247 fu eletto priore generale dell'Ordine dei carmelitani. Maria gli apparve il 16 luglio 1251 e gli consegnò lo "scapo lare", la mantellina che si porta appesa al collo, che egli avrebbe dovuto portare come simbolo di unione con Maria, come pegno devozionale e riconoscenza della grazia. Nel 1322 l'uso dello scapolare fu approvato da papa Giovanni XXII come simbolo di salvezza. Ancora nei tempi attuali esiste la Fratellanza dello scapolare, i cui membri portano questa mantellina e recitano quotidianamente tre Ave Maria, tre Gloria e la cosiddetta preghiera dello scapolare

FIRENZE. Maria apparve a Filippo Benizi (1233-1285) due volte e lo spinse a entrare nell'Ordine dei serviti. Dopo i suoi studi filosofici e teologici seguì il consiglio di Maria, e fu ordinato sacerdote nel 1259. Nel 1267 divenne generale superiore dei serviti. Grazie a lui l'Ordine crebbe rapidamente, sebbene interdetto per breve tempo dal concilio di Lione. Filippo Benizi compì numerosi viaggi missionari in Italia, Francia e Germania. A Forlì convertì il santo Pellegrino Laziosi che divenne uno dei più famosi servi di Maria. Nel conclave che elesse il papa Gregorio X, Filippo Benizi figurava tra i candidati. Egli dimostrò soprattutto un amore eroico per i malati e i poveri, animato dalla sua forte devozione per Maria. Fu canonizzato nel 1671. 

BLIESKASTEL (GERMANIA). Un cavaliere si era ritirato in eremitaggio nella zona di Blies, a est di Saarbriicken, e in questo luogo venerava un'immagine dell'Addolorata Madre di Dio. Un giorno alcuni rapinatori vollero saccheggiare il suo piccolo eremo e, non trovando nulla da rubare, presero a tirare dardi contro l'immagine di Maria, posta dal cava -liere nella cavità di una quercia. Dalle "ferite" provocate dai dardi improvvisamente iniziò a scorrere del sangue, i rapinatori ebbero paura e fuggirono. Subito all'immagine vennero attribuiti poteri taumaturgici, giunsero quindi in quel luogo molti pellegrini e tra questi anche la contessa Elisabetta di Blieskastel. Elisabetta, che soffriva di una malattia agli occhi, fu guarita con l'applicazione del sangue delle ferite di Maria. In segno di gratitudine fondò il convento di Gräfinthal, dove vi fu posto il quadro miracoloso della Madre di Dio con i dardi. 

HEISTERBACH (GERMANIA). Mentre i monaci dell'abbazia cistercense di Heisterbach intonavano il Te Deum apparve, al centro del coro, la Madre celeste che portava nelle sue mani una catena d'oro e una corona preziosa. Ella spiegò ai monaci il significato di questi simboli: essi avrebbero dovuto essere uniti nella preghiera e nell'amore reciproco, così come simbolizzava la catena, in questo modo avrebbero ottenuto la corona dell'eterna beatitudine.

ISOLA DI MARGHERITA, BUDAPEST (UNGHERIA). S. Margherita di Ungheria (1242-1270), figlia del re ungherese Bela IV, nipote di Elisabetta di Turingia, fu affidata ed educata, già all'età di 4 anni, nel convento domenica- no di Veszprem. Dal decimo anno visse nel nuovo convento, fatto costruire dal padre, sull'isola di Hasen (chiamata in seguito isola di Margherita) sul Danubio a Budapest. Rifiutò diverse proposte di matrimonio e infine prese il velo dalla mano dell'arcivescovo von Gran. Nel convento condusse una vita devota di penitenze e di preghiere. Poco tempo prima della sua morte le apparve Maria in piedi su un carro e le disse: «Io ho esaudito la tua preghiera. Sii forte e fedele, io sarò il tuo sostegno». Poco tempo dopo la sua morte prematura, Margherita venne venerata dal popolo come una santa; fu però canonizzata solo nel 1943. 

TORTOSA (SPAGNA). Maria SS. apparve durante la notte a un prete devoto che pregava dinanzi all'altare, e vi depose la sua cintura. Presto si diffusero in Spagna numerose rappresentazioni artistiche di quest'avvenimento che avrebbero dato seguito a molte guarigioni miracolose. 

SIENA (TOSCANA).  Maria SS. apparve 4volte al beato Giovanni Piccolomini (1259-1305). Costui proveniva da un antico e nobile casato di Roma insediatosi poi a Siena; entrò nell'Ordine dei serviti a 14 anni e fu beatificato nel 1609. 

HELFTA (GERMANIA). Santa Gertrude, la grande di Helfta (1256-1302), originaria della Turingia, entrò fin dall'età di cinque anni, com'era d'uso a quel tempo, nel convento cistercense di Helfta. In questo convento la badessa Gertrude di Hacketal tentava di creare un centro di vita mistica, così la futura santa Gertrude poté ricevere un'istruzione accurata nel campo umanistico e teologico-spirituale. A ventisei anni iniziò ad ave­re quotidianamente esperienze mistiche con visioni di Gesù Cristo e della Beata Vergine Maria. Descrisse queste visioni, come pure le esperienze mistiche della sua consorella Matilde di Hackeborn (cfr. Helfta, 1250). La santa ci ha lasciato il resoconto di molte esperienze della sua vita mistica, annotate dal 1289 fino alla sua morte. Le apparizioni ricevute da Gertrude sono spesso collegate alle celebrazioni liturgiche, e particolarmente all'Eucaristia e al Cuore di Gesù. Apparizioni e molteplici forme di incontri mistici con la Beata Vergine Maria ci vengono descritte nel suo Legatus divinae píetatis (Araldo dell'amore divino). Gertrude fu canonizzata nel 1734 ed è ritenuta la più grande mistica tedesca. 

FORLI’ (EMILIA ROMAGNA). Maria SS. apparve al santo Pellegrino Laziosi (1265-1345), dopo che egli, durante una rivolta popolare, si trovò tra i facinorosi che maltrattarono san Filippo Benizi. La benevole e mite reazione di quest'ultimo favorì la conversione di Laziosi, il quale si ritirò a pregare dinanzi a un'immagine di Maria nel duomo di Forlì per essere illuminato sulla vita futura da intraprendere. Maria gli consigliò di entrare nell'Ordine dei serviti. Dopo un periodo iniziale di formazione a Siena continuò la sua attività di religioso a Forlì. Si impegnò instancabilmente nella predicazione, nella preghiera e nella penitenza e mostrò un'irremovibile pazienza soprattutto nelle malattie. Siccome riuscì a guarire miracolosamente da un tumore alla gamba, fu venerato come patrono protettore dai tumori e dalle sofferenze ai piedi. San Pellegrino Laziosi fu canonizzato nel 1726. 

TOLENTINO (MARCHE). Maria SS. apparve più volte all'eremita, santo agostiniano, Nicola di Tolentino (1245-1305). Una volta gli consigliò, durante una grave malattia, di prendere solo pane e acqua, il santo così fece e guarì. Da quest'avvenimento si sviluppò, ancora durante la sua vita, l'usanza di mangiare solo «panini di Nicola» nel corso di gravi malattie. Tra il 1305 e il 1325 furono attestati ufficialmente, in questo contesto, 301 miracoli! Nicola fu predicatore, confessore, maestro dei novizi e attivo nell'apostolato verso i malati. Si sottopose a un'ascesi severa e fu canonizzato nel 1446.  

KOSSLARN (GERMANIA). Il conte di Ortenberg si trovava a passare accanto a un ginepraio. Giunto a quel punto il cavallo non volle più proseguire, allora il conte scese per esaminare la bestia e finì con lo scoprire una statuetta lignea di Maria. La statuetta intagliata manifestò proprietà taumaturgiche, presto attirò molti infermi che si recarono dinanzi a essa in preghiera per ottenere la guarigione. Intorno al 1400 fu costruita una cappella dove fu posta la statua miracolosa. 

 

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